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I soldi del mantenimento vanno dichiarati?

11 Novembre 2018


I soldi del mantenimento vanno dichiarati?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Novembre 2018



Il mantenimento all’ex moglie fa reddito e quindi viene tassato; al marito però consente di ottenere la deduzione fiscale. Viceversa il mantenimento ai figli non va dichiarato e non costituisce reddito per la tassazione, ma non consente la deduzione fiscale per chi lo paga.

Il tuo ex marito versa mensilmente, sul tuo conto corrente, i soldi del mantenimento. L’ammontare è stato deciso dal giudice al momento della separazione e poi confermato con la successiva sentenza di divorzio. Fino ad oggi, non avendo un lavoro, hai preso e speso i soldi senza dichiararli al fisco, impiegandoli per i tuoi bisogni personali in quanto appena sufficienti a garantirti le esigenze primarie per la quotidianità: cibo, utenze, vestiario. Senonché hai appena saputo da un commercialista che avevi l’obbligo di indicare le somme nella dichiarazione dei redditi. Ti è sembrata un’affermazione assurda: gli alimenti che ti eroga il tuo ex sono appena sufficienti a garantirti la sopravvivenza; se lo Stato dovesse anche tassarli vorrebbe dire che a te rimarrebbe davvero poco. A tuo avviso, quindi, si tratta di un’affermazione non corretta. Ciò nonostante non vuoi rischiare un accertamento dell’Agenzia delle Entrate a cui, peraltro, non sapresti come fare fronte vista la scarsità dei tuoi mezzi economici. Così ti chiedi se i soldi del mantenimento vanno dichiarati. 

Il tuo dubbio, in buona sostanza, è se l’assegno deciso dal giudice della separazione o del divorzio costituisce reddito imponibile e, quindi, da denunciare al fisco. Il secondo dubbio – più importante del primo – è se, una volta dichiarate le somme percepite per gli alimenti, queste vengono tassate o meno. Speri infatti che vi sia qualche detrazione fiscale che ti esoneri dall’Irpef, in modo da neutralizzare gli effetti della tassazione. 

Se non hai competenze in diritto tributario e, nello stesso tempo, non puoi permetterti un commercialista, non devi preoccuparti: qui di seguito ti daremo la risposta di cui hai bisogno. Ti spiegheremo cioè – senza che tu ti rivolga necessariamente a un Caf o a qualche servizio di consulenza fiscale – se  i soldi del mantenimento vanno dichiarati. E intanto posso anticiparti che c’è una notizia cattiva e una buona. Procediamo dunque con ordine.

L’assegno di mantenimento va indicato nella dichiarazione dei redditi?

Iniziamo dalle brutte notizie: i soldi del mantenimento vanno dichiarati all’Agenzia delle Entrate, ossia devono essere riportati nella dichiarazione dei redditi. Questo però, come vedremo a breve (e sarà la “buona notizia”), non significa necessariamente che dovrai pagarci le imposte, ossia che tali somme vengono tassate. Ti spiego come stanno le cose.

L’assegno di mantenimento è considerato un reddito per chi lo percepisce e un costo, invece, per chi lo eroga. Quest’ultimo pertanto (di solito l’ex marito) ottiene un vantaggio fiscale: può dedurre dalle tasse le somme che versa al coniuge a titolo di assegno di mantenimento o di assegno divorzile (differenza terminologica per distinguere l’assegno versato dopo la sentenza di separazione da quello versato dopo la sentenza di divorzio). In pratica, l’ammontare del mantenimento riduce la base imponibile su cui poi si applica l’aliquota dell’Irpef. Ad esempio, se il marito guadagna 2.000 euro al mese e ne versa 500 all’ex moglie, pagherà l’Irpef su 1.500 euro e non su 2.000 euro.

Se però l’assegno viene versato una tantum, ossia con un unico pagamento (quasi una sorta di risarcimento danni) senza poi alcun obbligo mensile, non è più possibile godere delle deduzioni fiscali.

Per maggiori approfondimenti su questi temi ti consigliamo un articolo in cui abbiamo spiegato già, in modo molto semplice e rivolto a tutti gli inesperti, se sul mantenimento si pagano le tasse: vai alla guida: Assegno di mantenimento: deduzioni e detrazioni fiscali.

Al contrario, chi riceve il mantenimento (di solito l’ex moglie) deve riportarlo nella propria dichiarazione dei redditi che deve inviare ogni anno all’Agenzia delle Entrate; tale importo infatti “fa reddito”. In teoria quindi i soldi percepiti dall’ex coniuge vengono tassati. Tuttavia, come vedremo a breve, se la cifra non supera una determinata soglia, resta esentasse e, quindi, anche se riportata nel 730, non va ad aumentare le imposte da versare all’erario.

Non bisogna invece dichiarare al fisco, e quindi non va indicato nella dichiarazione dei redditi, l’assegno di mantenimento corrisposto una tantum (ossia in un’unica soluzione). Non vanno neanche dichiarati gli importi degli adeguamenti periodici che non sono deducibili dall’erogante.

Sul mantenimento ai figli si pagano le tasse?

Il mantenimento versato dall’ex coniuge ai figli non va dichiarato al fisco e, quindi, non deve essere riportato all’interno della dichiarazione dei redditi. Su tali importi, pertanto, l’ex moglie (se è questa che riceve l’importo perché convivente con i bambini) non deve pagare le tasse.

In pratica la legge prevede due diversi binari:

  • il mantenimento all’ex moglie deve essere dichiarato;
  • il mantenimento ai figli invece non va dichiarato.

Al contrario, l’ex marito non può godere della deduzione fiscale sulle somme versate a titolo di mantenimento per i figli. Quindi anche in questo caso la legge prevede un doppio binario:

  • sulle somme per il mantenimento all’ex coniuge c’è la deduzione fiscale e quindi riducono la base imponibile per il calcolo dell’Irpef;
  • sulle somme per il mantenimento dei figli invece non è prevista la deduzione fiscale.

Se l’ex non paga il mantenimento devo dichiararlo?

Gli assegni si presumono percepiti nella misura e alle scadenze risultanti dalla sentenza di separazione o di divorzio. Significa che, se l’ex non versa il mantenimento, le somme non percepite non vanno dichiarate, ma bisogna avere la prova per dimostrare al fisco l’inadempimento. Prova che potrà essere una diffida dell’avvocato, una querela per omissione degli obblighi familiari, un procedimento civile per il recupero del credito, ecc. 

Sui soldi del mantenimento si pagano le tasse?

Veniamo finalmente alle buone notizie. Come avevamo anticipato, il fatto di dichiarare al fisco l’assegno di mantenimento o quello di divorzio non significa pagarci necessariamente le tasse. Difatti la legge prevede alcune soglie di reddito al di sotto delle quali operano le detrazioni fiscali, sicché i redditi restano esenti. Di tanto abbiamo parlato già in Chi non paga le tasse, una guida che ti consiglio di consultare per sapere chi non deve versare la famigerata Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche.  

In pratica, le cose stanno così. Ai titolari di tali redditi sono riconosciute detrazioni Irpef pari a:

  • 1.104 euro, se il reddito complessivo non supera 4.800 euro;
  • 1.104 euro, se il reddito complessivo è superiore a 4.800 euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 50.200 euro.

Redditi su cui non si pagano le tasse

A parte ciò che abbiamo appena detto esistono dei redditi su cui non si applica mai l’Irpef. L’elenco è lungo e lo abbiamo riportato nell’articolo Chi non paga le tasse. Qui riporteremo solo i più importanti:

  • gli assegni periodici destinati al mantenimento dei figli spettanti al coniuge in conseguenza di separazione, divorzio o di annullamento del matrimonio, per come liquidati dal tribunale;
  • l’assegno al coniuge separato o divorziato in un’unica soluzione (anche detto «assegno una tantum»), mentre invece sono soggetti a tassazione quelli versati mensilmente;
  • gli assegni familiari e l’assegno per il nucleo familiare, nonché, con gli stessi limiti e alle medesime condizioni, gli emolumenti per carichi di famiglia comunque denominati, erogati nei casi consentiti dalla legge.

In sintesi:

  • il mantenimento all’ex moglie deve essere dichiarato e fa reddito; per cui su di esso si pagano le tasse ma solo se supera le soglie previste dalla legge. Nello stesso tempo, il marito che versa il mantenimento alla moglie può usufruire delle deduzioni fiscali;
  • se il mantenimento alla moglie viene versato una tantum non è possibile, per chi lo paga, usufruire della deduzione fiscale;
  • il mantenimento ai figli non va dichiarato, non fa reddito e quindi non aumenta la base imponibile. Il che significa che su tali somme non si pagano le tasse. Dall’altro lato, il marito che versa il mantenimento ai figli non può dedurre dalle tasse tali importi;

note

Autore immagine: 123rf com


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