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Patteggiamento: per quali reati?

23 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Dicembre 2018



Chi può chiedere il patteggiamento? Per quali reati si può patteggiare? Cos’è il patteggiamento ristretto? Quando si può patteggiare?

Ti è mai capitato di chiamare una cosa o una persona con un nome che non è il proprio, ma allo stesso tempo di non sbagliare? È quello che accade con il patteggiamento: la sua vera denominazione è un’altra, ma tutti continuano a chiamarlo così, anche gli operatori del diritto, come avvocati e magistrati. Perché? Perché il nome reale dell’istituto (applicazione della pena su richiesta delle parti) è molto meno efficace del nome affibbiato comunemente a quel procedimento speciale che consiste nell’accordo raggiunto tra accusa e difesa in merito alla pena concretamente da irrogare. Patteggiare ti fa già capire di cosa si tratta: un’intesa, una collaborazione tra le parti per giungere ad un risultato comune. Una specie di contratto, insomma. il patteggiamento è un rito premiale, in quanto la legge, a fronte della volontà dell’indagato/imputato di voler addivenire subito alla definizione del processo, elargisce una serie di benefici ben precisi, quali: sconto della pena finale fino a un terzo di quella che altrimenti sarebbe stata comminata; esenzione dal pagamento delle spese di giudizio; non applicazione di pene accessorie e di misure di sicurezza (eccezion fatta per la confisca); possibilità di estinguere il reato per buona condotta. Insomma, lo Stato ti dice: non farmi perdere tempo, e io ti tratterò con i guanti bianchi. Certo, bisogna dire che chi patteggia sceglie la via più breve per la condanna; allo stesso tempo, però, potrebbe anche essere la più indolore. Il problema è che, a differenza di altri riti speciali come l’abbreviato, il patteggiamento non può essere chiesto sempre: al di là del problema di trovare l’accordo con il magistrato del pubblico ministero (senza il quale non si potrà fare nulla), la legge ha stabilito che il patteggiamento possa essere richiesto solamente a condizione che la pena finale rientri entro limiti ben precisi. Quali sono? Quando si può patteggiare? Ebbene, se sei interessato a questo argomento, prosegui nella lettura: ti dirò per quali reati si può chiedere il patteggiamento.

Patteggiamento: chi può chiederlo?

Prima di spiegarti per quali reati si può patteggiare, vorrei dirti brevemente chi può chiedere il patteggiamento. Secondo la legge, l’applicazione della pena su richiesta delle parti può essere domandata tanto dall’imputato quanto dall’indagato. Qual è la differenza? Nel primo caso, l’accusato di un reato è già stato rinviato a giudizio e, pertanto, dovrà chiedere di patteggiare all’udienza preliminare o, al più tardi, alla prima udienza dibattimentale, ovvero entro quindi giorni dalla ricezione della notifica del decreto di giudizio immediato. Nella seconda ipotesi, invece, l’indagato potrà, quando la fase delle indagini preliminari non si è ancora conclusa, avanzare apposita richiesta al g.i.p., il quale fisserà un’udienza dedicata all’esame della pena concordata.

L’indagato o l’imputato può scegliere di patteggiare manifestando la propria volontà direttamente all’udienza, cosicché la stessa possa essere verbalizzata dal cancelliere, oppure delegare a ciò un procuratore speciale, cioè una persona munita di atto che gli conferisce il potere di chiedere il patteggiamento al posto del diretto interessato [1]. Di norma, la procura speciale viene conferita direttamente al difensore già nominato, ma nulla toglie che possa essere conferita anche ad altro avvocato oppure a persona che non eserciti la professione forense.

Patteggiamento: quali limiti?

Il patteggiamento può essere chiesto solamente entro determinati limiti stabiliti dalla legge: nello specifico, l’ordinamento ha pensato di restringere l’applicazione di questo rito solamente ai casi in cui, considerate tutte le circostanze attenuanti e aggravanti, nonché lo sconto di pena fino ad un terzo proprio della procedura, la pena non superi i cinque anni di reclusione o di arresto. La pena pecuniaria non viene computata nel calcolo [2].

In pratica, potrai patteggiare solamente se la pena finale risulti non superiore ai cinque anni di reclusione, indipendentemente dall’importo della sanzione pecuniaria (la quale potrebbe anche essere altissima, ma non ti impedirebbe di beneficiare del patteggiamento).

Patteggiamento ristretto: cos’è?

Il codice di procedura penale elenca una serie di reati per i quali l’imputato può accedere al patteggiamento solamente se la pena finale non superi i due anni, soli o congiunti a pena pecuniaria: è il cosiddetto patteggiamento ristretto. Tra questi gravi delitti vi sono quelli di violenza sessuale semplice o di gruppo, atti sessuali con minorenne, prostituzione e pornografia minorile, associazione per delinquere di stampo mafioso, atti terroristici, associazione dedita al narcotraffico, nonché tutti i procedimenti intrapresi contro coloro che siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali e per tendenza, oppure recidivi aggravati

Inoltre, nei procedimenti per alcuni delitti commessi da pubblici ufficiali (peculato, concussione, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari, induzione indebita e istigazione alla corruzione), l’ammissibilità della richiesta di patteggiamento è subordinata alla restituzione integrale del prezzo o del profitto del reato.

note

[1] Art. 446 cod. proc. pen.

[2] Art. 444 cod. proc. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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