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Tasse universitarie illegittime: quali le cifre del rimborso?

2 ottobre 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 2 ottobre 2017



Molte università hanno imposto ai propri studenti il pagamento di tasse universitarie illegittime. Ecco a chi spetta il rimborso ed in che misura

Per anni, molti Atenei italiani hanno imposto ai propri studenti il pagamento di tasse universitarie illegittime, in quanto di gran lunga superiori ai limiti di legge. Quanto pagato in eccesso da migliaia di studenti universitari dovrà essere rimborsato. Di tanto avevamo parlato nell’articolo: Tasse universitarie troppo alte: al via i rimborsi.

Di seguito ulteriori dettagli. Vediamo, dunque, cosa prevede la legge in proposito. Quali sono gli Atenei “fuorilegge”. A chi e per quali anni spetta il rimborso e qual è la misura dello stesso.

Tasse universitarie: cosa prevede la legge?

La normativa [1] prevede che l’importo della tassazione richiesta agli studenti universitari non può superare di oltre il 20% il cosiddetto Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO). Il “Fondo di Finanziamento Ordinario” è la somma che ogni Università riceve dallo Stato per la gestione del proprio Ateneo. Ogni anno, infatti, lo Stato eroga a ciascun Ateneo una determinata somma di denaro. Ebbene, l’Ateneo è liberissimo di utilizzare ed investire quel denaro come meglio ritiene. L’Università, tuttavia, non può – secondo la legge – tassare gli studenti per un ammontare che complessivamente ecceda il 20% della somma suddetta.

Molte università hanno fatto male i conti

Secondo i dati raccolti dalle associazioni studentesche e pubblicati dal Miur nel corso degli anni, le Università italiane “fuorilegge” – che hanno cioè “tassato” gli studenti sforando la soglia del 20% – sono più della metà (36 Atenei su 61).

Ecco l’elenco completo degli Atenei che hanno sforato i limiti di legge.

  • Università degli Studi di Bergamo;
  • Università degli Studi di Bologna;
  • Università degli Studi di Brescia;
  • Università degli Studi di Cassino;
  • Università degli Studi di Catania;
  • Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara;
  • Università degli Studi di Ferrara;
  • Università degli Studi di Firenze;
  • Università degli Studi di Genova;
  • Università degli Studi Insubria Varese-Como;
  • Università degli Studi di Milano;
  • Università degli Studi di Milano Bicocca;
  • Politecnico di Milano;
  • Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia;
  • Università degli Studi del Molise;
  • Seconda Università degli Studi di Napoli;
  • Università degli Studi di Napoli “Parthenope”;
  • Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”;
  • Università degli Studi di Padova;
  • Università degli Studi di Parma;
  • Università degli Studi di Pavia;
  • Università degli Studi di Pisa;
  • Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria;
  • Università degli Studi di Roma Tre;
  • Università degli Studi di Salerno;
  • Università degli Studi del Sannio di Benevento;
  • Università degli Studi di Teramo;
  • Università degli Studi di Torino;
  • Politecnico di Torino;
  • Università degli Studi di Trento;
  • Università degli Studi di Udine;
  • Università “Ca Foscari” di Venezia;
  • Università Iuav di Venezia;
  • Università degli Studi di Verona;
  • Università degli Studi di Urbino “Calo Bo”;
  • Università degli Studi di Camerino.

Le Università elencate hanno tutte sforato – sebbene in percentuali diverse – la soglia del 20 % dell’FFO. In alcuni casi, tuttavia, le percentuali di sforamento sono state talmente tanto elevate da non poter passare inosservate. Alcune delle predette Università, infatti,  hanno praticato tassazioni davvero troppo elevate, i cui importi – di gran lunga eccedenti i limiti di legge – dovranno essere rimborsati.

Ci si riferisce in particolare ai seguenti Atenei:

  • Università degli Studi Insubria Varese-Como;
  • Università degli Studi di Bologna;
  • Università degli Studi di Bergamo;
  • Università degli Studi di Milano;
  • Università degli Studi di Milano Bicocca;
  • Politecnico di Milano;
  • Università “Ca Foscari” di Venezia;
  • Università Iuav di Venezia ;
  • Università degli Studi di Padova;
  • Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia;
  • Università degli Studi di Torino;
  • l’Università degli Studi di Verona;
  • Università degli Studi di Ferrara;
  • Università degli Studi di Pavia.

Gli atenei menzionati  hanno praticato una tassazione di molto esorbitante i limiti di legge richiedendo, illegittimamente, agli studenti centinaia di euro in più rispetto a quanto avrebbero dovuto versare.

Tali somme dovranno essere rimborsate. Come?

Sarà necessario rivolgersi al Giudice, fornendo la prova di essere stati iscritti presso una delle Università sopra elencate.

Chi può chiedere il rimborso delle tasse universitarie?

Il rimborso potrà essere richiesto e ottenuto da tutti gli studenti che hanno frequentato uno degli Atenei menzionati nel secondo elenco, a partire dall’anno 2007 sino a giungere al 2013.

Quali le cifre del rimborso?

In alcuni casi si tratta di cifre davvero considerevoli, che ciascuno studente avrà diritto a recuperare in proporzione alla quota pagata in eccesso. Per comprendere i numeri della questione facciamo qualche esempio. Nel 2011 l’Università degli Studi di Milano ha registrato una percentuale  sull’FFO pari al 32,59%

Ciò significa che ha “sforato” la percentuale del 20% di ben 12,59 punti, chiedendo illegittimamente alla totalità dei propri studenti la somma (totale) di quasi 34 milioni di euro. È evidente che si tratta di una cifra a dir poco macroscopica, che ogni studente ha contribuito a far lievitare.

Vediamo come.

Ebbene, il numero degli iscritti – sempre nel 2011 – era pari circa 60mila studenti. Dividendo il totale della tassazione “fuorilegge” (34 milioni di euro) per il totale degli studenti iscritti (circa 60mila), otteniamo il risultato di  566 euro che rappresenta la somma che in media  l’Università ha richiesto in più ad ogni singolo studente. Questa somma si riferisce solo al 2011. Se moltiplichiamo il predetto importo per 5 anni (di studi all’università) si ottiene la somma di quasi 3mila euro che ogni studente potrebbe recuperare.  Alla somma così calcolata dovranno essere aggiunti gli interessi maturati oltreché la condanna alle spese legali nei confronti dell’Ateneo – che si presume sarà elevata stante l’evidente illegittimità del comportamento – raggiungendo dunque cifre considerevoli.

L’esempio riferito non è il più eclatante. Ed infatti, sempre nel 2011, l’Università di Bergamo, ha sforato il tetto previsto dalla legge in modo esorbitante, tassando gli studenti in misura pari al 41,68%, dunque più del doppio del limite stabilito dalla legge. Nel 2008 l’Università di Bologna ha sforato l’FFO di oltre 44 milioni di Euro, chiedendo – in media – ad ogni studente 600 euro in più del dovuto. L’Università di Venezia, invece, ha costretto i propri studenti a pagare, in media, oltre 450 euro in più del dovuto e, mediamente, gli Atenei elencati hanno chiesto illegalmente ad ogni studente più di 200 euro all’anno.

note

[1] Art. 5 D.P.R. n. 306 del 25.07.1997.


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