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Quando la rapina è aggravata?

24 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Dicembre 2018



Rapina aggravata: cos’è? Quali sono le circostanze aggravanti della rapina? Qual è la differenza tra furto e rapina?

La rapina è un reato molto grave che la legge punisce con diversi anni di reclusione: ciò avviene perché colui che pone in essere questo tipo di reato attenta non solo al patrimonio della vittima, ma anche alla sua incolumità. Quando si parla di rapina si tira sempre in ballo il confronto con il furto, visto che la prima è una sorta di evoluzione del secondo, normalmente portato a termine senza pericolo per le persone offese. Rapina e furto sono accomunati dal fatto di essere delitti contro il patrimonio: in entrambi, lo scopo del reo è quello di impossessarsi dei beni altrui per trarne un arricchimento. Nella rapina, però, l’autore del crimine è disposto anche ad usare violenza sulla vittima pur di raggiungere i suoi fini: per questo la rapina è punita con la reclusione fino a dieci anni, mentre il furto solamente fino a tre. Devi sapere, però, che la legge, accanto alla previsione di una pena per il reato base, prevede delle circostanze aggravanti al cui ricorrere suddetta sanzione subisce un aumento. Di conseguenza, come vedremo nel corso di questo articolo, la reclusione per la rapina può arrivare perfino a venti anni, praticamente eguagliando per gravità un omicidio (punito con reclusione non inferiore ai ventuno anni)! Se l’argomento ti interessa, allora ti invito a proseguire nella lettura: ti spiegherò cos’è la rapina e quando la rapina è aggravata.

Rapina: cos’è?

Non posso dirti quando la rapina è aggravata senza spendere due parole sul delitto di rapina in generale. Secondo il codice penale, la rapina consiste nella condotta di chi, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, mediante violenza alla persona o minaccia, s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene. La reclusione va da quattro a dieci anni, oltre ad una multa da 927 a 2.500 euro [1].

La rapina è un delitto che può commettere chiunque: trattasi pertanto di reato comune. Dal punto di vista oggettivo, cioè della condotta incriminata, la fattispecie è del tutto sovrapponibile a quella del furto: in entrambi i crimini è richiesto l’impossessamento del bene altrui mediante sottrazione. La vera differenza, che è al tempo stesso connotato distintivo della rapina, è la presenza dell’indicazione esplicita del mezzo mediante il quale pervenire all’obiettivo criminoso: l’uso della violenza o della minaccia. Pertanto, mentre lo scippo ai danni del passante costituisce un’ipotesi di furto (con strappo), l’arma puntata alla vittima dietro intimazione «o la borsa o la vita» rappresenta il classico esempio di rapina.

Dal punto di vista soggettivo, l’autore deve agire con dolo specifico, cioè con la consapevolezza piena di impossessarsi di una cosa altrui per trarne un ingiusto guadagno, mediante l’utilizzo di un mezzo illecito come la violenza o la minaccia.

Rapina aggravata: cos’è?

La rapina aggravata è la rapina commessa con particolari metodi o in determinate circostanze che la legge ritiene essere più pericolose o, comunque, destare un maggiore allarme sociale. Come vedremo di qui ad un istante, un esempio di rapina aggravata è quella commessa in gruppo: è chiaro che una cosa è parlare di un rapinatore singolo e un’altra è discorrere di una gang di rapinatori seriali. In quest’ultimo caso la pena sarà aumentata perché la pericolosità insita nell’agire in gruppo è maggiore di quella del lupo solitario. Vediamo ora le singole ipotesi di rapina aggravata.

Rapina: quando è aggravata?

Secondo il codice penale, la rapina è aggravata nelle seguenti ipotesi:

  • la violenza o la minaccia è commessa con armi, ovvero da persona il cui aspetto è celato (ad esempio da un passamontagna, ecc.), o da più persone riunite (l’ipotesi sopracitata della gang);
  • la violenza consiste nel porre taluno in stato di incapacità di volere o di agire (ad esempio, mediante somministrazione di droghe o di altre sostanze, oppure inibendo la libertà di agire della vittima per mezzo di immobilizzazione fisica: immagina la persona legata e imbavagliata);
  • la violenza o la minaccia proviene da persona che fa parte di un’associazione per delinquere di stampo mafioso (in questo caso, la maggiore pericolosità è insita nel fatto stesso di appartenere ad un gruppo di criminalità organizzata);
  • il delitto è commesso in casa, in ufficio o in altro luogo di privata dimora, ovvero in luoghi tali da ostacolare la difesa;
  • il fatto è commesso all’interno di mezzi di trasporto pubblico;
  • il crimine è realizzato all’uscita degli istituti di credito, uffici postali o sportelli automatici adibiti al prelievo di denaro;
  • il delitto è commesso nei confronti di persona che abbia oltre sessantacinque anni.

Rapina aggravata: cosa succede?

Abbiamo visto quando la rapina è aggravata; vediamo ora cosa accade nelle ipotesi suddette. Ebbene, la legge punisce la rapina aggravata in modo nettamente più pesante rispetto alla rapina semplice: secondo il codice penale, nel caso ricorra una delle circostanze sopra elencate, la pena è della reclusione da cinque a venti anni e della multa da 1.290 a 3.098 euro; se, invece, ricorrono più aggravanti contemporaneamente (ad esempio, rapina perpetrata da una banda armata), la pena è della reclusione da sei a venti anni e della multa da 1.538 a 3.098 euro.

note

[1] Art. 628 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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