Pace fiscale: chi ha già pagato non otterrà i soldi indietro

12 novembre 2018


Pace fiscale: chi ha già pagato non otterrà i soldi indietro

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 novembre 2018



Non c’è diritto al rimborso per le cartelle di pagamento onorate prima dell’entrata in vigore della sanatoria. Ecco chi beneficia del condono fiscale.

Non c’è modo di riottenere indietro i soldi versati per bollo auto, multe e tasse degli ultimi anni se si è pagato prima del 24 ottobre 2018. Lo prevede la cosiddetta “pace fiscale” che contempla, al suo interno, la sanatoria dei ruoli fino a mille euro iscritti tra il 2000 e il 2010.

«Le somme versate anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto restano definitivamente acquisite». Con queste laconiche parole, l’articolo 4 del decreto fiscale appena approvato dal Governo e approdato in Gazzetta lo scorso 23 ottobre [1], nega qualsiasi diritto al rimborso per le cartelle di pagamento già estinte.

In questo, la “pace fiscale” fa proprio quel ritornello del dopo-guerra «Chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto», che mirava alla riconciliazione sociale tra le opposte fazioni, la sinistra e la destra. Il che, tradotto secondo le parole del Governo Conte, significa che chi ha già pagato le cartelle non otterrà i soldi indietro.

Ma procediamo con ordine e vediamo meglio di cosa si tratta.

Come noto, tra gli aspetti più salienti della nuova pace fiscale, c’è anche la cancellazione di tutti i ruoli fino a mille euro, a prescindere dalla natura del debito. Così vengono sanati non solo i debiti per bollo auto, multe e spazzatura, ma anche quelli per tutte le altre imposte: quelle sulla casa, l’Irpef e le altre tasse dovute all’erario.

Lo spartiacque è il 24 ottobre 2018

Il condono è automatico: non richiede un’istanza e si applica ai debiti fino a mille euro. Si tiene in considerazione non l’importo complessivo della cartella ma il ruolo. Il che significa che se, nella cartella, vengono riportati debiti per ruoli diversi, tutta la cartella, anche se superiore a mille euro, non va pagata. Di tanto abbiamo parlato già in Sanate le cartelle superiori a mille euro.

Tuttavia, se è vero che chi non ha pagato fino al 24 ottobre ottiene, al 31 dicembre 2018, l’automatica cancellazione dei debiti, chi invece ha già adempiuto agli impegni fiscali non potrà ottenere la restituzione delle somme versate. Si tratta di una differenza di non poco conto: basta anche un solo giorno di “anticipo” per non rientrare nel bacino dei beneficiari della nuova sanatoria. A prevederlo è l’articolo 4 del nuovo decreto fiscale [1].

Va meglio invece a chi ha pagato dopo l’entrata in vigore del decreto fiscale. In tal caso le somme vengono imputate alle rate da corrispondersi per altri debiti, qualora il contribuente dovesse averne, ai fini della cosiddetta rottamazione ter. Infine in mancanza di debiti scaduti o in scadenza, i soldi verranno rimborsati. Ed anche qui il contribuente viene agevolato poiché la richiesta di restituzione degli importi viene effettuata direttamente dall’Agente della Riscossione che la inoltra all’amministrazione creditrici.

Pace fiscale: in cosa consiste?

Come noto, la nuova rottamazione consente di definire, versando solo i tributi al netto di sanzioni e interessi:

  • gli avvisi di accertamento e gli avvisi di rettifica e di liquidazione notificati al contribuente fino al 24 ottobre 2018 non impugnati ed ancora impugnabili alla stessa data e rientranti nell’ambito di applicazione dell’art. 15 d. lgs. n. 218/1997;
  • gli atti di recupero dei crediti indebitamente utilizzati – notificati al contribuente fino al 24 ottobre 2018, non definitivi e non impugnati – e gli inviti al contraddittorio – notificati fino al 24 ottobre 2018, che contengono maggiori imposte e per i quali, alla stessa data, non sia stato ancora sottoscritto e perfezionato un avviso di accertamento con adesione o notificato un avviso di accertamento;
  • gli accertamenti con adesione sottoscritti fino al 24 ottobre 2018 ma non ancora perfezionati, per i quali, alla stessa data non è ancora decorso il termine per il versamento e il perfezionamento dell’adesione.

Termini di versamento pace fiscale

I termini di versamento, stabiliti dal Decreto Fiscale e ribaditi dal nuovo Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, sono:

  • per gli avvisi di accertamento, di rettifica e di liquidazione e gli atti di recupero, il termine per il versamento in unica soluzione o della prima rata scade il 23 novembre 2018 oppure, se più ampio, entro il termine utile per la proposizione del ricorso;
  • per gli inviti al contraddittorio il termine per il versamento in unica soluzione o della prima rata scade il 23 novembre 2018;
  • gli accertamenti con adesione possono essere definiti versando i tributi ed i contributi dovuti entro il 13 novembre 2018.

note

[1] DL n. 119/2018.


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