Blocco prescrizione: cosa cambia dopo l’accordo del Governo?

8 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 novembre 2018



Tempi incerti per la sentenza definitiva se la prescrizione si annulla in primo grado. L’entrata in vigore nel 2020 solo dopo la riforma del processo penale.

Tu non mi fai cadere e io non ti spingo nel burrone. O se preferite una citazione manzoniana, una mano lava l’altra e tutte e due lavano il viso. Insomma: tu fai un favore a me e io lo faccio a te. Io ti voto il decreto sicurezza se tu mi voti il ddl anticorruzione. Chi temeva una crisi di governo in questi giorni a causa delle litigate (o presunte tali) sulle proposte presentate dai singoli partiti della maggioranza può rassicurarsi. L’Esecutivo ha chiesto e ottenuto la fiducia sul decreto sicurezza voluto dalla Lega ed il Movimento 5 Stelle ha chiesto e ottenuto l’appoggio dell’alleato sull’anticorruzione per quel che riguarda il blocco della prescrizione dopo il primo grado di giudizio. Non sarà un provvedimento che entrerà in vigore subito, ma l’importante è portare a casa i 3 punti, cioè il risultato. I patti chiari ci sono, l’amicizia lunga il tempo lo dirà. Ma sulla prescrizione, cosa cambia dopo l’accordo del Governo?

Luigi Di Maio incassa il sì di Matteo Salvini sulla riforma della prescrizione dopo un vertice convocato in un orario in cui non c’erano partite di Champions League, in modo tale che né un vicepremier né l’altro fossero impegnati davanti alla tv, come nelle due serate precedenti, con in mano birra e pop corn. Il primo a tifare Roma e l’altro a tifare inutilmente contro l’Inter. Il premier Giuseppe Conte ha voluto fare l’arbitro e ora è fiero di come ha diretto la gara. Ma dagli spalti, il tifoso si chiede ancora: cosa cambia dopo l’accordo del Governo? Si deve esultare oppure tornare a casa avvolti nella propria sciarpa verde o gialla temendo di aver conquistato un pareggio che sa di risultato a tavolino?

Cosa significa l’accordo sulla prescrizione?

La Lega non voleva i processi eterni ma, alla fine, ha ceduto alla richiesta del coinquilino di Palazzo Chigi. In base all’accordo raggiunto, la prescrizione verrà bloccata dopo la sentenza di primo grado, sia in caso di condanna sia in caso di assoluzione. Bloccata vuol dire annullata. Cioè, la prescrizione sparisce. Con tutte le conseguenze del caso.

Fino ad oggi, il procedimento penale prevedeva dei tempi entro i quali bisognava arrivare ad una sentenza definitiva pronunciata dalla Cassazione. Quindi, i giudici fissavano delle udienze per il primo grado, per l’appello e per la Corte Suprema.

L’accordo del Governo prevede, invece, che se avvio una causa che prima doveva durare (per ipotesi) 5 anni adesso dopo il primo grado di giudizio rischia di diventare infinita. La prescrizione si blocca, quindi i giudici non avranno più la premura di fissare un’udienza in appello o in Cassazione.

Pertanto, se perdo in primo grado e sono colpevole chissà quando avrò una sentenza definitiva per andare in carcere. Se perdo in primo grado e sono innocente, chissà quando mi dirà la Cassazione che non ho fatto nulla. Per assurdo: se commetto un reato a 20 anni, potrei avere l’udienza in appello quando andrò in pensione.

Quando entra in vigore la riforma della prescrizione?

L’entrata in vigore del ddl anticorruzione è prevista in tempi brevi. Quella del blocco della prescrizione dopo il primo grado di giudizio, pur contenuta nel disegno di legge pentastellato, si farà attendere un anno: sarà operativa da gennaio 2020, sempre che i patti chiari tra gli alleati di Governo mantengano un’amicizia lunga. Nel frattempo, si lavora ad un’altra riforma più ampia del processo penale. Una riforma obbligatoria, se si vuole che contenga il blocco della prescrizione. Perché, in questo caso, bisognerà annullare le norme che oggi impongono dei tempi prestabiliti per arrivare ad una sentenza definitiva. In altre parole: la certezza di arrivare al terzo grado senza che scatti la prescrizione potrebbe convivere con l’incertezza di non arrivare mai al terzo grado perché il sistema giudiziario potrebbe avere altre priorità. E davanti a questa eventualità chi sorride: il colpevole o l’innocente?


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