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Sinistro con veicolo non assicurato o non identificato

23 Dicembre 2018 | Autore: Gianluca Serao


Sinistro con veicolo non assicurato o non identificato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Dicembre 2018



In caso di sinistro con un veicolo non assicurato o non identificato, la richiesta risarcitoria andrà inoltrata al Fondo di garanzia per le vittime della strada.

I sinistri stradali sono all’ordine del giorno data la grandissima quantità di veicoli che ogni giorno e a tutte le ore transitano per le strade per motivi lavorativi, di svago ecc. Solitamente, quando avviene un sinistro ci si scambia i dati e il danneggiato si rivolge alla propria assicurazione per ottenere il risarcimento, altre volte si risolve la questione amichevolmente facendo riparare l’auto da un carrozziere di fiducia di una delle parti, per evitare lo scalo di classe assicurativa e il conseguente aumento del premio. Quando ci si rivolge alla propria assicurazione, questa procede entro termini determinati alla presentazione di “una congrua e motivata offerta”, qualora ciò non accada allora si potrà avanzare la domanda giudiziale. Ma in caso di sinistro con veicolo non assicurato o non identificato cosa accade? Basti pensare che, secondo alcune stime, circolerebbero sul territorio italiano 4 milioni di veicoli non assicurati. Inoltre, frequenti sono i casi di incidenti con danni e lesioni in cui il conducente del veicolo si allontana senza rilasciare le proprie generalità e, in caso di lesioni occorse all’altra parte coinvolta, senza prestare il dovuto soccorso. In questi, ed altri casi, interviene il Fondo di garanzia per le vittime della strada. Ma di cosa si tratta? A chi va inviata la richiesta risarcitoria? Qual è la procedura da seguire?

Il Fondo di garanzia per le vittime della strada

Il Fondo di garanzia per le vittime della strada (che d’ora in avanti chiameremo Fondo o FGVS) è un organismo di indennizzo amministrato dalla Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici) sotto la vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico. Il FGVS è finanziato dalle stesse compagnie assicurative con le somme che sono obbligate, per legge, a versare ogni anno. Quindi, una parte del premio assicurativo che paghi alla tua compagnia, confluisce nel fondo.

Il Fondo interviene in casi specificamente disciplinati dalla legge [1]:

  • per ottenere il risarcimento dei danni causati da veicoli o natanti non identificati (ad esempio, il veicolo che causa un sinistro e, in seguito all’impatto, fugge via). Sono risarcibili i danni alla persona e i danni materiali, questi ultimi solo per un importo superiore 500 euro, per la parte eccedente tale ammontare (se il danno è di 700 euro sarà risarcibile l’equivalente di 700-500, quindi 200 euro). Se non vi sono danni gravi alla persona, il danno alle cose non viene risarcito. Per danno grave si intende una lesione macropermanente, cioè una lesione dell’integrità psicofisica superiore al 9%;
  • per ottenere il risarcimento di danni causati da veicoli o natanti non assicurati (perché la polizza assicurativa è scaduta o perché non è mai stata sottoscritta) o assicurati con imprese poste in liquidazione coatta amministrativa[2]. Sono risarcibili sia il danno alla persone che il danno alle cose (quest’ultimo senza la previsione di alcuna franchigia);
  • per ottenere il risarcimento dei danni causati da veicoli posti in circolazione contro la volontà del proprietario (ad esempio, i veicoli rubati che vengano coinvolti in un incidente). Sono risarcibili sia i danni alla persona che alla cose, limitatamente ai non passeggeri e ai passeggeri inconsapevoli della circolazione del veicolo non autorizzata dal proprietario o trasportati contro la loro volontà;
  • per ottenere il risarcimento dei danni alla persona e alle cose causati da sinistri con veicoli spediti nel territorio italiano da un altro Stato dello Spazio Economico Europeo (che comprende i Paesi dell’Unione Europea, Islanda, Norvegia e Lichtestein) verificatisi nel periodo che va dalla data di accettazione del veicolo allo scadere dei trenta giorni (cioè, nel periodo in cui sono sprovvisti di polizza assicurativa);
  • per ottenere il risarcimento dei danni alle cose e alle persone per i sinistri causati da veicoli esteri con targa non corrispondente o non più corrispondente allo stesso;
  • per ottenere il risarcimento dei danni causati da un sinistro avvenuti sul territorio di un altro stato membro da veicoli ivi immatricolati e assicurati con una compagnia avente sede legale in Italia, che al momento del sinistro si trovava in stato di liquidazione coatta amministrativa o che vi sia stata posta successivamente.

Per la prima ipotesi, cioè il caso del veicolo o natante non identificato (per cui è prevista la franchigia di 500 euro per i danni alle cose), il Fondo risarcisce fino a 5 milioni di euro per danni a persona ed 1 milione di euro per danni a cose.

In tutti gli altri casi, il danno sarà risarcito entro i limiti del massimale di legge previsto per i veicoli o i natanti della categoria cui appartiene il mezzo che ha causato il danno.

La richiesta di risarcimento

Per poter ottenere il risarcimento dovrà essere formulata una richiesta contenente i seguenti elementi:

  • le generalità (nome, cognome, residenza e codice fiscale) delle parti coinvolte e dei danneggiati;
  • i dati dei veicoli coinvolti nel sinistro (cioè assicurazione, targa, marca, modello ecc.), se il veicolo danneggiante non è stato identificato è necessario specificarlo, unitamente al/ai motivo/i per cui non è stato possibile. Difatti, se il danneggiato, per negligenza, non annota la targa del veicolo danneggiante, non potrà presentare richiesta risarcitoria al fondo. E’ sufficiente provare che l’identificazione sia stata resa impossibile per circostanze obiettive, valutabili dal giudice caso per caso, e non imputabili alla negligenza della vittima. Sarà naturalmente necessario provare anche che il sinistro si è verificato per condotta dolosa o colposa del conducente di un altro veicolo [3].
  • luogo e ora del sinistro;
  • descrizione della dinamica del sinistro;
  • professione e reddito dei danneggiati;
  • indicazione dell’intervento delle autorità.

Se la richiesta riguarda i soli danni materiali bisogna indicare anche:

  • l’entità del danno (allegando un preventivo danni oppure se le riparazioni sono state già effettuate, allegando fattura dell’avvenuto pagamento);
  • luogo, giorni e orari per permettere la perizia del veicolo e delle cose danneggiate.

Se, invece, dal sinistro sono derivati anche danni fisici, sarà necessario indicare l’entità delle lesioni (allegando copie di certificati medici, spese mediche sostenute, esiti esami strumentali e certificazione di avvenuta guarigione con o senza postumi permanenti).

Nel caso di veicolo non identificato, la denuncia alla Procura della Repubblica competente non è necessaria. A chiarirlo è stata la Cassazione [4] per cui costituisce solo una delle circostanze da valutare per accordare il risarcimento. Resta, però, consigliabile presentare la denuncia alle autorità competenti.

Un modello di richiesta di risarcimento danni è reperibile sul sito della Consap [5].

A chi rivolgere la richiesta risarcitoria?

La richiesta risarcitoria va spedita a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno o mezzo posta elettronica certificata a:

  • Consap S.p.a. (Via Yser, 14 – 00198 Roma – RM) che gestisce il Fondo;
  • all’impresa designata dall’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) per la gestione dei sinistri, per conto del FGVS, verificatisi nella regione di competenza (cioè nella regione in cui si è verificato il sinistro).

A ogni regione o gruppo di regioni, è assegnata una compagnia di assicurazioni competente a gestire il FGVS per un triennio [6].

Di seguito l’elenco delle compagnie e delle regioni di competenza:

  • Allianz S.p.A. (L. go Ugo Irneri, 1 – 34123 Trieste – TS): Lombardia, Marche, Lazio, Puglia;
  • Assicurazioni Generali S.p.A. (Via Marocchesa, 14  –  31021 Mogliano Veneto – TV): Friuli-Venezia Giulia,  Campania;
  • UnipolSai S.p.a. (Via Stalingrado, 45, 40128 Bologna – BO): Trentino Alto Adige, Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo, Molise, Sicilia, Repubblica di San Marino;
  • Società Cattolica di Assicurazione (Lungadige Cangrande, 16 – 37126 Verona – VR): Basilicata, Veneto;
  • Società Reale Mutua di Assicurazioni (Via Corte D’Appello, 11 – 10122 Torino – TO): Valle D’Aosta, Piemonte, Liguria, Sardegna;
  • Sara Assicurazioni S.p.A. (Via Po, 20 – 00198 Roma – RM): Umbria, Calabria;

La procedura di risarcimento

La richiesta di risarcimento al Fondo va presentata entro due anni dall’evento lesivo a cose o persone, tranne nel caso in cui dal sinistro derivi la morte di una persona, in questo casi i termini si prolungano fino a dieci anni.

Una volta presentata la richiesta, la compagnia designata dovrà effettivamente verificare la mancata copertura assicurativa del veicolo o che questo non sia stato identificato. Entro 60 giorni, la compagnia incaricata di gestire il sinistro, dovrà formulare un’offerta di risarcimento. Qualora non presenti l’offerta risarcitoria, dovrà comunicarne i motivi al danneggiato.

Il termine per la risposta è, invece, di sei mesi nel caso in cui la compagnia del danneggiante sia in stato di liquidazione coatta amministrativa.

Qualora la documentazione inoltrata dal danneggiante non sia completa, la compagnia dovrà segnalarlo entro 30 giorni e il termine per formulare l’offerta risarcitoria rimane sospeso fino all’integrazione della documentazione.

Nel caso in cui questi termini scadano senza ottenere risposta alcuna oppure sia negato il risarcimento, sarà possibile agire in giudizio.

Si badi bene che è molto difficile ottenere il risarcimento al di fuori delle aule giudiziarie, infatti, solitamente le compagnie designate preferiscono attendere un provvedimento giudiziale per evitare frodi. Alla luce di quanto detto, risulta molto importante il ruolo svolto dai testimoni nel corso del processo che possono fornire elementi utili per la decisione giudiziale.

La rivalsa

La compagnia designata, una volta che ha risarcito il richiedente, procede all’identificazione del responsabile del sinistro, in maniera tale da richiedergli il rimborso di quanto pagato al danneggiato. Se il danneggiante non paga spontaneamente, la compagnia potrà procedere nei suoi confronti per il recupero coattivo della somma.


Di Gianluca Serao

note

[1] Art. 283 D. Lgs. 209/2005 (Codice delle assicurazioni private).

[2] La liquidazione coatta amministrativa è una procedura concorsuale che si applica ad enti e categorie d’impresa determinate dalla legge che consiste nel liquidare i beni dell’imprenditore per soddisfare i creditori. Si applica questa procedura particolare quando viene in rilievo l’interesse pubblico legato alla natura o all’attività dell’impresa.

[3] Cass. sent. n. 23710/2016.

[4] Cass. sent. n. 7270/2012.

[5] https://www.consap.it/servizi-assicurativi/fondo-di-garanzia-per-le-vittime-della-caccia/procedure-e-modulistica/

[6] Attualmente il provvedimento in vigore è il numero 32 del 19.05.2015, in vigore dal 1.07.2015.


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