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Rapina a mano armata: pena

24 Dicembre 2018 | Autore:


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Quando è rapina a mano armata? Cos’è la rapina aggravata? Si può commettere rapina a mano armata con una pistola giocattolo?

La legge italiana tutela il patrimonio dei cittadini dalle aggressioni dei malintenzionati; per fare ciò, si serve di alcune norme che puniscono quelle condotte che, a causa della loro carica particolarmente lesiva, costituiscono reato. Tra i delitti più noti che hanno ad oggetto i beni altrui rientrano senz’altro il furto, la truffa, l’appropriazione indebita e la rapina. Quest’ultimo reato, però, a differenza degli altri elencati, si caratterizza per la sua intrinseca pericolosità, in quanto essa non soltanto mette a repentaglio il patrimonio altrui, ma anche l’incolumità fisica del suo titolare: caratteristica della rapina, infatti, è l’utilizzo di violenza o di minaccia per impossessarsi dei beni altrui. Classico esempio di rapina è quella di colui che ti punta un’arma contro per chiederti di dargli tutti i soldi che hai, oppure l’emblematico colpo in banca della banda armata di tutto punto. Proprio perché questo delitto presuppone necessariamente l’impiego della violenza o della minaccia, avrai senz’altro sentito parlare spesso, in tv o sui giornali, di episodi di rapina a mano armata: ebbene, devi sapere che la rapina a mano armata non costituisce un reato autonomo e distinto, ma rappresenta solamente un’ipotesi aggravata di rapina. Pertanto, quando senti parlare di rapina a mano armata stai certo che sempre di rapina si tratta: solamente, la legge prevede una sanzione più elevata per via dell’impiego di un’arma. Se non mi sono spiegato bene e vuoi saperne di più su quest’argomento, allora ti invito a proseguire nella lettura: senza confonderci con l’omonimo film di Stanley Kubrick, ti spiegherò cos’è e qual è la pena per una rapina a mano armata.

Rapina: caratteristiche

Prima di parlare della rapina a mano armata, è bene che ti illustri brevemente cos’è una rapina, almeno secondo la legge italiana. Il codice penale punisce con la reclusione da quattro a dieci anni e con una multa da 927 a 2.500 euro chi, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, mediante violenza alla persona o minaccia, s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene [1].

Avrai senz’altro inteso che la rapina presenta un nucleo centrale del tutto simile (se non identico) al furto: la condotta, infatti, consiste nell’impossessarsi dei beni altrui, sottraendoli a chi legittimamente li detiene. La vera differenza col furto sta nel modo in cui l’impossessamento avviene: nella rapina, occorre necessariamente che venga esercitata violenza oppure prospettata minaccia. Così, colui che afferra la borsa di un passante e fugge via, commette furto; se la stessa azione viene compiuta colpendo al viso la vittima, in modo tale da stordirla e da facilitare la sottrazione, allora si tratta di rapina. Allo stesso modo, l’abile ladro che infila una mano nella tasca e sottrae il portafogli commette furto, mentre colui che sfodera un coltello per ottenere lo stesso risultato compie rapina.

La necessità di realizzare una violenza o una minaccia coinvolge anche l’aspetto soggettivo del reato: chi compie una rapina deve essere perfettamente consapevole del fatto di sottrarre con violenza o minaccia una cosa che appartiene legittimamente ad altri. A differenza del furto, quindi, il dolo specifico deve involgere anche il mezzo violento con cui si intende perseguire l’intento criminoso.

Rapina aggravata: quando?

Avviciniamoci alla nostra rapina a mano armata. Abbiamo detto che per una rapina il giudice può condannare fino a dieci anni; ebbene, devi sapere che è possibile che la condanna arrivi perfino a venti anni (quasi come un omicidio, punito con pena non inferiore ai ventuno anni) quando ricorrono alcune circostanze che la legge definisce aggravanti.

Cosa sono le circostanze aggravanti? È lo stesso nome a suggerirci la risposta: si tratta di situazioni al ricorrere delle quali l’ordinamento ritiene di dover punire più severamente l’autore del misfatto. Ciò avviene perché tali circostanze denunciano un particolare allarme sociale che, di conseguenza, determina una risposta da parte della legge più severa.

Bando alle ciance; vediamo quali sono le ipotesi di rapina aggravata. Secondo il codice penale, la pena va dai cinque ai venti anni se la rapina:

  • è commessa da persona il cui aspetto è celato (ad esempio da un passamontagna) o da più persone riunite (l’ipotesi sopracitata del gruppo che svaligia una banca);
  • è realizzata ponendo la vittima in stato di incapacità di volere (ad esempio, mediante somministrazione di droghe o di altre sostanze) o di agire (legandola e imbavagliandola, per ipotesi);
  • è commessa da persona che fa parte di un’associazione per delinquere di stampo mafioso;
  • è commessa in casa, in ufficio o in altro luogo di privata dimora, all’interno di mezzi di trasporto pubblico o all’uscita di istituti di credito, uffici postali o sportelli automatici adibiti al prelievo di denaro;
  • è realizzata nei confronti di persona che abbia oltre sessantacinque anni.

Infine, stessa pena (dai cinque ai venti anni) è prevista nell’ipotesi di rapina a mano armata. Approfondiamo quest’ultimo aspetto.

Rapina a mano armata: cos’è?

La rapina a mano armata costituisce un’ipotesi di rapina aggravata, punita con la reclusione dai cinque ai vent’anni e con la multa da 1.290 a 3.098 euro; addirittura, se ricorrono più aggravanti contemporaneamente (ad esempio, rapina perpetrata da una banda armata), la pena è della reclusione da sei a venti anni e della multa da 1.538 a 3.098 euro.

La rapina a mano armata è considerata più grave dello stesso delitto compiuto senza la minaccia delle armi, per via della particolare pericolosità del mezzo utilizzato. Si noti che la legge non parla esplicitamente di pistole o coltelli, ma più genericamente di «violenza o minaccia commessa con armi». Pertanto, sarà rapina a mano armata a prescindere dal mezzo utilizzato, purché, ovviamente, quest’ultimo sia qualificabile come arma, propria o impropria che sia. In pratica, costituirà rapina a mano armata quella perpetrata non solo con la classica pistola o con un coltello, ma anche con una mazza da baseball, un bastone metallico, un cacciavite, ecc.

Perché si abbia rapina a mano armata è necessario che l’arma sia vera, oppure che sia un’arma per uso scenico (come quelle utilizzate dalle compagnie teatrali) ovvero un giocattolo, purché la canna non sia ostruita od occlusa all’estremità dal tappo rosso: ciò che conta, infatti, è l’effetto intimidatorio che lo strumento riesce ad incutere nella vittima [2].

Occorre, poi, che l’arma sia esibita alla persona offesa, anche se non spianata o brandita contro di lui: in pratica, non occorre puntare una pistola alla tempia, essendo sufficiente solamente dimostrare di essere disposti ad utilizzare lo strumento. Al contrario, non potrebbe parlarsi di rapina a mano armata se l’arma, seppur portata indosso, non venisse utilizzata né mostrata. Ugualmente, non costituirebbe rapina a mano armata la mera simulazione di avere con sé un’arma (ad esempio, facendo apparire qualcosa di appuntito dalla tasca della giacca).

note

[1] Art. 628 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 4712 del 17.11.2017.

Autore immagine: Pixabay.com


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