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Nuova imposta di registro: gli effetti sui terreni agricoli

20 Settembre 2013 | Autore:
Nuova imposta di registro: gli effetti sui terreni agricoli

Le nuove norme in tema di fiscalità immobiliare destinate a entrare in vigore dal prossimo 1° gennaio hanno effetti dirompenti anche per chi acquisterà terreni agricoli. Vediamo perché.

 

È pressoché certo che con l’entrata in vigore delle nuove aliquote fiscali per i trasferimento di beni immobili, i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali perderanno le agevolazioni che da sempre li hanno contraddistinti.

Costoro infatti all’atto di acquisto un terreno agricolo scontano attualmente un’imposta di registro e un’imposta ipotecaria in misura fissa, pagando invece un modesto 1% di imposta catastale, risparmiando quindi sull’ordinaria tassazione per la compravendita di terreni agricoli che prevede invece il 15% di imposta di registro e complessivamente il 3% fra imposta ipotecaria e catastale.

Dal prossimo primo gennaio invece anche a questa categoria di acquirenti si applicherà la nuova aliquota fiscale del 9% per quanto riguarda la tassa di registro.

È l’effetto del cosiddetto Decreto Scuola [1] che in una sua disposizione modifica una norma del Decreto sul federalismo fiscale [2] il quale era già stato corretto l’anno scorso prevedendo il rinvio dell’applicazione delle nuove aliquote al 2015.

Tutto questo invece viene anticipato all’inizio dell’anno prossimo e tra le cattive notizie per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali c’è l’abolizione espressa delle loro agevolazioni, contenuta in apposita norma del decreto sul federalismo fiscale.

Nonostante infatti qualche interprete abbia tentato di salvare le suddette norme di favore sostenendo che si tratti di una tassazione autonoma e separata rispetto alla generalità dei beni immobili, anche in considerazione delle particolari categorie soggettive elencate, il fatto che la legge qualifichi espressamente le aliquote in questione come agevolazioni elimina purtroppo qualsiasi dubbio circa la loro eliminazione.

Una brutta notizia quindi per tutti gli imprenditori già operanti nel settore agricolo che dall’anno prossimo saranno parificati a qualsivoglia soggetto che voglia investire in questo campo.


note

[1] D.L. n. 104/2013

[2] D.Lgs. n. 23/2011


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