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Medicina generale: i rimborsi per l’equa retribuzione

2 ottobre 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 2 ottobre 2017



I medici di famiglia in formazione hanno diritto ad una retribuzione pari a quella degli altri specializzandi. Al via i ricorsi

I medici di famiglia in formazione guadagnano molto meno di tutti gli altri colleghi che intraprendono altre specializzazioni. Questa differenza, secondo molti medici e giuristi esperti del settore, si traduce in una vera e propria discriminazione ai danni dei futuri medici di famiglia. Discriminazione che, “tradotta in denaro” si manifesta più che evidente. Ed infatti, la borsa di studio percepita da chi frequenta un corso di specializzazione (ad esempio: cardiologia, nefrologia, ortopedia, ecc…) è di circa 1.600 euro, esentasse e con copertura assicurativa pagata. Al contrario, i giovani medici che frequentano il corso specifico di medicina generale percepiscono circa 960 euro al mese e, oltretutto, sono tenuti a pagare “di tasca propria” Irpef e Irap. A conti fatti, quindi, la borsa di studio degli specializzandi in medicina generale pesa meno della metà rispetto a quella dei loro colleghi. Il tutto, a fronte di un lavoro analogo: in entrambi i casi i medici in formazione superano un concorso pubblico preselettivo, frequentano diverse ore di formazione in reparto e di lezioni frontali, sostengono esami e visitano pazienti. L’unica differenza tra le due “categorie” di medici in formazione riguarda il nome del corso e la specializzazione finale che conseguiranno. Ed infatti, i medici specializzandi frequentano un corso di specializzazione medica, i futuri medici di famiglia un corso di “formazione specifica” in medicina generale.

Ma questo basta per giustificare la sopradescritta disparità di trattamento economico nella fase di formazione? È sufficiente al fine di poter ripagare diversamente il lavoro dei giovani medici a seconda del corso intrapreso? Questi interrogativi si pongono al centro di un acceso dibattito, tant’è che moltissimi medici di famiglia stanno intraprendendo le vie legali al fine di vedersi riconoscere una giusta ed equa retribuzione.

Al riguardo, si consideri che tale situazione dura ormai da più di dieci anni. Prima del 2006, infatti, non esistevano dette ingiustificate differenze retributive tra le due tipologie di corsisti. La distinzione (e la conseguente discriminazione) è stata introdotta da una normativa [1] sui «principi fondamentali per la disciplina unitaria in materia di formazione specifica in medicina generale». Tale normativa prevede, a favore del medico in formazione, il conferimento di una borsa di studio annuale di 11.603 euro (a fronte dei 22.700 euro annui lordi percepiti dagli altri specializzandi). La legge, tuttavia, si è limitata a prevedere laconicamente quanto detto, e non è mai riuscita a motivare, né giustificare in alcun modo la discriminazione che in tal modo si è venuta a creare.

Detta situazione di sostanziale ingiustizia non trova “scriminanti” nemmeno se raffrontata alla normativa europea [2], alla luce della quale, al contrario, la formazione dei medici specialisti (compresa quella relativa alla medicina generale) deve essere «adeguatamente remunerata».

Si consideri, inoltre, che negli altri Paesi la retribuzione dei medici di famiglia in formazione è decisamente più alta. In Germania, ad esempio, agli specializzandi in medicina viene attribuito uno stipendio mensile di 3.500 euro, in Olanda si arriva a 3.600, in Danimarca a 3.750, in Finlandia a 3.000, in Inghilterra lo stipendio è pari addirittura a 5.500 euro. In Italia, purtroppo, le cose sono nettamente diverse e le tasche dei giovani medici decisamente meno piene, soprattutto per chi ha deciso di intraprendere il corso di formazione in medicina generale e che, pertanto, farebbe bene a far valere il proprio diritto a percepire una giusta retribuzione, che sia quanto meno analoga a quella dei propri colleghi.

note

[1] D.M. del 07.03.2006.

[2] Direttiva 82/76/CEE del 26.01.1982.

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