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Rendimento energetico immobili e Attestato di certificazione ACE: estese le competenze

6 Marzo 2013
Rendimento energetico immobili e Attestato di certificazione ACE: estese le competenze

Nuove professionalità in vista con la figura del tecnico abilitato per l’attestato di certificazione energetica: ingegneri, architetti e geomitri in prima linea.

 

Con un decreto del 15 febbraio 2013, a breve pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il Governo ha disciplinato i requisiti e i tioli di studio minimi necessari per esercitare la professione di tecnico abilitato a svolgere i controlli sui rendimenti energetici degli immobili e, quindi, a rilasciare l’Attestato di certificazione energetica (Ace).

Potranno rilasciare gli Ace sia le persone fisiche che giuridiche (società ed enti) e le ESCO (società di servizi energetici), purché abbiano al proprio interno un certificatore abilitato.

Tuttavia, i suddetti professionisti:

– devono essere in possesso di un titolo di studio (indicati nel decreto);

– essere iscritti a un albo professionale (laddove previsto);

– esibire l’attestato di comprovate competenza ed esperienza, così come rilasciato dall’Ordine professionale o dal proprio Collegio di appartenenza.

Novità in vista, quindi, per ingegneri (sia meccanici che gestionali), architetti e geometri che risultano già laureati o diplomati in materie che per se stesse abilitano alla redazione di progetti per edifici e loro impianti: essi potranno redigere e rilasciare gli ACE senza alcun bisogno di formarsi sulla materia.

Chi, invece, non è in possesso dei titoli di studio predetti, potrà svolgere l’attività di certificatore affiancandosi ad un tecnico già abilitato ovvero tramite frequenza di un corso (minimo 64 ore con esame finale).

Ricordiamo che l’Ace è un atto pubblico e, per questo motivo, il decreto in commento introduce alcuni meccanismi di salvaguardia al fine di scongiurare tentativi di falsificazione o rilasci in mancanza dei requisiti previsti dalle leggi di settore.

Imprescindibili i requisiti di imparzialità e indipendenza dei tecnici: non potrà trovare posto alcun conflitto di interesse nella loro attività di controllo sui rendimenti energetici degli immobili; non si potranno certificare le abitazioni del coniuge o di un parente entro il quarto grado; stop alle certificazioni anche se i tecnici sono stati coinvolti, in ogni modo, nella progettazione o esecuzione dell’opera da certificare o hanno avuto rapporti con i produttori dei materiali e dei componenti utilizzati nella costruzione.

di FRACESCO BURZA



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