Business | Articoli

Tari imprese: ecco l’esenzione

4 ottobre 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 4 ottobre 2017



Il decreto del Ministero dell’Ambiente prevede l’esenzione dal pagamento della Tari per imprese ed attività commerciali

La questione del pagamento della Tari per lo smaltimento dei rifiuti ha sempre destato molte critiche da parte delle aziende già costrette a pagare autonomamente lo smaltimento dei propri rifiuti di produzione. Il problema nasce dal fatto che oltre ai rifiuti speciali, gestiti autonomamente dalle aziende pagando il relativo servizio alle imprese del settore, esiste l’ampia categoria dei rifiuti speciali non pericolosi, che i regolamenti locali – generalmente comunali – possono appunto assimilare ai rifiuti urbani applicando la Tari per il loro smaltimento. Il contrasto tra Comuni e imprese sul punto è stato generato dal silenzio normativo del Codice Ambiente del 2006 [1], il quale aveva demandato la disciplina specifica ad un provvedimento attuativo di fatto mai emanato.

In concreto accade che i locali interni delle imprese siano spesso distinti in aree in cui si producono rifiuti speciali, per i quali – come detto – l’azienda gestisce la raccolta a proprie spese, ed aree in cui vengono prodotti rifiuti speciali non pericolosi che il Comune può assimilare ai rifiuti urbani e per i quali realizza il servizio di raccolta e smistamento. In ordine ai primi, per ottenere la detassazione, la normativa prevede l’obbligo di comunicazione dell’imprenditore con relativa prova dell’avvenuto corretto smaltimento dei rifiuti. Per i secondi, invece, i regolamenti comunali possono prevedere una riduzione d’imposta qualora l’azienda dimostri di aver avviato i rifiuti al riciclo.

Nel silenzio della legge, tuttavia, non sono mancati i contrasti: le aziende hanno sempre contestato ai Comuni la illegittimità dell’assimilazione dei rifiuti di produzione a quelli urbani. Ma i Comuni, dal canto loro, hanno scelto liberamente la tassazione da applicare ottenendo anche diverse vittorie processuali. Di recente, infatti, la Cassazione ha confermato la possibilità per i Comuni  – e gli enti locali in genere – di assimilare i rifiuti di produzione a quelli urbani e dunque tassare anche i magazzini e i locali commerciali [2].

Qualche tempo prima, però, la Cassazione aveva riconosciuto la non applicabilità della tassa sullo smaltimento dei rifiuti urbani ai rifiuti speciali, poiché per questi le imprese già sostengono da sé i costi di raccolta e di smaltimento [3], e allo stesso modo ha riconosciuto il diritto alla detassazione totale della Tari nel caso di autosmaltimento dei rifiuti [4].

In questo scenario di incertezze e oscillazioni giurisprudenziali il Ministero dell’Ambiente, con circa dieci anni di ritardo, ha finalmente previsto il decreto che esclude l’applicabilità della Tari  ai magazzini e alle attività commerciali medio-grandi. Rimarrebbero però soggetti all’assimilazione, e dunque fuori dall’esenzione, i rifiuti prodotti da piccoli esercizi commerciali come bar, ristoranti o, ad esempio, quelli prodotti dalle mense aziendali.

Tuttavia, come è agevole intuire, il decreto in commento inevitabilmente avrà delle ripercussioni negative sui costi del servizio, col rischio che gli altri utenti dovranno farsi carico del finanziamento del servizio di raccolta dei rifiuti in luogo delle aziende garantite dall’esenzione. Per le criticità che in ogni caso si nascondono dietro tali previsioni, il provvedimento prevede una lunga fase transitoria che dà ai Comuni due anni di tempo per adattarsi.

note

[1] D. lgs. n. 152 del 03.04.2006.

[2] Cass. sent. n. 22130 del 22.09.2017.

[3] Cass. sent. n. 9858 del 13.05.2016.

[4] Cass., sent. n. 10548 del 28.04.2017.

Autore immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI