Salute e benessere | Articoli

Psicologo o psicoterapeuta: a chi rivolgersi?

14 Dicembre 2018 | Autore: Pamela Maiuri


Psicologo o psicoterapeuta: a chi rivolgersi?

> Salute e benessere Pubblicato il 14 Dicembre 2018



Quando hai bisogno di un supporto psicologico molto spesso il quesito che ti poni è: a chi mi rivolgo? Per scegliere bene è importante capire innanzitutto la differenza tra psicologo e psicoterapeuta.

Scegliere un professionista, di qualunque ambito si tratti, non è mai facile. Trovare poi quello giusto quando la problematica è di natura psicologica è ancora più difficile. Ti senti fragile, senza energie, bisognoso di qualcuno che entri in sintonia con te e che ti capisca senza quello sforzo che sei costretto a fare con tutte le altre persone con cui ti relazioni. A volte, avresti solo bisogno di parlare, aprirti, scoprirti, essere ascoltato senza giudizio ma con accoglimento ed apertura. Poi però devi fare i conti con la vastità di professionisti che ti promettono tutto questo. Devi cioè saper scegliere quello che realmente possa aiutare te. Psicologo o psicoterapeuta: a chi rivolgersi? Ti rivolgo questa domanda perché c’è una sostanziale differenza tra le due professionalità ed è bene conoscerle se sei alla ricerca un supporto psicologico. Questo articolo ti aiuterà a capire proprio questo. Avrai sentito parlare infatti di queste due figure più e più volte e magari avrai visitato la loro pagina Facebook o il loro sito e avrai notato tante similitudini e ti sarai chiesta: come faccio a scegliere? Ma soprattutto: qual è la differenza? Ecco, questo articolo ti aiuterà proprio in questo. A fare chiarezza su due professioni, apparentemente simili, che possono o meno coincidere con la stessa persona ma che concretamente operano su tematiche diverse, così da poter restringere la tua ricerca e trovare con più facilità la persona giusta che possa supportarti. Inizierò con il parlarti dei due criteri principali con i quali oggi scegliamo lo specialista giusto, così da accrescere la tua consapevolezza sui punti di forza o meno che li caratterizzano.

Criteri con cui scegliamo un professionista

Inizio con il dirti che non sarà un curriculum a determinare la scelta di chi ti aiuterà, né tanto meno i master o i titoli che su carta un professionista può annoverare. La statistica ci dice il primo criterio di selezione è quello dell’antico quanto spesso efficace passaparola.

Pensaci, quando hai un dolore fisico che non sai spiegarti oppure quando sei preoccupata per una patologia che conosci ma di cui vuoi una diagnosi più precisa, generalmente cosa fai per prima cosa? Pensi a tutta la tua rete di conoscenze ed inizi a scervellarti finché non ti viene in mente qualcuno che possa aiutarti fornendoti un canale di accesso preferenziale alle informazioni di cui necessiti.

Se da un punto di vista fisico sei molto più abituato a chiedere assistenza ed informazioni, nel campo psicologico al contrario è ancora diffusa purtroppo la cultura della vergogna e del “dovercela fare per forza da solo”. Questo per dirti che la rete di consiglio amicale in questa sfera è ancora più importante ed utilizzata. Devi trovare, infatti, non solo qualcuno che ti aiuti ma che ti chiede in cambio apertura ed impegno nel mettere in luce la sfera più intima di te.

Se poi nelle tue conoscenze più strette nessuno ti convince o propone qualcuno di fiducia la seconda opzione è il medico, generalmente quello di base o di cui ti fidi di più. Analizzando i pro e contro di questo criterio di selezione ritengo che abbia senza dubbio il vantaggio di esporti ad un minor rischio circa la serietà e affidabilità del professionista a fronte di un’esperienza positiva vissuta da terzi ma il rischio è quello di fidarti troppo a scapito di un ulteriore approfondimento che comunque ti serve per capire se fa al tuo caso.

Un altro canale oggi in seconda posizione per scegliere uno psicologo è il web. Riesci a contare le volte in cui fino ad oggi hai aperto Google per cercare un professionista, soffermandoti in modo particolare sulle sue recensioni o su ciò che egli stesso scrive? Non credo. Saranno infinite le volte in cui ti sarà capitato.

Oggi il mondo digitale ha preso piede in modo estremamente consistente nelle tue decisioni, anche quelle che riguardano la tua salute.

Per ciò che concerne uno psicologo sicuramente ciò che aiuta è anche la sua presenza nel mondo dei social network. Sto parlando di un profilo professionale su Facebook, Instagram, Twitter o LinkedIn ad esempio, poiché condividendo idee e  pensieri, avrai modo di entrare in connessione con lui, osservarlo, darti tempo e modo di comprendere meglio se il suo mondo professionale possa sposarsi con i tuoi bisogni. Rispetto a questo secondo criterio i pro e i contro si invertono rispetto al precedente. Cioè se in questo caso, per timore di incappare nella persona sbagliata, hai reperito un grande numero di informazioni sulla persona perché non hai conoscenze in comune con lui al contrario il rischio potrebbe essere quello di non avere garanzie effettive sulla sua affidabilità.

Questo perché anche a fronte di commenti positivi, le persone che recensiscono non le conosci e non sai chi ti sta consigliando.

Concludendo, noterai che la credibilità nei confronti di qualcuno che si occupa della tua salute viaggia di pari passo con tua stima nei confronti di chi già conosci e la fama che gli viene riconosciuta nel mondo virtuale. Sarebbe ottimale integrare i due criteri così da poter ottenere il meglio. Dopo aver compreso i pro e contro dei canali da poter attivare nella ricerca del professionista è bene andare a fondo sulle caratteristiche e le differenze delle due figure principali che ti potrebbero proporre o che tu stesso troverai sul Web: lo psicologo e lo psicoterapeuta.

Differenze tra psicologo e psicoterapeuta

C’è molta confusione, anche tra gli stessi professionisti, su ciò che distingue uno psicologo da uno psicoterapeuta. Il rischio è quello di assimilare uno all’altro o di ignorarne totalmente le differenze o il margine di azione.

Mi è capitato di ascoltare il racconto di molte persone che dopo anni di terapia hanno deciso di cambiare repentinamente professionista o hanno concluso autonomamente il percorso senza dare spiegazioni.

Molte di queste volte sicuramente i motivi prescindevano le competenze del terapeuta, ma in altri casi le ragioni erano date dall’ignoranza del cliente e/o paziente alla base della scelta, intesa come carenza di informazioni sul professionista e sul percorso cui sarebbe andato incontro.

Ovviamente, la trasparenza dovrebbe appartenere primariamente al professionista che detiene l’effettiva conoscenza del suo lavoro, ma poiché non sai chi avrai di fronte devi tutelarti approfondendo al massimo delle tue possibilità.

Psicologo e psicoterapeuta sembrano per molti la stessa figura, mentre invece operano con strumenti diversi perché si occupano di ambiti differenti. La premessa è che uno psicoterapeuta per ovvi motivi sarà necessariamente anche uno psicologo ma non è detto che si verifichi il contrario. Questo è dato dal fatto che entrambi hanno conseguito una laurea in psicologia e si sono iscritti all’Albo degli Psicologi, ma la scuola di psicoterapia che succede la laurea non è obbligatoria e soprattutto non è sempre necessaria.

La scelta del professionista, di frequentarla o meno, dipenderà dal target di utenza che vorrà trattare e dalle tematiche in cui si specializzerà in virtù degli interessi sviluppati dopo la laurea. Potrai quindi trovarti nella situazione di leggere la dicitura “psicologo” oppure “psicologo e psicoterapeuta”. Scopri con me le differenze di applicazione.

Differenze di applicazione

Lo psicologo lavora con il disagio psicologico e quindi con la persona che ha una personalità strutturata e le capacità per poter autonomamente fronteggiare le sue difficoltà. lo psicologo servirà lui per mettere in luce tutto ciò che ha già dentro di sé, per ampliare i suoi orizzonti, per favorire una rilettura della realtà attraverso la ricerca, la mobilitazione ed il potenziamento di risorse utili di cui non ha consapevolezza. Ne consegue che ipoteticamente chiunque può avvalersi di un supporto psicologico in questo senso perché chiunque può attraversare periodi di crisi, decisioni difficili da prendere, momenti di forte conflittualità interna, tutti noi nell’arco della vita sperimentiamo il disagio psicologico.

Ci saranno ovviamente livelli diversi di gravità così come di supporto di cui ognuno nella vita gode e questo, associato ad altri fattori come la nostra esperienza di vita ed educazione familiare, farà la differenza nella decisione di chiedere o no un aiuto esterno. lo psicologo non ha una funzione terapeutica. Non cura cioè una malattia perché non si rapporta con la patologia.

È un esperto della salute e fa interventi mirati alla prevenzione, diagnosi, riabilitazione e sostegno. Si occupa del tuo benessere psicofisico e crescita personale, interviene per risolvere situazioni conflittuali e per migliorare le tue relazioni attraverso ad esempio una migliore gestione della comunicazione.

Lo psicoterapeuta, invece, è necessariamente anche uno psicologo ma ciò che lo caratterizza è che lavora con il disturbo. Avrà per questo una funzione terapeutica e disporrà di strumenti differenti atti a trattare la patologia. Ogni psicoterapeuta seguirà un approccio differente in riferimento alla scuola che ha frequentato ed è ad esempio utile, in questo caso, documentarti su quale sia quello seguito dalla persona a cui ti stai rivolgendo per capire quali sono le peculiarità che lo caratterizzano.

Ti faccio un esempio per capire meglio a livello pratico come si traduce ciò di cui ti ho parlato finora. Hai un attacco di panico. Da chi devi andare? Per un primo consulto puoi rivolgerti sia ad uno psicologo che ad uno psicoterapeuta, nel caso infatti in cui si stia parlando di un episodio isolato o di un primo episodio, il cosiddetto “attacco di panico inatteso”, la situazione è ancora da definire e la materia può essere di competenza di entrambi. Nel caso in cui tu invece soffra di attacchi di panico ricorrenti sviluppando un vero e proprio disturbo da panico potrà seguirti esclusivamente uno psicoterapeuta.

Riassumendo

È importante dunque, a fronte di tutto ciò che hai letto, documentarti innanzitutto su chi si occuperà della tua salute e poi non avere timore di fare domande sul percorso che andrai ad iniziare. Ti consiglio anche di chiedere sempre più di un parere da professionisti diversi. È normale che tu non abbia le competenze per fare un’autodiagnosi ma è fondamentale non andare alla cieca dal primo specialista che ti consigliano perché è “bravo”. La problematica della tua amica potrebbe non avere nulla a che vedere con la tua situazione, oppure un particolare tipo di approccio che va bene per lei potrebbe non aiutare te. Informarsi non è sfiducia bensì un atto di cura verso di te ed il primo passo per poter scegliere con consapevolezza.


Di Pamela Maiuri


scarica gratis il tuo contratto su misura

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA