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Assegno circolare: cos’è e dove farlo

30 Settembre 2017 | Autore:
Assegno circolare: cos’è e dove farlo

Caratteristiche dell’assegno circolare, dalla sua funzione ai costi per emetterlo

Prima di analizzare dove è possibile fare un assegno circolare è opportuno compiere delle premesse su cosa sia di preciso questo strumento di pagamento e come può essere emesso ed utilizzato.

Cos’è l’assegno circolare?

L’assegno circolare è uno strumento di pagamento molto utilizzato nell’ambito dei rapporti commerciali che consente – a chi lo richiede – di trasformare una certa somma di denaro contante in un titolo garantito dall’ente che lo ha emesso. Inoltre ha il vantaggio di essere pagabile a vista al beneficiario. Al contrario dell’assegno bancario non viene rilasciato attraverso dei carnet. L‘assegno circolare bancario può essere emesso solo da una banca. Nel caso sia emesso da Poste Italiane si parla di assegno circolare postale. Dunque l’assegno circolare può essere emesso solo da enti a ciò autorizzati. Nello specifico si tratta delle banche e degli uffici di Poste Italiane. Ne consegue che se devi fare un assegno circolare hai solo due alternative: recarti in banca o presso l’ufficio postale. Nel primo caso si parlerà di assegno circolare bancario, nel secondo di assegno circolare postale.

Come fare un assegno circolare?

Vediamo nel dettaglio di capire come funziona, quali sono i passaggi che servono per la sua emissione e quali i costi. In primo luogo, per l’emissione di un valido assegno circolare, la legge richiede espressamente il rispetto di una serie di indicazioni. In particolare è fondamentale che l’assegno riporti i seguenti dati:

  • la denominazione di assegno circolare;
  • la promessa/garanzia dell’ente di pagare la somma riportata sul titolo al momento dell’incasso dell’assegno da parte del beneficiario;
  • il nome/ragione sociale del beneficiario;
  • la data e il luogo di emissione;
  • la firma dell’ente che emette l’assegno circolare.

L’assegno circolare, a differenza dell’assegno bancario o postale può essere richiesto a qualsiasi banca o ufficio postale. Non sarà pertanto necessario aprire un conto corrente. Chiunque è interessato all’emissione di un assegno circolare potrà, dunque, rivolgersi allo sportello della banca o della posta che desidera, portando con sé il proprio documento d’identità e il denaro contante (con il limite di 3.000 € euro [1]). Questo perché prima di poter chiedere l’emissione di un assegno, il richiedente deve versare il denaro all’ente che lo emette (o avere la liquidità sul proprio conto corrente). A questo punto basterà fornire i dati identificativi del soggetto beneficiario per poter completare la procedura di emissione.

La legge prescrive che gli assegni circolari per un importo superiore a 1.000 euro siano muniti della clausola di “non trasferibilità”. Tale clausola impedisce che il beneficiario possa trasferire l’assegno ad altri mediante lo strumento della girata (solitamente consistente nella semplice firma del beneficiario).

Ma quali sono i costi per fare un assegno circolare?

I costi per fare un assegno circolare variano a seconda dell’istituto che si sceglie. È fissa invece l’imposta di bollo, se e quando dovuta. Il disponente, quindi, paga un’imposta di bollo di 1,50 euro per ogni titolo emesso dalla banca o dalla posta in “forma libera” (ossia di importo inferiore a 1.000 euro). Al contrario, per gli assegni di importo superiore a 1.000 euro, non è dovuta alcuna imposta di bollo. Al beneficiario, invece, sarà applicata una commissione che varia a seconda delle condizioni contrattuali della banca. Se, ad esempio, il beneficiario intende versare l’assegno circolare sul proprio conto corrente, la banca potrebbe applicare all’operazione una commissione. Se, al contrario, decidesse di riscuotere l’assegno in contanti, deve presentarlo al “cambio contanti” dell’Istituto di credito che l’ha emesso: questo, però, potrebbe applicare una “commissione di cambio” di importo variabile. Occorre, dunque, avere chiari i costi previsti dalla banca per ogni operazione che si vuole compiere prima di decidere cosa fare quando si è in possesso di un assegno circolare.


note

[1] limite in vigore a partire dal 1.1.2016.


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