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Come annullare una prenotazione hotel

12 Novembre 2018 | Autore: Sabrina Mirabelli


Come annullare una prenotazione hotel

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Novembre 2018



Annullamento di una prenotazione alberghiera: come si può fare? In questo articolo ti diremo tutto ciò che c’è da sapere.

Non vedevi l’ora di andare in vacanza e avevi trovato su internet l’offerta per te più conveniente? Avevi prenotato un hotel pagando in tutto od in parte per il tuo soggiorno? Cosa succede adesso che per un evento improvviso o una malattia non puoi più partire? Come annullare una prenotazione hotel? Quali sono i diritti riconosciuti ai consumatori in questi casi? In questo articolo ti spiegheremo: natura giuridica della prenotazione, prenotazione semplice e rafforzata, caparra penitenziale e confirmatoria, clausola penale, tempi e modi della disdetta, assicurazione per annullamento.

La prenotazione alberghiera

La prenotazione alberghiera è il contratto attraverso il quale un esercizio alberghiero si obbliga a tenere a disposizione di una persona un alloggio della propria struttura per un determinato periodo di tempo, alle condizioni e alle modalità stabilite. E’ quindi, una vero e proprio contratto preliminare con cui entrambe le parti si impegnano alla stipula del contratto definitivo di albergo, che avverrà al momento dell’arrivo del cliente presso l’hotel. La legge non prescrive una forma particolare per la prenotazione alberghiera che pertanto, può avvenire telefonicamente, a mezzo fax, o mediante l’invio di una e-mail.

Quando la prenotazione è fatta attraverso uno di questi mezzi di comunicazione a distanza però, non è previsto il diritto di recesso/ripensamento entro 14 giorni dalla conclusione del contratto, ciò vuol dire che si può recedere solo pagando le penali previste. Il codice del consumo [1] esclude espressamente il diritto di recesso per i contratti di fornitura di servizi relativi all’alloggio, ai trasporti, alla ristorazione e al tempo libero, quando al momento della conclusione del contratto il professionista si impegna a fornire tali prestazioni ad una data determinata o in un periodo prestabilito.

Tuttavia non tutte le prenotazioni sono vincolanti per i consumatori. Innanzitutto bisogna considerare che è possibile, dopo la prenotazione, dare disdetta all’hotel senza pagare alcuna penale salvo diverso accordo tra le parti. Tale accordo può essere contenuto in una clausola del contratto firmato dal cliente o nelle condizioni generali contenute nei moduli prestampati che il cliente deve avere espressamente accettato. Se quindi, al momento della prenotazione il cliente non ha firmato alcun contratto che prevede il pagamento di una penale nel caso di disdetta, questa non è dovuta e se l’albergatore ha trattenuto una somma a titolo di caparra, è tenuto a restituirla. Al cliente infatti, spetta corrispondere il prezzo della camera soltanto quando ne prende possesso ed è libero in qualsiasi momento di disdire la sua prenotazione. E’ buona regola comunque avvisare del mancato arrivo per correttezza ed educazione.

Va precisato che le clausole che impongono il pagamento di una penale in caso di disdetta sono delle clausole vessatorie, efficaci solo se firmate dal cliente; quindi quando si prenota on-line, la spunta della casella delle condizioni generali di contratto non sostituisce la firma e la clausola relativa al pagamento della penale non ha alcun effetto giuridico anche se espressamente prevista.

La prenotazione pura e semplice e la prenotazione rafforzata

Fatte queste premesse iniziali, vediamo ora i diversi tipi di prenotazione. Normalmente si distinguono due ipotesi:

  • la prenotazione pura e semplice, che è quella non accompagnata dal versamento di una caparra o dalla garanzia della carta di credito fino al momento dell’arrivo del cliente in albergo. In questo caso gli obblighi sono a carico solo dell’albergatore il quale è tenuto a lasciare la camera a disposizione; il cliente invece, non ha alcun obbligo e può decidere liberamente se usufruire o meno della stanza. Inoltre, per il mancato soggiorno, non sarà tenuto ad un eventuale risarcimento dei danni per inadempimento. In ogni caso la legge [2] prevede il principio di buona correttezza, il cliente dovrebbe premurarsi cioè di avvisare in caso di disdetta. Spesso l’albergatore per cautelarsi, inserisce nel contratto un limite temporale, che equivale a un termine perentorio, per cui la stanza resta a disposizione fino ad una certa ora decorsa la quale se il cliente non si è presentato, il contratto si intende automaticamente sciolto. Se questo termine non viene specificato al momento della prenotazione, il contratto deve intendersi sottoposto tacitamente alla condizione dell’arrivo del cliente;
  • la prenotazione rafforzata, che si ha quando il cliente presta una garanzia, cioè versa una caparra o comunica gli estremi della propria carta di credito, su cui verrà addebitata la penale per il mancato arrivo o la mancata cancellazione. Sorge in questo caso un’obbligazione a carico di entrambe le parti: da un lato l’albergatore deve tenere la camera a disposizione e dall’altro il cliente deve presentarsi o comunque disdire nei tempi fissati.

La cancellazione della prenotazione

Cosa succede quando si cancella la prenotazione? Se è stata versata una caparra l’albergo ha diritto di ritenerla. Spesso si parla genericamente di caparra senza specificare se si tratta di una caparra penitenziale o confirmatoria. Bisogna infatti, distinguere le due ipotesi.

Caparra penitenziale  e caparra confirmatoria

Si ha una caparra penitenziale quando questa viene versata come corrispettivo del diritto di recesso; avendo funzione di penale, nell’ipotesi di disdetta, l’acconto già pagato verrà trattenuto dall’albergatore, il quale però non ha diritto a richiedere il risarcimento del danno.

Viceversa si è in presenza di una caparra confirmatoria quando la somma è versata a fini di garanzia e autotutela per l’albergatore; nell’ipotesi di annullamento, il cliente oltre alla caparra, sarà tenuto a pagare per intero il prezzo del soggiorno prenotato o a risarcire i danni all’albergatore per il mancato guadagno (si pensi all’ipotesi in cui questi non sia riuscito ad affittare la stanza a terzi oppure non abbia accettato altre prenotazioni). In questo caso l’albergo potrà risolvere il contratto in caso di inadempimento senza dover proporre azione giudiziaria o intimare la diffida, ma semplicemente comunicandolo alla parte inadempiente.

Comunque sia il risarcimento non potrà comprendere i servizi non prestati quali possono essere la colazione, l’uso della piscina o la somministrazione della mezza pensione.

La clausola penale

Diversa dalla caparra penitenziale è la clausola penale [2]. Si tratta di un negozio accessorio al contratto di albergo con il quale viene spesso stabilita preventivamente e in via forfettaria il risarcimento del danno che il cliente sarà tenuto a pagare per la mancata presentazione o la mancata cancellazione nei tempi previsti. Generalmente è quantificata nel costo di una notte o è pari ad una percentuale dei pernottamenti cancellati. Più si avvicina la data dell’arrivo più la percentuale sarà alta.

La clausola penale sarà dovuta indipendentemente dal danno effettivamente subito dall’albergatore ma questi non potrà richiedere il risarcimento di danni ulteriori (ad esempio la penale prevista era relativa al pagamento di una notte; se l’albergo non ha rivenduto la camera per le altre notti originariamente prenotate non può chiedere il risarcimento per gli ulteriori pernottamenti cancellati e non rivenduti).

Spesso, al momento della prenotazione, colui che la effettua viene informato dei tempi e dei modi della disdetta, che dovrà osservare in caso di annullamento.

I tempi della disdetta

In mancanza di un’indicazione precisa circa i tempi della disdetta, si farà riferimento ai principi generali che regolano la materia dei contratti o agli usi locali delle camere di commercio, i quali prevedono quando è possibile disdire senza dovere pagare alcuna penale.

In alcuni casi gli usi locali dispongono la restituzione della somma pagata se la disdetta viene comunicata entro le 12 ore del giorno precedente all’arrivo.

La forma della disdetta

Non esistono particolari obblighi di forma per la disdetta per cui può essere esercitata anche verbalmente, sempre che tale forma non sia stata espressamente esclusa.

E’ comunque consigliato comunicarla all’albergatore per iscritto a mezzo fax, e-mail o raccomandata a/r. Non è necessario fornire una motivazione poiché il cliente è sempre libero di cambiare idea o di decidere di non partire più.

L’assicurazione di annullamento

All’atto della prenotazione alcuni siti danno la possibilità di cancellarla gratuitamente fino ad un giorno prima del proprio arrivo o suggeriscono di stipulare un’assicurazione per l’annullamento che copra le eventuali penali. Va tenuto presente che la maggior parte delle polizze di annullamento prevede una data limite entro la quale stipulare la polizza stessa. In genere va fatta contestualmente alla prenotazione o nelle 24/48 ore successive.

Gli eventi indennizzabili

Gli eventi indennizzabili sono tassativamente indicati nel contratto di assicurazione. I rischi tipici assicurati sono il decesso dell’assicurato, del compagno di viaggio o di un suo stretto familiare (il coniuge, i figli, i fratelli e le sorelle, i genitori), la malattia o l’infortunio grave, che vanno documentati tramite certificazione medica, il licenziamento, il furto o l’incendio dell’abitazione, la convocazione in qualità di giurato o testimone e altre cause di forza maggiore. Si deve trattare di eventi non dipendenti dalla volontà dell’assicurato e non prevedibili al momento della stipula dell’assicurazione.

Di solito queste polizze prevedono un cd. “scoperto” o “franchigia”, a carico dell’assicurato, pari a circa il 10-20% del costo coperto.

Le cause di esclusione

Le cause di esclusione del risarcimento cambiano perché ogni compagnia applica condizioni differenti. È generalmente escluso ad esempio, l’indennizzo per annullamento derivante da una  malattia pre-esistente e conosciuta dall’assicurato o causata dall’uso di farmaci o di alcolici. Non sono ricompresi neanche i recessi dovuti a casi di guerra, catastrofi, atti di sabotaggio o terrorismo, sciopero.


Di Sabrina Mirabelli

note

[1] Art. 55 codice del consumo.

[2] Art. 1175 cod. civ.

[3] Art. 1382 cod. civ.


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