Diritto e Fisco | Articoli

Modello diffida

19 Dicembre 2018 | Autore:
Modello diffida

Come si scrive una diffida? Qual è il contenuto tipico di una lettera di diffida? A cosa serve una diffida formale?

Quante volte hai avuto bisogno di recarti dal tuo avvocato per chiedergli di prepararti una lettera di diffida? Rumori condominiali, sinistri stradali, molestie, abusi sul posto di lavoro: i motivi per cui far spedire una diffida sono innumerevoli. Scommetto che ogni volta sei stato combattuto: da un lato, avresti voluto fortemente che i tuoi diritti venissero tutelati; dall’altro, però, ti rincresceva dover pagare l’avvocato solamente per una letterina, per quanto elaborata e dotta possa essere. Ebbene, devi sapere che preparare una lettera di diffida è davvero semplice: non occorre essere esperti giuristi per dire alla controparte che la sua condotta è gravemente lesiva e che, se continuerà, bisognerà fare ricorso al tribunale. Puoi farlo benissimo anche tu, senza dover pagare costose parcelle: nessuna legge, infatti, dice che una diffida deve essere sottoscritta da un legale, né sono previste particolari formule sacramentali, fatta eccezione per alcuni casi. Devi inoltre sapere che per diffida si intendono due diversi tipi di lettera: c’è una diffida volta a chiedere che una condotta ritenuta lesiva cessi, e una diffida che, al contrario, intende ottenere un comportamento preciso dal suo destinatario. In pratica, con una si dice alla controparte di smetterla; con l’altra di fare qualcosa (tipo restituire un prestito o abbandonare un appartamento dato in locazione). Quindi, se vuoi scrivere al tuo vicino rumoroso per dirgli di piantarla, oppure intendi far sapere al tuo debitore che è venuto il momento di restituirti i soldi che gli hai prestato un secolo fa, allora questo è l’articolo che fa al caso tuo: ti spiegherò, in maniera molto semplice e chiara, come preparare una lettera che abbia valore legale, fornendoti anche un semplice modello di diffida.

Diffida: cos’è?

Prima di presentarti un modello di diffida, occorre sgombrare il campo da alcune incertezze; in particolare, ritengo sia essenziale farti capire cosa sia una diffida. La diffida è un atto con cui si invita la controparte a cessare dal comportamento lesivo dei diritti altrui. In italiano, infatti, diffidare significa sia non fidarsi di qualcuno (in questo caso il verbo è seguito dalla preposizione “di”: ad esempio, “diffida delle imitazioni”, cioè non fidarti delle imitazioni), sia ammonire una persona, avvertendola di non tenere più quel comportamento (in questo caso il vero è seguito dalla preposizione “da”: ad esempio, diffidare dal commettere un reato). In questa accezione, quindi, la diffida consiste in un invito, rivolto a una persona, ad astenersi da un determinato comportamento o dal compiere una determinata attività, avvertendola delle conseguenze che possono derivare dalla sua inadempienza all’invito.

Diffida ad adempiere: cos’è?

Il codice civile attribuisce un altro significato alla diffida: nei rapporti contrattuali, la diffida è un’intimazione scritta destinata alla parte inadempiente volta a far rispettare i propri impegni entro un determinato periodo di tempo (di solito non inferiore a quindici giorni), con specificazione che, decorso inutilmente il termine, il contratto si intenderà risolto [1]. In altre parole, si tratta di un vero e proprio ultimatum, scaduto il quale la parte rispettosa degli impegni contrattuali potrà chiedere la risoluzione del contratto (cioè lo scioglimento dell’accordo) e il risarcimento dei danni.

Più in generale, però, la diffida può essere utilizzata per dire alla controparte che deve fare qualcosa: ad esempio, che deve onorare il Suo debito, oppure che deve restituire un oggetto o, ancora, che deve lasciare libero l’appartamento.

Diffida: a cosa serve?

Possiamo quindi dire che la diffida è un invito a fare qualcosa (ad esempio, ad adempiere ad un debito) o, al contrario, ad astenersi dal fare qualcosa (continuare con rumori molesti, ad esempio). Si tratta in pratica di una lettera legale, cioè di una comunicazione alla quale la legge ricollega degli effetti: non è, quindi, uno scritto inutile o un avvertimento del tutto informale, ma un avviso molto importante, che cambia la realtà giuridica.

Ti faccio un esempio concreto: ipotizziamo che tu abbia sottoscritto un abbonamento con Sky oppure con Mediaset premium e ora, per un motivo o per l’altro, vuoi recedere: ebbene, per fare una disdetta sky oppure una disdetta premium dovrai inviare una raccomandata con avviso di ricevimento (cosiddetta raccomandata a/r) con la quale comunichi questa intenzione, indicando altresì le tue generalità e il tuo codice cliente. Ebbene, una comunicazione di questo tipo è una diffida a tutti gli effetti, poiché essa assume una funzione giuridica ben precisa, che è quella di farti recedere da un contratto.

Modello diffida: come scriverla?

Non indugiamo ulteriormente e vediamo come scrivere un modello di diffida. Cominciamo con una premessa: non esiste un unico modo di scrivere una diffida: questo significa che, anche se tu dovessi distanziarti da ciò che ti dirò, non vuol dire che la tua comunicazione non abbia valore. Ciò che è davvero importante è che sia chiara la tua volontà, cioè che dalla missiva emerga in maniera nitida quello che intendi comunicare.

Un modello di diffida non può prescindere da alcuni punti essenziali, che possiamo così riassumere:

  • destinatario;
  • oggetto;
  • contenuto (cioè, il corpo vero e proprio della diffida);
  • data e firma.

Diffida: destinatario

Per scrivere una diffida dovrai cominciare inserendo il nome e l’indirizzo del destinatario, cioè del soggetto a cui la comunicazione andrà recapitata. In genere tale indicazione viene posta in alto a destra. Se si tratta di un uomo, è preferibile utilizzare la seguente dicitura: «Egr. Sig. Nome e Cognome»; se è una donna, «Gent. Sig.ra Nome e Cognome». Nel caso in cui si tratti di una persona giuridica (ad esempio una ditta o una società), dovrai scrivere «Spett.le Società s.p.a.». Dopo il nominativo segue sempre l’indirizzo, completo di via e di codice di avviamento postale (cap).

Diffida: oggetto

Il secondo passo per scrivere un modello di diffida è inserire l’oggetto: consiste nell’indicazione, breve e chiara, del contenuto della diffida. L’oggetto serve a far comprendere immediatamente al destinatario di cosa tratta la lettera che si sta accingendo a leggere. Pertanto, se intendi comunicare una disdetta come nell’esempio riportato qualche paragrafo fa, nell’oggetto scriverai semplicemente «Disdetta abbonamento»; se stai comunicando la volontà di costituire in mora il tuo debitore al fine di far maturare gli interesse, indicherai «Costituzione in mora»; e così via per tutte le altre ipotesi.

Diffida: contenuto

Il punto cruciale: cosa scrivere in una diffida? Avrai senz’altro già intuito che il contenuto di una diffida varia a seconda della richiesta che stai facendo: in pratica, se ti stai lamentando dei rumori molesti dei vicini, dovrai descrivere la situazione che stai vivendo e la condotta insopportabile degli stessi, intimando loro di cessare dal proseguire con gli schiamazzi; se vuoi far valere la garanzia per un bene nuovo che hai comprato (ad esempio, un elettrodomestico o un’auto) ma che presenta dei vizi, allora dovrai specificare l’acquisto compiuto (soprattutto la data) e i difetti che chiedi vengano riparati a spese del venditore; se intendi disdire un contratto, avrai cura di indicare gli estremi dello stesso e la tua volontà di recedere.

Non temere di non conoscere i riferimenti legislativi precisi: non occorre che nella diffida tu inserisca gli articoli di legge; è sufficiente far capire bene a quale situazione ci si riferisce e cosa stai chiedendo al destinatario. Se vuoi far valere una garanzia, basta indicare la data dell’acquisto, i vizi che rendono il bene inidoneo all’uso per cui era stato acquistato e la tua volontà di far valere la garanzia stessa.

In un valido modello di diffida occorre tener sempre presenti questi aspetti: una breve introduzione, in cui esponi la situazione di fatto; la situazione di cui ci si lamenta (sinistro, guasto, violazione di un diritto, ecc.); la richiesta vera e propria (cessazione della condotta molesta, invito al pagamento, ecc.). Ricorda che, di solito, nel caso in cui la diffida consista in un invito a fare qualcosa, si assegna sempre un termine entro cui adempiere (in genere, quindici giorni).

Diffida: data e firma

Preparata la diffida secondo le indicazioni che ti ho appena fornito, dovrai inserire luogo e data e firmare la lettera. La firma è importantissima, in quanto attribuisce valore legale alla diffida la quale, se ne fosse priva, sarebbe praticamente nulla. La firma serve infatti a ricollegare la volontà manifestata nella lettera a colui che la sottoscrive: è come se, apponendo in calce la tua firma, facessi tua la comunicazione. Solo per amor di precisione, devo dirti che l’indicazione di luogo e data può essere anteposta all’inizio della lettera, proprio in cima prima dell’oggetto.

Diffida: invio

Preparata accuratamente la diffida, occorre inviarla in modo tale che essa possa raggiungere il suo destinatario. Il mezzo migliore è la raccomandata con avviso di ricevimento: essa garantisce il corretto invio e la ricezione della lettera inviata. Diversamente, se tu inviassi una diffida ma questa non giungesse a colui al quale è indirizzata, praticamente non avresti concluso nulla. Anche ai fini processuali, se un giorno intenderai adire il tribunale e dimostrare che avevi inviato una diffida al tuo avversario, non potrai farlo perché non avrai nulla che attesti che la spedizione è andata a buon fine.

Per ovviare a tutto ciò devi affidare la tua comunicazione al classico strumento della raccomandata con avviso di ricevimento: così facendo, ti tornerà indietro una cartolina con la sottoscrizione del destinatario, la quale fa piena prova del fatto che lo stesso l’abbia ricevuta. Se si rifiuta di firmare, poco importa: per quello che ti interessa, la raccomandata è andata comunque a buon fine.

Egr. sig.

Tizio

Via Giuseppe Verdi

00000 – Roma

Raccomandata a/r

 Oggetto: diffida ad adempiere

 Io sottoscritto, Caio, nato a <……> il <……> residente in <…..> alla via <….>, scrivo la presente esponendoLe quanto segue.

In data <…> riceveva dal sottoscritto la somma di € …. a titolo di prestito, con obbligo, contratto per iscritto, di restituire l’importo entro il <…>. Atteso che il Suo debito non è stato ancora onorato, con la presente formalmente La

diffido

ad adempiere il succitato debito entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della presente. Trascorso infruttuosamente questo termine, mi vedrò costretto ad adire le vie legali, ricorrendo all’autorità giudiziaria competente per la tutela delle mie ragioni, con aggravio di spese a Suo carico.

Distinti saluti.

<Luogo, data>

Firma

Egr. sig.

Mevio

Via Giuseppe Mazzini

00000 – Roma

Raccomandata a/r

 Oggetto: diffida immissioni moleste.

 Io sottoscritto, Caio, nato a <……> il <……> residente in <…..> alla via <….>, in qualità di proprietario dell’appartamento sito al piano inferiore rispetto a quello ove Lei risiede, Le rappresento che la Sua condotta è gravemente lesiva dei miei diritti: dalla Sua abitazione provengono rumori durante le ore notturne, nonché durante quelle destinate normalmente al riposo. Tanto premesso, formalmente La

diffido

dal reiterare l’illecita condotta sopra descritta; in caso contrario, mi vedrò costretto ad adire le vie legali, ricorrendo all’autorità giudiziaria competente, sia civile che penale, per la tutela delle mie ragioni e, nello specifico, per ottenere il risarcimento dei danni patiti.

Distinti saluti.

<Luogo, data>

Firma

note

[1] Art. 1454 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA