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Edicole: novità per superare la crisi

3 ottobre 2017


Edicole: novità per superare la crisi

> Business Pubblicato il 3 ottobre 2017



Le edicole, d’intesa con i Comuni, diventano centri di servizi per i cittadini

Come noto la crisi dell’editoria e della carta stampata ha inevitabilmente toccato anche le edicole che hanno risentito della digitalizzazione dell’informazione. Da un lato, dunque, la contrazione delle vendite, dall’altro le continue e crescenti tasse hanno comportato la chiusura di molte edicole nel territorio nazionale, soprattutto nei piccoli Comuni. E così, molti titolari di edicole, dopo anni e anni di lavoro si sono visti costretti ad abbassare le saracinesche dei loro esercizi commerciali.

Quali novità per superare la crisi?

Per dare una mano a tale categoria e superare la crisi, Comuni ed editori hanno deciso di allearsi così da tentare insieme di salvare la rete delle edicole sparse sul territorio nazionale trasformandola in rete di servizi al cittadino. In particolare è questo l’obiettivo che si sono poste l’Anci, l’Associazione nazionale comuni italiani, e la Fieg, Federazione italiana editori giornali sottoscrivendo un importante protocollo d’intesa. La via per salvare le edicole è quella di modernizzarle, di renderle al passo con le richieste e le esigenze della collettività, ampliando l’offerta di beni e servizi. Le edicole possono in questo modo trasformarsi in veri e propri punti di accesso sul territorio. Accesso all’informazione, alle opinioni, al confronto, ai temi di attualità che non siano solo quelli di un rapido passaggio televisivo o di un post di un social network. Ma anche possibilità di richiedere un certificato, prenotare una visita medica, acquistare i biglietti di ingresso per uno spettacolo teatrale o per un museo. Sono questi gli obiettivi che si pone il nuovo accordo tra l’associazione dei Comuni e quella degli editori. Per tale finalità il protocollo auspica che le amministrazioni comunali adottino una serie di accorgimenti, quali ad esempio:

  • ridurre i canoni delle edicole per le occupazioni permanenti e temporanee di suolo pubblico;
  • esonerare dall’imposta le locandine editoriali dei quotidiani e dei periodici esposti nei locali pubblici;
  • dare agli edicolanti la possibilità di ampliare le categorie di beni e i servizi offerti ai cittadini concedendogli la gestione del pagamento dei ticket, della prenotazione delle visite mediche, del servizio di spedizioni e recapiti corrispondenza eccetera;
  • promuovere iniziative volte ad assicurare una presenza delle edicole anche nelle aree periferiche;
  • conciliare la liberalizzazione degli orari e dei periodi di chiusura dei punti vendita con la garanzia della presenza di edicole aperte in ogni momento possibile;
  • prevedere iniziative volte a riqualificare i punti vendita attraverso forme di sostegno economico per la ristrutturazione o sostituzione dei manufatti.

Edicole a Firenze

Il protocollo d’intesa tra l’associazione dei Comuni e quella degli editori in realtà prende spunto da un modello già sperimentato nella città di Firenze, dove il Comune, per salvare le edicole dalla chiusura certa ha messo in campo una serie di misure. Queste prevedono: sgravi economici, riduzione della tassa sull’occupazione del suolo pubblico e progetti di riqualificazione delle edicole stesse. Così Firenze pensa ai chioschi delle edicole come a dei punti anagrafe in cui il cittadino può richiedere tutti i certificati anagrafici, dallo stato di famiglia a quello di nascita, dal certificato di residenza a quello di matrimonio. Le edicole, quindi, non offrono solo più giornali e riviste, ma anche servizi.

note

Autore immagine: Pixabay.com


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