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Che valore legale ha il nome d’arte?

1 ottobre 2017


Che valore legale ha il nome d’arte?

> Business Pubblicato il 1 ottobre 2017



Per molti Vip il nome d’arte finisce per sostituire del tutto il nome e il cognome anagrafici: ma cosa prevede la legge in proposito? Scopriamolo insieme

Se stai leggendo questo articolo è perché probabilmente sei un artista, un cantante, un attore, lavori in teatro o comunque in un ambiente in cui l’identificazione di una persona può prescindere dal nome anagrafico. Ti starai allora chiedendo se il tuo nome d’arte ha valore solo in determinati contesti o può essere usato sempre e comunque. In definitiva, la domanda è: che valore legale ha il nome d’arte?

Nome d’arte: chi lo usa e perchè

Il nome d’arte è utilizzato da artisti, professionistipersonaggi dello spettacolo che scelgono di utilizzare uno pseudonimo perché più gradevole da pronunciare e più facile da ricordare. Il nome d’arte, talvolta, prende il posto del nome anagrafico. Per molti Vip (Very Important Person), infatti, il nome d’arte finisce per sostituire del tutto il nome e il cognome anagrafici: sapevate che Bono Vox degli U2, in realtà si chiama Paul David Hewson? Che il cognome di Madonna è Ciccone e che Nek all’anagrafe si chiama Filippo Neviani?

Per diventare famosi ed essere ricordati è importante anche il nome. Ed ecco che se i genitori non ne hanno scelto uno “all’altezza” o, comunque, consono a strategie di marketing e spettacolo si ricorre allo pseudonimo. Bud Spencer e Terence Hill, forse, avrebbero fatto “sorridere meno” come Carlo Pedersoli e Mario Girotti, lo stesso dicasi per Lino Banfi (all’anagrafe Pasquale Zagaria). Gabriel Garko risulterebbe meno affascinante se si presentasse come Dario Olivieri. Stessa cosa, ai tempi, deve aver pensato Norma Jeane Baker, conosciuta da tutti come Marilyn Monroe. Per analoghe ed evidenti ragioni anche Serena Grandi ha pensato di cambiare il suo cognome: Serena Faggioli effettivamente non è il massimo per un’attrice. In alcuni casi, come quello dell’esempio appena fatto, lo pseudonimo non sostituisce intermente il nome anagrafico, ma ne muta o modifica solo una parte: Demi Moore in realtà si chiama Demetria Guynes, Jon Bon Jovi all’anagrafe risulta John Francis Bongiovi.

Nome d’arte: quali tutele

In punto di diritto deve precisarsi che il nostro ordinamento tutela in maniera molto forte lo pseudonimo. Infatti, questo riceve la stessa tutela garantita al nome reale nel caso in cui abbia assunto una importanza tale da essere ad esso equiparabile e sostituibile [1]. Ciò vuol dire che se un soggetto è conosciuto con lo pseudonimo, può agire contro chiunque arbitrariamente lo utilizza o se ne appropria [2]. La tutela dello pseudonimo prevista dal codice civile, tuttavia, è una tutela “successiva“,  interviene cioè solo nel caso in cui ci sia stato un utilizzo improprio del nome d’arte,  mirando a ripristinare il suo corretto utilizzo da parte del suo legittimo titolare. In via preventiva, invece, lo pseudonimo può essere oggetto di tutela da un utilizzo improprio da parte di terzi mediante riconoscimento alla Siae. L’interessato, infatti, può presentare alla Siae apposita domanda di riconoscimento e questa, oltre le verifiche di carattere amministrativo, accerterà anche che il nome sia originale e non sia già in uso. 

Nome d’arte: che valore ha?

Sia che il nome d’arte abbia completamente preso il posto di quello anagrafico, sia che lo abbia soltanto reso più affabile sorge, comunque, spontaneo chiedersi che valore legale ha il nome d’arte e se lo stesso possa essere usato alternativamente al nome anagrafico. Che nome usa un personaggio famoso quando deve acquistare un biglietto aereo? E quando, ad esempio, deve comprare una casa o concludere un qualsiasi contratto? E se si trova a relazionarsi con la pubblica amministrazione? Ovviamente l’uso dello pseudonimo al posto del nome reale non può prescindere dall’osservanza di alcune regole. In circostanze come quelle descritte deve ritenersi che il personaggio famoso sia obbligato all’utilizzo del proprio nome reale, ossia quello risultante dal documento di identità.

Per intenderci: se deve acquistare o vendere una casa dovrà utilizzare la propria identità reale perché il suo nome dovrà comparire in atti pubblici e verrà, poi, trascritto nei pubblici registri con tutte le conseguenze di legge. Diverso, invece, è il caso in cui ci si trovi in situazioni attinenti al cinema, allo spettacolo o all’editoria. In tali contesti il nome reale viene associato al nome d’arte che risulta essere il nome dominante e, dunque, più importante. In questi contesti, dunque, è ben possibile l’utilizzo dello pseudonimo. Tuttavia è bene precisare che anche nei documenti ufficiali redatti in tale settore – si pensi ad esempio ad un contratto discografico – il personaggio famoso viene indicato con il nome reale e non con il nome d’arte. Al più, nel contratto, dopo il nome reale, si può ritrovare lo pseudonimo preceduto dall’espressione “detto”. Il nome d’arte dunque non ha altro valore legale se non quello pubblicitario e commerciale.


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