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Autocertificazione malattia lavoratore dipendente

12 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 novembre 2018



Assenze brevi per malattia: per i primi tre giorni potrebbe non serve il certificato medico 

Autocertificare i primi tre giorni di assenza per malattia dal lavoro, questa è la proposta di legge presentata al senato per alleggerire il lavoro e la responsabilità dei medici generici e dell’Inps. La proposta prevede che, se ti sei ammalato, ma la malattia è lieve e passeggera (pensa ad un forte raffreddore, ad un problema gastrointestinale, ad una puntata di febbre alta, ad un episodio di emicrania), potrai comunicare telefonicamente al tuo medico i relativi sintomi e il medico dovrà solo comunicare, a propria volta, all’Inps e al datore di lavoro che sei ammalato, senza la necessità di visitarti. Se il disegno di legge verrà approvato, per i primi tre giorni di assenza dal lavoro per malattia non sarà quindi più necessario il certificato medico, ma sarà il lavoratore stesso a poter autogiustificare, sotto la propria responsabilità, il proprio stato di salute. Ovviamente l’autocertificazione della malattia del lavoratore dipendente dovrà riguardare un reale stato di malattia o malessere, altrimenti sarai penalmente responsabile.

L’attuale disciplina della malattia

Secondo le attuali norme in materia, per potersi legittimamente assentare dal lavoro per malattia, il dipendente deve innanzitutto dare comunicazione al datore di lavoro del proprio stato di salute.

Il lavoratore dovrà, poi, recarsi dal proprio medico curante che dovrà verificare e certificare clinicamente l’effettiva esistenza della malattia.

Questa certificazione deve attestare lo stato di salute del dipendente sulla base di sintomi clinicamente incontestabili: il documento, in pratica, deve indicare con precisione di quale patologia si tratta e per quanti giorni il lavoratore dovrà assentarsi.

Ci sono, però, disturbi – come lievi mal di pancia o mal di testa – la cui diagnosi non sempre può essere fondata sulla base di dati clinici precisamente documentati. Il medico, in questi casi, deve limitarsi – fidandosi del paziente – a prendere atto di quanto lamentato dal dipendente e a “certificare” quello che il paziente gli riferisce. Questo, però, espone il medico a notevoli responsabilità: in caso di violazioni, di false o erronee attestazioni, infatti, la legge prevede forti sanzioni sia per il lavoratore che per il medico, con multe sino a 1.600 euro e carcere da uno a cinque anni.

Di qui la proposta di una riforma finalizzata sia a sollevare il medico da eventuali responsabilità per erronee o false attestazioni, sia a consentire al dipendente di far valere, in piena autonomia, il proprio diritto ad assentarsi anche per lievi e non clinicamente accertabili patologie.

Il disegno di legge in materia di autocertificazione

Il disegno di legge introduce la possibilità, in presenza di una patologia invalidante ma passeggera, che sia il lavoratore stesso, sotto la propria esclusiva responsabilità, a comunicarla sia al datore di lavoro che al medico.

Il medico curante, quindi, farà semplicemente da tramite per la trasmissione telematica dell’autodichiarazione del dipendente sia all’Inps che al datore di lavoro, senza dover trasmettere alcun ulteriore certificato.

L’autocertificazione potrà giustificare solo i primi tre giorni di assenza per malattia del lavoratore, che trasmettendo una autodichiarazione si assume la responsabilità della propria attestazione.

Inoltre, potranno essere oggetto di autocertificazione solo patologie lievi, come ad esempio il raffreddore, la febbre, l’emicrania, problemi gastrointestinali ed ogni altro sintomo invalidante, ma passeggero.

Questa riforma è decisamente positiva per i medici di base, ma potrebbe essere un modo per alcuni lavoratori “furbetti” di giustificare l’assenza dal lavoro anche in assenza di effettive patologie.

Purtroppo, la proposta di legge avanzata nel 2017, ad oggi, ancora non è stata convertita in legge; non si comprende se sarà oggetto di modifiche, oppure se si stia cercando di trovare una soluzione per evitare che diventi uno strumento per guadagnare qualche giorno di riposo, in assenza di effettiva necessità.


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