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Bonus figli a carico 2019

11 Nov 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Nov 2018



Aumentano dal 2019 le detrazioni fiscali per chi ha figli a carico: chi ne ha diritto, quando e come richiederle, come si calcolano.

Grazie alle previsioni della legge di Bilancio 2018, a partire dal 2019 un figlio può essere considerato fiscalmente a carico anche se il suo reddito annuo supera i 2.840,51 euro, nel caso in cui non abbia più di 24 anni: il nuovo limite di reddito, superato il quale il figlio non è più considerato a carico, è pari a 4mila euro all’anno.

In buona sostanza, dal 2019, un figlio può essere considerato fiscalmente a carico del genitore se il suo reddito:

  • non supera 2.840,51 euro annui, se la sua età è superiore a 24 anni;
  • non supera 4mila euro annui, se la sua età è superiore a 24 anni.

Attenzione, però: la nuova soglia di reddito è efficace dall’anno d’imposta 2019; ciò vuol dire che, per quanto riguarda le dichiarazioni dei redditi 2019, nel modello 730 2019 o Redditi 2019 la detrazione per figli a carico della quale potrai fruire è quella relativa al 2018. Tuo figlio risulterà a carico, dunque, a prescindere dall’età, solo se il suo reddito annuo risulterà inferiore a 2.840,51 euro, dato che la dichiarazione dei redditi 2019 si riferisce all’anno d’imposta 2018.

Il nuovo limite per essere considerato fiscalmente a carico, ad ogni modo, vale per i soli figli sino ai 24 anni, e non per gli altri familiari, per i quali la soglia di reddito resta sempre la stessa.

ma quali sono i vantaggi per chi ha un figlio a carico? Chi ha uno o più figli fiscalmente a carico può usufruire di un bonus, o più precisamente di una detrazione, un importo che si sottrae dalle tasse (nello specifico dall’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche).

Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto della situazione sul bonus figli a carico 2019: chi ha diritto alla detrazione, come si calcola e come si ottiene.

Detrazione figli a carico 2019

La detrazione per i figli a carico consiste in un importo che si può sottrarre dalle tasse, cioè che diminuisce l’Irpef dovuta (l’imposta sul reddito delle persone fisiche): l’importo varia a seconda del numero dei figli a carico, della loro età, della presenza di figli disabili e del reddito complessivo del genitore.

La detrazione, solitamente, viene fruita ogni mese in busta paga o nel cedolino della pensione o del diverso trattamento spettante (ad esempio la disoccupazione): in questo modo il dipendente, o il pensionato, subisce una trattenuta più bassa sullo stipendio o sulla pensione. Dato che, però, i calcoli effettuati nel cedolino sono provvisori, solo con il conguaglio fiscale o con la dichiarazione dei redditi si può conoscere l’importo definitivo della detrazione spettante.

Chi ha diritto alla detrazione figli a carico 2019

La detrazione fiscale spetta per ogni figlio a carico: un figlio si considera a carico, come osservato, se il suo reddito annuo non supera i 2840,51 euro. Dal 2019 l’importo del reddito annuo è aumentato a 4mila euro per i figli sino a 24 anni.

Se il lavoratore fruisce, in busta paga, della detrazione per un figlio a carico e questo, nell’anno, percepisce un reddito che supera la soglia stabilita, la detrazione fruita deve essere restituita in sede di conguaglio annuale o di dichiarazione dei redditi: non importa in quale data viene superata la soglia di reddito, in quanto il limite si riferisce all’anno intero. Quindi, se il figlio percepisce un compenso, anche il 31 dicembre, che determina il superamento della soglia di reddito, il genitore perde la detrazione per tutto l’anno e, se l’ha già fruita nella busta paga o nella pensione, la deve restituire.

La detrazione, normalmente, spetta ad entrambi i genitori al 50%, salvo accordo che preveda la detrazione al 100% in favore del genitore col maggior reddito.

Se un genitore è a carico dell’altro, il beneficio spetta nella misura del 100% a quest’ultimo.

Per i genitori separati, la detrazione varia a seconda delle modalità dell’affidamento dei figli:

  • affidamento ad uno solo dei genitori: spetta al 100% al genitore affidatario, salvo diverso accordo che ripartisca la detrazione al 50% o la attribuisca interamente al genitore col reddito più elevato;
  • affidamento congiunto o condiviso, figli maggiorenni (non affidabili): spetta al 100% al genitore affidatario, salvo diverso accordo che ripartisca la detrazione al 50% o la attribuisca interamente al genitore col reddito più elevato;
  • imposta incapiente del genitore avente diritto alla detrazione: il genitore incapiente può devolvere all’altro la detrazione non fruita, e questi è tenuto a riversare l’intera detrazione, o il 50%, in caso di affidamento congiunto .

Per i genitori non sposati, se ci sono provvedimenti di affido, vale la disciplina applicabile ai genitori separati o divorziati; se non ci sono provvedimenti di affido, vale la disciplina applicabile ai genitori coniugati.

Come ottenere la detrazione figli a carico 2019

La detrazione per figli a carico viene automaticamente calcolata in sede di dichiarazione dei redditi; il contribuente, perché la detrazione possa essere calcolata, deve inserire nel modello di dichiarazione, nel quadro familiari a carico, i codici fiscali dei figli a carico, specificando:

  • per quanti mesi risultano a carico (la ripartizione è su base mensile se il figlio è nato in corso d’anno, se nel corso dell’anno compie 3 anni, in quanto la detrazione spettante è diversa, o se nell’anno si sposa e risulta a carico del coniuge);
  • se sono minori di 3 anni o portatori di handicap;
  • qual è la percentuale di carico (deve essere uguale per tutti i figli).

Se il lavoratore vuole fruire della detrazione per figli a carico in busta paga, deve compilare un’apposita domanda indirizzata al datore di lavoro, dichiarando il numero di figli a carico, la percentuale di carico e la presenza di figli minori di 3 anni o portatori di handicap.

Se si vuole fruire della detrazione nel cedolino di pensione, o nel cedolino relativo alla particolare prestazione erogata dall’Inps (ad esempio la disoccupazione), bisogna inoltrare un’apposita domanda all’istituto:

  • attraverso il servizio online “Detrazioni fiscali – domanda e gestione”, accessibile se l’interessato è in possesso di pin dispositivo;
  • attraverso il Contact center Inps;
  • attraverso i servizi di un patronato.

Come si calcola la detrazione per figli a carico 2019

A partire dall’anno d’imposta 2019, una volta appurato che il reddito del figlio non supera i 4mila euro annui, o i 2840,51 euro se ha più di 24 anni, la detrazione per figli a carico si calcola tramite una formula, che varia a seconda dell’età dei figli, del reddito del genitore, del possesso di handicap e del numero dei figli:

  • figlio minore di 3 anni: 1.220 × [(95mila – reddito complessivo) / 95mila];
  • figlio da 3 anni in su: 950 × [(95mila – reddito complessivo) / 95mila].

Per ogni figlio, il minuendo e il divisore (cioè i 95mila euro) sono aumentati di 15.000 euro. Ad esempio, se si hanno 3 figli la detrazione, per ciascun figlio, sarà pari alla seguente espressione:

  • 220 × [(125mila – reddito complessivo) / 125mila] se il figlio ha meno di 3 anni;
  • 950 × [(125mila – reddito complessivo) / 125mila] se il figlio ha da 3 anni in su.

I 95mila euro sono dunque aumentati di 15mila per il 2° figlio e di ulteriori 15mila per il 3° figlio, sino ad arrivare a 125mila euro.

Dal 4° figlio in su, le detrazioni teoriche di 1.220 e 950 euro sono aumentate, rispettivamente, a 1.420 euro, per i figli minori di 3 anni e 1.250 euro per quelli da 3 anni in su, cioè sono aumentate di 200 euro.

Se un figlio è portatore di handicap, la detrazione teorica è aumentata di 400 euro.

Una volta calcolata la detrazione, questa deve essere dimezzata se i figli sono fiscalmente a carico di entrambi i genitori.

Bonus 2019 per famiglie numerose

Per chi ha dai 4 figli in su, oltre alle detrazioni per ogni figlio a carico appena esaminate, spetta un’ulteriore detrazione, unica per tutti i figli, nota col nome “Bonus famiglie numerose.

La detrazione è pari a 1.200 euro indipendentemente dal reddito, a prescindere dal numero di mesi nei quali ciascun figlio risulta a carico: ad esempio, se in una famiglia nasce il 4° figlio il 31 dicembre, il bonus famiglie numerose spetta per intero.

Se il contribuente è incapiente, cioè la detrazione è maggiore dell’imposta dovuta, questa non si azzera all’azzerarsi dell’imposta, ma si forma un credito a suo favore pari all’importo del bonus non fruito, considerando le altre detrazioni spettanti già sottratte dai tributi dovuti. Ad esempio, se l’Irpef a carico del contribuente è pari a 5mila euro, ed ha già fruito delle detrazioni spettanti per familiari a carico pari ad un totale di 4800 euro, con soli 200 euro della detrazione famiglie numerose il tributo si azzera. I restanti 1000 euro possono allora essere utilizzati come credito d’imposta.


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