Cultura e società | Articoli

Piante grasse: come curare

24 Dicembre 2018


Piante grasse: come curare

> Cultura e società Pubblicato il 24 Dicembre 2018



Le piante grasse sono quelle più utilizzate per arredare casa perché non richiedono molte cure: tuttavia bisogna avere delle conoscenze di base per poterle tenere al meglio.

Hai deciso di prendere delle piante grasse in casa tua perché ti avevano detto che fanno molto arredo e sono facili da tenere. Te ne sei procurato a decine, le hai collocate in ogni angolo di casa ma in poco tempo stai notando che stanno morendo? Beh, non si può dire che tu abbia il pollice verde, perché in effetti per far morire delle piante che richiedono poche cure ci vogliono delle “abilità” innate. Tuttavia, non disperare: in questa guida imparerai tutto quello che c’è da sapere sull’argomento piante grasse: come curarle.

Quando si possono bagnare le piante grasse?

Una delle nozioni basilari sulle piante grasse, dette anche succulente, è che non necessitano di molta acqua per sopravvivere. Anzi, è vero l’esatto contrario: del resto la maggior parte di esse arriva dai territori aridi dell’Africa meridionale, quindi è abituata a restare senza acqua per quasi tutto l’anno.

Di solito, le piante grasse devono essere irrigate solo durante l’estate o comunque, partendo dai periodi caldi, non si dovrebbe mai andare oltre la prima metà di novembre. Questo perché le succulente vanno a fioritura durante l’estate e l’acqua è necessaria proprio per i fiori presenti.

Qualora tra le numerose piante grasse che hai in casa ti dovessi trovare la Lithops, fai particolare attenzione: questa tipologia di succulenta arriva a piena fioritura tra novembre e dicembre, quindi ha bisogno di essere irrigata anche in questo periodo. Per la varietà dell’Ariocarpus, invece, durante l’innaffiatura non bisogna intaccare i fiori: dall’inflorescenza l’acqua potrebbe arrivare all’apice vegetativo della pianta grassa, facendola marcire.

In pieno inverno, invece, le piante grasse l’acqua non la devono nemmeno vedere da lontano. Nei mesi freddi le succulente si nutrono attraverso la maggior umidità che c’è nell’aria, quindi non hanno bisogno di essere innaffiate. Un eccessivo apporto d’acqua potrebbe infatti creare l’effetto contrario: le fibre della pianta andrebbero a marcire provocando la morte della succulenta.

Le diverse condizioni climatiche della nostra penisola condizionano anche l’inizio del periodo d’irrigazione: al sud si può iniziare ad innaffiare le piante grasse già da marzo, con la fine ufficiale dell’inverno, mentre al centro e al nord si deve aspettare rispettivamente aprile e maggio. La stessa logica deve essere usata anche per smettere di irrigare le succulente: al nord l’innaffiatoio deve essere riposto nello sgabuzzino già a fine agosto, mentre nelle regioni calde del sud si può dare l’acqua alle piante grasse fino alla prima metà di novembre.

Come concimare le piante grasse?

Nonostante siano vegetali coriacei e abituati a condizioni climatiche particolarmente proibitive, per concimare le piante grasse bisogna utilizzare i prodotti giusti. Il miglior concime in assoluto è sicuramente il solfato di potassio, perché non solo rende le piante grasse più resistenti al freddo delle nostre città (per vegetali cresciuti nel deserto le temperature basse possono essere letali), ma è in grado anche di prevenire marciumi dovuti all’eccessiva umidità raccolta.

Il solfato di potassio è l’ideale anche perché è uno dei concimi più facile da reperire: oltre ai garden center e i consorzi agrari, è possibile acquistarlo addirittura sui più famosi e-commerce. Data la grande varietà di piante a cui il solfato di potassio fa bene, il packaging potrebbe trarre in inganno. Non preoccuparti se sulle confezioni non vedi le immagini di piante grasse, è il concime migliore in assoluto per le succulente. Sono invece assolutamente da evitare i concimi a base di azoto. Questi prodotti alla lunga possono abbassare la resistenza delle piante grasse al freddo, il che significa che al primo inverno rigido le succulente potrebbero non farcela.

La concimazione deve avvenire in concomitanza con l’ultima irrigazione, quindi nel mese di agosto o di novembre, a seconda se vivi al Nord o al Sud.

È possibile innaffiare le piante grasse con l’acqua del rubinetto?

Ora che hai acquisito le prime informazioni basilari sulle piante grasse, ti senti pronto per innaffiarle: hai già afferrato l’innaffiatoio e lo hai riempito sotto la fontana di casa tua. Bene, prendi quell’acqua e versarla nuovamente sul fondo del lavandino! L’acqua del rubinetto non deve essere mai usata per innaffiare le piante grasse perché è ricca di calcare e la cosa potrebbe causare seri danni alla salute delle succulente. Per ovviare al problema, è possibile trattare preventivamente l’acqua per innaffiare.

Il primo metodo è quello di aggiungere un cucchiaio di aceto di vino in un recipiente contenente 10 litri d’acqua. L’aceto deve essere lasciato ad agire per almeno 12 ore e non bisogna in alcun modo mescolare l’acqua. Trascorso questo intervallo di tempo, si potranno notare i sali di calcio che si accumulati sul fondo del recipiente. A quel punto, si può prelevare dell’acqua con l’innaffiatoio, facendo attenzione a non risucchiare anche i sali di calcio, per poi irrigare le piante grasse. La stessa acqua può essere ulteriormente filtrata se all’interno dell’innaffiatoio si pongono delle pigne di conifere e si lascia riposare il tutto per 24 ore. Le stesse pigne possono essere usate per filtrare anche altra acqua, fino ad un massimo di una ventina di volte.

Qualora siate in vena di investimenti, in commercio esistono degli addolcitori che si applicano al rubinetto di casa per rendere l’acqua meno calcarea. Questi prodotti sono in realtà venduti per permettere alle persone di bere l’acqua del proprio rubinetto di casa, ma sono ovviamente perfetti anche per migliorare quella destinata all’innaffiatura.

Come posizionare le piante grasse in casa?

La grande resistenza tipica delle piante grasse permette di posizionarle praticamente in qualunque punto della casa. Tuttavia, qualora tu ci tenga particolarmente alla vita delle tue succulente e vuoi metterle nelle migliori condizioni possibili per durare a lungo, collocale sempre a sud della casa, in prossimità di una finestra ben illuminata dalla quale possono essere baciate dai raggi del sole.

Qualora “posti al sole” non siano disponibili, fai comunque in modo che sia messa in un punto non particolarmente freddo. In linea di principio, la maggior parte delle piante grasse è abituata a temperature non inferiori ai 5 gradi. Alcune specie, quelle provenienti dalle zone tropicali (come ad esempio la Hoya, l’Epiphyllum e la Hylocerens) , hanno una tolleranza minore e vanno in difficoltà se il termometro scende sotto i 13 gradi centigradi.

Per quanto nei deserti in cui crescono le piante grasse di notte faccia molto freddo e le stesse entrano in uno stato di riposo vegetativo per sopravvivere al meglio, non si arriva mai a temperature come quelle dei nostri inverni.

Il problema riguarda particolarmente le persone che abitano al Nord, in cui gli inverni sono notoriamente più freddi, ma negli ultimi anni anche al Sud le temperature nei mesi invernali si sono fatte decisamente basse. Ecco perché in inverno tutte le piante grasse messe in terrazzo, sul balcone o comunque all’esterno della casa devono essere riportate dentro.

Qualora non abbiate la possibilità di avere tutta quest’accortezza, la cosa migliore è acquistare solo piante grasse particolarmente resistenti al freddo. Fortunatamente, le specie resistenti agli inverni rigidi sono tante: Echinopsis, Echinocactus, Agave, Notocactus, Mammilaria, Gymnocalycium, Rebutia e Trichocereus possono resistere a temperature che scendono anche di 10 gradi centigradi sotto lo zero. L’eccezionale resistenza al freddo non vuol dire che possono essere lasciate in balia delle intemperie: in base a quanto ci siamo detti sull’importanza di non innaffiare le piante grasse in inverno, fai in modo che siano al riparo da pioggia e umidità.

Come travasare le piante grasse?

Tenere in luoghi non particolarmente umidi e innaffiarle solo d’estate non basta per far vivere a lungo le piante grasse. Così come capita per tantissime altre specie di piante, anche le succulente devono essere travasate. Data la scarsa cura con cui alcuni negozi specializzati conservano le succulente, è fondamentale travasare le piante grasse poche ore dopo l’acquisto e da lì ripetere l’operazione mediamente ogni 2 anni. Se non vuoi correre rischi, acquista del terriccio specifico per piante grasse: anche questo, come il solfato di potassio, puoi trovarlo facilmente nei negozi specializzati così come negli e-commerce.

Se invece hai deciso di creartelo da solo il terriccio perfetto per le tue piante grasse, ricorda che vi devono essere dei substrati che non trattengono in alcun modo l’acqua: l’ideale è quindi fare un bel mix tra sabbia, ghiaia, argilla espansa e sassi grossi di pozzolana.

Nella fase di travaso, fai particolarmente attenzione alle radici della pianta: quasi sicuramente ne troverai qualcuna secca. Ti conviene tagliarle, così come quelle particolarmente lunghe, con una lama disinfettata.

Quando seminare le piante grasse?

Le tue piante grasse nel corso degli ultimi anni si sono fatte sempre più grandi e belle e con i semi che ti hanno donato vuoi crescerne delle altre? Perfetto, ricorda che anche per la semina vi sono delle regole da rispettare.

Anzitutto, così come capita per quasi tutte le altre piante, anche per le succulente è importante seminare nel periodo giusto: solitamente da gennaio ad aprile, ovvero dalla seconda metà dell’inverno fino all’inizio della primavera. In questo periodo le prime foglioline andrebbero fatte crescere in un apposito semenzaio, con un terriccio adatto alle cactacee reso particolarmente morbido dall’aggiunta di sabbia.

Alcune tipologie di piante grasse, infine, sono caratterizzate da piccole piantine che si formano alla base durante la crescita. In alternativa alla semina, si possono staccare queste minuscole piantine grasse (con un’apposita paletta) e fatte crescere in un vasino di circa 6 centimetri di diametro.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA