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Come iscriversi all’Inps per pagare il fondo casalinga

16 Dicembre 2018 | Autore: Teresa Rullo


Come iscriversi all’Inps per pagare il fondo casalinga

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Dicembre 2018



Le persone che si dedicano esclusivamente alla cura della casa ed alla famiglia hanno la possibilità di versare i contributi INPS ed avere una pensione di vecchiaia o inabilità.

Sono un vero e proprio esercito le persone che decidono di dedicarsi a tempo pieno alla famiglia, ai figli ed alla cura della casa, rinunciando talvolta ad un lavoro retribuito fuori dalle mura domestiche. Una ventina di anni fa è stato sancito il diritto alla pensione anche per queste persone, sia donne che uomini. E così, nel 1997, è stato istituito presso l’Inps (Istituto nazionale per la previdenza sociale) il fondo casalinghe che, oltre a garantire una pensione di vecchiaia, garantisce anche una pensione di inabilità, nel caso in cui la persona sia impossibilitata a svolgere qualsiasi attività lavorativa, ad esempio, a causa di una malattia grave. Per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia bisogna, però, aver versato dei contributi per un determinato numero di anni. Non vi è alcun requisito di età, invece, per la pensione di inabilità. Ma vediamo nei dettagli come iscriversi all’Inps per pagare il fondo casalinga.

Chi può iscriversi al fondo casalinghe?

Innanzitutto chiariamo subito che a questo fondo di previdenza Inps possono iscriversi sia le donne che gli uomini che hanno un’età compresa tra i 16 ed i 65 anni.

Altro requisito essenziale è lo svolgimento di un’attività di assistenza e di cura all’interno delle mura domestiche che ovviamente non deve essere retribuita, ma svolta a titolo gratuito. Quindi, non deve essere un’attività lavorativa come quella svolta, ad esempio, da una badante o da una colf.

Inoltre, non bisogna svolgere un’altra attività lavorativa a tempo pieno per la quale è già previsto il pagamento di contributi né bisogna essere già titolari di pensione diretta. Solo se si è lavoratori part time, è prevista la possibilità di versare una quota integrativa di contributi al fondo casalinghe in quanto le ore lavorative svolte sono comunque inferiori a quelle necessarie per maturare un anno intero di contribuzione.

Inoltre, coloro i quali svolgono le attività domestiche per la cura della casa e della famiglia a titolo gratuito devono pagare l’assicurazione contro gli infortuni domestici all’Inail con un premio annuo è di 12,91 euro.

L’iscrizione a tale forma assicurativa messa a disposizione dall’Inail avviene attraverso il semplice pagamento di un bollettino postale disponibile in tutte le sedi dell’istituto, gli uffici postali e le associazioni di categoria.

Tale forma assicurativa è obbligatoria [1] per tutti coloro che abbiano un’età compresa tra i 18 e i 65 anni che svolgono in modo esclusivo e a titolo gratuito le attività domestiche per la cura del proprio nucleo familiare. Come appena visto, il premio assicurativo annuo è davvero irrisorio. nonostante ciò, la legge prevede che il pagamento è a carico dello Stato per le persone che abbiano un reddito annuo lordo personale fino a 4.681,11 euro e per coloro i quali abbiano un reddito complessivo familiare fini a 9.296,22 euro.

Come si presenta la domanda di iscrizione al fondo casalinghe?

Le persone interessate, munite di codice PIN, possono presentare domanda di iscrizione direttamente all’Inps attraverso un contact center telefonico al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile, o ancora in via telematica attraverso la propria pagina personale sul sito dell’Inps.

Ulteriore strada per presentare la domanda è il patronato. Il codice PIN appena citato è un codice identificativo che l’Inps ha provveduto ad inviare a tutti i cittadini e che serve ad accedere a tutti i servizi telematici. Qualora il PIN fosse stato smarrito, può essere richiesto direttamente presso la sede territoriale dell’Inps oppure tramite portale.

Il modello da compilare per la iscrizione al fondo casalinghe può essere ritirato presso le sedi dell’Inps oppure scaricato dal sito internet dopo l’accesso alla pagina personale al link sopracitato. Se per la compilazione della domanda ci si reca in un patronato, troveremo sicuramente un modello prestampato. Per la compilazione della domanda bisogna inserire i dati personali del richiedente – cognome, nome, data e comune di nascita, codice fiscale, indirizzo, dati relativi alla propria posizione lavorativa (ci sono delle caselle da barrare) e poi data e firma.

Una volta presentata la domanda per l’iscrizione al fondo casalinghe, se sussistono i requisiti per l’iscrizione al fondo, la persona interessata riceverà una comunicazione di accoglimento della richiesta da parte dell’Inps e i primi bollettini compilati per il pagamento. L’iscrizione al fondo decorre dal giorno di presentazione della domanda. Quindi, se una casalinga ha presentato l’istanza il primo febbraio 2018 e l’Inps le comunica l’accoglimento il primo dicembre 2018, la sua iscrizione decorrerà comunque dal primo febbraio 2018.

Nel fondo casalinghe sono confluite automaticamente e quindi sono state iscritte d’ufficio dal 1° gennaio 1997, tutte le donne che erano iscritte nella vecchia mutualità pensioni. Questa era un precursore del fondo casalinghe che, oltre a limitare l’accesso alle sole donne, prevedeva anche dei limiti di età diversi per l’iscrizione. Infatti, alla “mutualità” potevano iscriversi solo le donne casalinghe con una età compresa tra i 15 e i 50 anni.

Quanto costa all’anno il fondo casalinghe?

L’Inps ha stabilito soltanto l’importo mensile minimo da versare al fondo casalinghe Inps che è pari ad euro 25,82. Ciò significa che se una persona versa nell’anno 2018 solo quell’importo mensile minimo, le verrà accreditato un solo mese di contribuzione, se versa 51,64 euro le verranno accreditati solo due mesi e così via.

Quindi, per ogni anno, l’Inps accredita tanti mesi di contribuzione quanti ne risultano versati. Il valore dell’assegno pensionistico, infatti, viene determinato attraverso il calcolo contributivo, pertanto il suo valore dipende dai contributi versati.

Il versamento può essere effettuato in qualsiasi momento dell’anno attraverso i bollettini postali inviati a casa oppure stampati direttamente dal portale dell’Inps. Può essere più agevole economicamente versare mensilmente l’importo di 25,82 euro piuttosto che l’intero importo di circa 310,00 euro una volta all’anno.

La buona notizia è che i contributi versati possono essere portati in deduzione dal reddito IRPEF sia per il dichiarante che per gli altri familiari a carico. Ad esempio, il marito che paga il contributo per la moglie fiscalmente a carico, potrà portarlo in deduzione.

Quale pensione spetta agli iscritti al fondo casalinghe?

Agli iscritti al fondo spettano la pensione di vecchiaia e la pensione di inabilità. Queste vengono erogate solo in presenza di determinati requisiti che vedremo qui di seguito. Presupposti essenziali per entrambe le pensioni sono senza dubbio l’iscrizione al fondo ed il versamento dei contributi. Il calcolo della pensione viene fatto con i metodo contributivo. Ciò significa che vengono considerati i contributi versati, rivalutati secondo la media quinquennale del Pil (prodotto interno lordo) e secondo il coefficiente di trasformazione.

Facciamo un esempio in termini monetari. Se una casalinga versa la somma minima di 25,82 euro al mese per quarant’anni, secondo il sistema attuale, la sua pensione sarà inferiore a 100 euro mensili. Se, invece, la stessa sinora decide di integrare i contributi e versare 3.500 euro all’anno potrà avere una pensione di circa 500 euro al mese.

Una pensione molto bassa può essere integrata dallo Stato?

Esiste una forma di integrazione dell’assegno pensionistico introdotta anni fa dal legislatore [2] volta a garantire una vita dignitosa ai pensionati. Senza scendere nei dettagli e solo per comprendere meglio ciò di cui stiamo parlando, possiamo dire che la legge stabilisce che quando la pensione è inferiore ad un determinato importo, il pensionato può avere diritto ad una integrazione. Questo supplemento -chiamato trattamento minimo pensionistico – viene elargito dallo Stato attraverso l’Inps nei casi in cui la pensione sia talmente bassa da essere considerata al di sotto del minimo vitale. L’importo viene stabilito annualmente e per l’anno 2018 il tetto a cui applicare il trattamento integrativo è stato fissato in 507, 42 euro.

Ciò significa che coloro i quali sono titolari di un assegno pensionistico inferiore alla somma stabilita hanno diritto ad una integrazione del proprio reddito e a tale attribuzione provvede lo Stato. Diversa la situazione per i redditi coniugali e per le persone coniugate e separate solo nei fatti ma non legalmente.

In linea di massima possiamo dire che per ottenere l’integrazione al minimo la persona deve avere determinati requisiti poiché non tutte le prestazioni previdenziali al di sotto del minimo vitale possono essere integrate e un esempio è proprio la pensione delle casalinghe. Quindi, il titolare della pensione di vecchiaia erogata dal fondo casalinghe, non ha diritto al trattamento minimo anche se l’assegno pensionistico è molto basso.

Oltre a questa esclusione, è previsto che la pensione di vecchiaia derivante da questo fondo non subisce gli aumenti nel tempo per effetto dell’inflazione.

Quali sono i requisiti minimi per poter ricevere la pensione di vecchiaia?

La pensione di vecchiaia può essere richiesta al compimento del 57° anno di età, ammesso che la richiedente abbia versato almeno cinque anni di contributi oppure sessanta mesi in quanto i versamenti possono essere anche non continuativi. La pensione di vecchiaia viene erogata soltanto se il suo importo è superiore del 20% all’importo dell’assegno sociale.

Invece, nel caso in cui la persona richiedente abbia compiuto 65 anni, l’assegno di pensione viene comunque versato e non si tiene conto del requisito dell’importo minimo per la erogazione. Anche per ottenere la pensione la persona interessata dovrà presentare la domanda in via telematica così come abbiamo visto sopra per la iscrizione al fondo casalinghe.

Quando viene erogata la pensione di inabilità?

Si ha diritto alla pensione di inabilità se la persona venga a trovarsi in una situazione di assoluta impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa, compresa la cura continua ed abituale della casa e della famiglia. La domanda, presentata all’Inps in via telematica, dovrà essere corredata di certificazione medica. Anche in questo caso, come per la pensione di vecchiaia, la pensione viene elargita soltanto in presenza di almeno cinque anni di contribuzione e quindi solo se la casalinga ha versato almeno 60 mensilità.

La pensione di inabilità viene versata alla persona richiedente solo se sussistono tutti i requisiti richiesti, sia burocratici che sanitari. Tale pensione, anche se non immediatamente versata, decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata presentata la domanda.

Un’altra caratteristica di queste due pensioni erogate dal fondo, quella di vecchiaia e quella di inabilità, è che non sono reversibili ai superstiti.


Di Teresa Rullo

note

[1] L. n. 493 del 3.12.1999.

[2] L. n. 638 del 1983.


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