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Acquisto pc: riparazione e garanzia legale

15 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Dicembre 2018



Due mesi fa ho ordinato telefonicamente un nuovo pc selezionando i componenti personalmente sul sito Drako.it .Ho comprato anche una licenza windows 10e su loro consiglio ho inserito un tipo di memorie RAM diverse. Il costo totale è stato di 2.600 euro. Da pochi giorni il pc ha seri problemi: va in blocco totale. Ho contattato via chat il supporto Microsoft e, su loro consiglio, ho aggiornato i drivers dei vari componenti ed eliminato servizi e driver di altri programmi installati. Dal momento che i problemi al pc persistevano mi dissero che si trattava dell’hardware. Ho quindi contattato il venditore, ma il tecnico ha escluso il problema all’hardware. Al loro negozio di assistenza nella mia città mi hanno spiegato che se il blocco è stato causato da me installando programmi devo pagare io le spese di assistenza di 48 euro/h, se invece è causato dall’hardware pagano loro la manutenzione.Ho contattato una ditta che ripara pc in città. Se faccio riparare il mio pc a questa ditta, perdo la garanzia? 

È ormai prassi comune a molti venditori inserire nelle condizioni per la concessione della garanzia apposite clausole che ne prevedano l’esclusione, ad esempio, per i casi di smontaggio non autorizzato, o montaggio di parti non originali o non conformi alle specifiche tecniche previste.

In questo caso, l’intervento di altre aziende, anche se specializzate nel settore, produrrebbe il venir meno della garanzia legale che, diversamente, per quanto accade per la durata della garanzia(che, grazie ad una norma imperativa, non può essere derogata sotto i due anni), produrrebbe il venir meno di tale forma di protezione a tutela del consumatore.

Infatti, tra le condizioni di vendita di Drako, s’evince all’art. 8.7 (v. sito) che “nessun tipo di garanzia è previsto per danni derivanti da un uso improprio o inappropriato, installazione errata,mancanza di manutenzione, riparazione non autorizzata o alterazioni del prodotto da parte dell’utente o di terze parti. La garanzia convenzionale del produttore viene fornita secondo le modalità illustrate sul sito o nella documentazione presente all’interno della confezione del prodotto”.

Si sconsiglia, pertanto, ad oggi al lettore a parere dello scrivente, un intervento di personale non autorizzato, almeno in questo periodo di copertura della garanzia legale.

Poco professionale risulta anche la risoluzione dei problemi telefonici, relativa all’errore di lettura delle ram di memoria, che lascia presagire ad una cattiva installazione/assemblaggio del pc adopera dei tecnici dell’azienda venditrice.

Non era di certo il lettore la persona che doveva eseguire la corretta installazione delle componenti erroneamente assemblate.

Difatti, non essendo un esperto, il lettore poteva tranquillamente danneggiare il suo nuovo computer; a dimostrazione del fatto che il tecnico al telefono è stato poco professionale dovendo, viceversa,adoperarsi per intervenire fisicamente sulle componenti.

Inoltre, il fatto che la Ram funzionasse solo in uno slot e non in tutti fa presagire ad un ulteriore difetto del prodotto che dovrà essere verificato dai tecnici competenti.

S’aggiunga che l’operatore ha consigliato al lettore di intervenire direttamente con le mani all’interno del prodotto, cosa che non dovrebbe essere mai fatta poiché, in astratto, fa venire meno la garanzia legale riconosciuta dal codice del consumo.

Tanto premesso, quello che si consiglia al lettore è di fare un backup di tutto quanto inserito all’interno del suo nuovo PC e, quindi, procedere con la formattazione dello stesso.

Una volta effettuata quest’operazione, re-installato il sistema operativo Windows 10, incluso nell’ordine, il lettore saprà con certezza l’origine di quei problemi.

Infatti, se dovesse continuare ad andare in crash (e, quindi, a bloccarsi) sarebbe di certo un problema hardware che dovrà, conseguentemente, essere risolto dal venditore, essendo il bene ancora in garanzia.

In quel caso, prima di far intervenire l’azienda venditrice, si consiglia al lettore di registrare tale problematica tramite un video effettuato anche con un telefonino, in modo da conservare la prova di tale anomalia.

A parere dello scrivente, è bene pertanto che il lettore eviti di affidarsi ad altri operatori del settore in questo frangente, almeno fino allo spirare della garanzia legale dei due anni. Infatti, in questo modo, s’eviterebbe il rischio di eventuali contestazioni di manomissione ad opera altrui e si costringerebbe il venditore ad intervenire sul prodotto non conforme.

Eventualmente, quello che il lettore potrebbe fare è ottenere una relazione da parte di questi tecnici esterni, circa il problema esistente sul PC, al fine di avere un domani una perizia attestante quelle problematiche congenite della macchina, ma senza operare fisicamente.

Secondo il codice del consumo, in caso di difetto del prodotto, il lettore può chiedere, a sua scelta, di riparare il bene o di sostituirlo, senza spese in entrambi i casi, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile, o eccessivamente oneroso rispetto all’altro.

Inoltre, nel caso in cui la riparazione divenisse troppo onerosa, o arrecasse notevoli inconvenienti(quali, la mancata disponibilità del bene per lungo tempo), il lettore potrebbe richiedere, a sua scelta,una congrua riduzione del prezzo, o la risoluzione del contratto con richiesta di rimborso delle somme staggite (art. 130 del codice del consumo).

Si noti che la questione “sito non protetto” è stata introdotta da Google per costringere i titolari di questi siti a conformarsi a delle chiavi di protezione. Tuttavia, non ci sono conseguenze per il mancato adeguamento. L’avviso di Google è proprio finalizzato a sortire gli effetti negativi per tutti coloro che non passeranno al protocollo più sicuro:

– o in primo luogo, se spaventati da un avviso sulla sicurezza nel momento in cui inseriscono i propri dati (ad esempio in un form di contatto o nell’inserimento della propria email per iscriversi alla newsletter) i visitatori di un sito saranno meno propensi a lasciare il proprio contatto;

– o infine, la segnalazione dei siti in HTTP avrà anche un riflesso negativo sulla reputazione dell’azienda stessa perché sarà percepita degli utenti (come nel caso specifico) come non sicura.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla

 


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