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Pianta ficus: come curare

25 Dicembre 2018


Pianta ficus: come curare

> Cultura e società Pubblicato il 25 Dicembre 2018



Ficus: le specie più diffuse e i consigli pratici per la loro cura; le tecniche di coltivazione, rinvaso e potatura. 

Possiedi una pianta di ficus e non sai come prendertene cura? Le foglie iniziano a cadere o presentano delle macchie? In questo articolo cercheremo di chiarire i principali dubbi sui ficus e indicheremo dei semplici accorgimenti per riportare la pianta alla sua originaria bellezza. Per prima cosa, bisogna capire con quale delle quasi mille specie di ficus presenti in natura abbiamo a che fare. Tutte quante provengono da climi tropicali, e nel loro habitat alcune di esse possono raggiungere notevoli dimensioni; le cosiddette “piante da appartamento”, invece, presentano forme decisamente più ridotte. Le loro caratteristiche cambiano a seconda che si tratti di sempreverdi o di piante a foglie caduche: le prime mantengono intatto un certo numero di foglie durante tutte le stagioni, le seconde tendono a cambiare fisiologicamente il colore delle foglie per poi perderle in autunno. Entrambe le famiglie botaniche risultano commercialmente molto diffuse. Pianta ficus: come curare? Continua a leggere questo articolo per avere maggiori informazioni.

I principali accorgimenti da adottare

Trattandosi di piante di origine tropicale, i ficus prediligono climi caldi e umidi (con temperature fino ai 30°C) e richiedono ambienti molto luminosi, sebbene è sconsigliata l’esposizione diretta ai raggi solari.

Per questi motivi, è opportuno cambiare la collocazione delle piante durante l’arco delle stagioni: nel periodo invernale, il ficus dovrà trovare posto in casa. La presenza di diverse fonti di calore (camini, stufe, termosifoni…) potrebbe sottrarre l’umidità necessaria, pertanto è buona norma vaporizzare le foglie e dotare la pianta di un sottovaso contenente argilla espansa. Quest’ultima dovrà essere costantemente bagnata, in modo da fornire al ficus il giusto apporto di umidità, scongiurando contemporaneamente il rischio di pericolosi ristagni d’acqua (causa principale della marcescenza delle radici).

Nel periodo estivo, invece, basterà collocare il ficus all’esterno, in un luogo riparato dalla radiazione solare diretta, come una veranda o un pergolato, o anche all’ombra di una pianta più grande. È necessario proteggere il ficus sia dalle correnti d’aria che dalle fonti di calore.

Come preparare il terriccio giusto

La pianta di ficus ha bisogno di un terriccio molto soffice e poroso che si può facilmente ottenere unendo al classico terriccio universale (ricco di nutrienti) del terriccio di foglie (leggero e permeabile). L’aggiunta di sabbia o di perlite faciliterà la fuoriuscita dell’acqua in eccesso. Per lo stesso motivo, è bene prestare attenzione anche al vaso che dovrà avere uno o più fori di scolo. In commercio è presente una vasta gamma di vasi che propone forme, dimensioni e materiali diversi.

Per la forma si può lasciare libero sfogo al proprio gusto estetico. Le dimensioni del vaso del ficus devono essere tali da contenere comodamente tutte le sue radici. Infine, tra tutti i materiali proposti dal mercato (plastica, ceramica, legno, cemento…),quello più indicato è senza dubbio la terracotta, che garantisce un afflusso maggiore di aria al terreno e alle radici, favorendo una migliore traspirazione.

Quando e quanto innaffiare

Il tempo tra un’innaffiatura e l’altra è molto variabile: nelle stagioni calde sono necessarie innaffiature frequenti e abbondanti, mentre in quelle più fredde vengono richieste minori quantità di acqua.

Per evitare che la pianta di ficus subisca un vero e proprio shock termico, è fondamentale che l’acqua utilizzata sia a temperatura ambiente. Una semplice regola per verificare se il ficus abbia o meno bisogno di innaffiatura è osservare la superficie del terriccio: se questa risulta secca, la pianta deve essere innaffiata, se invece la superficie appare umida, si può attendere qualche altro giorno prima di procedere all’innaffiatura.

Un ulteriore accorgimento da adottare è quello di rimuovere l’acqua in eccesso, evitando che ristagni nel vaso. Così facendo, le radici si manterranno umide, ma non andranno incontro a fenomeni di marcescenza che potrebbero uccidere la pianta.

Non bisogna poi dimenticare di nebulizzare periodicamente le foglie del ficus, preferibilmente con acqua priva di calcare: questo elemento, infatti, potrebbe depositarsi sulle foglie creando antiestetiche macchie e minando la loro naturale lucentezza.

Concime o fertilizzante? Istruzioni per l’uso

Per garantire alla pianta il giusto apporto di nutrienti è necessario utilizzare sia il concime che il fertilizzante, avendo cura di essere costanti e di seguire la stagionalità anche per queste operazioni.

Procediamo con ordine e vediamo come concimare e fertilizzare una pianta di ficus. Il concime deve essere impiegato nella fase iniziale per nutrire il terreno e renderlo adatto alla coltivazione. Essendo composto da elementi organici (letame, foglie in decomposizione…) che riducono i propri effetti nel corso del tempo, bisogna ripeterne l’uso almeno una volta l’anno, così da rigenerare il terreno e mantenere inalterate le sue proprietà.

Il fertilizzante, invece, è un prodotto chimico artificiale con il quale si possono modificare le caratteristiche del terreno in base alle esigenze della pianta. Il più adatto alla crescita del ficus deve essere ricco di azoto, perché questo elemento favorisce lo sviluppo e il benessere delle foglie; optando poi per un fertilizzante in forma liquida, la somministrazione diventa ancora più semplice perché basterà diluirlo in un certo quantitativo di acqua e procedere con la normale innaffiatura.

Inoltre, le dosi da utilizzare sia per il fertilizzante che per l’acqua vengono sempre indicate sull’etichetta del prodotto.

Il rinvaso

Per capire se è arrivato il momento di rinvasare il ficus, basterà osservare le sue radici: quando fuoriescono dal foro (o dai fori) presenti in fondo al vaso significa che la pianta necessita di più spazio per espandersi.

Prima di effettuare il rinvaso bisogna rimuovere delicatamente il terriccio in eccesso presente sull’apparato radicale. Si dispongono circa 3 centimetri di ghiaia sul fondo del nuovo vaso, seguiti da un generoso strato di terriccio nel quale collocare la pianta, poi si coprono le radici con dell’altro terriccio, che deve essere leggermente pressato, e si completa l’operazione innaffiando.

I tempi del rinvaso non sono sempre uguali. In generale, più giovane è la pianta e più rapido sarà il suo sviluppo radicale. Ciò richiederà rinvasi più frequenti. Al contrario, se la pianta è adulta, l’accrescimento radicale risulterà più lento e potranno trascorrere anche diversi anni tra un rinvaso e l’altro.

Una buona abitudine da adottare una volta l’anno, a prescindere dall’età della pianta, è quella di togliere lo strato superficiale di terriccio e integrarne del nuovo. Così facendo, la parte più esposta del terreno di coltura manterrà inalterate le sue caratteristiche, con indubbi vantaggi per il ficus.

Potatura, cimatura e pulizia

Per favorire una crescita omogenea del ficus, è importante rimuovere periodicamente i rami secchi e accorciare quelli che fuoriescono dalla sagoma della pianta.

Lo scopo della potatura, infatti, deve essere quello di modellare lo sviluppo della chioma contenendone al contempo le dimensioni. Gli unici attrezzi richiesti sono delle cesoie (di dimensioni commisurate alla pianta da potare) e del mastice cicatrizzante per impedire la fuoriuscita del lattice dai rami più grandi.

Sebbene questa operazione possa essere effettuata durante tutto l’anno, senza particolari conseguenze per la pianta, il periodo più adatto alla potatura è senz’altro l’inizio della primavera. Se invece si desidera infittire la chioma del ficus, sarà necessario eliminare alcuni dei germogli più giovani della pianta. In quest’ultimo caso, si parlerà di cimatura.

La bellezza della chioma è affidata, oltre che alla forma, alla lucentezza. Un rimedio economico ed efficace per pulire e lucidare le foglie del ficus consiste nel tamponarle con un panno di cotone inumidito con acqua distillata e qualche goccia di alcol: la prima rimuoverà eventuali macchie presenti sulla pianta, mentre il secondo costituisce un valido alleato contro i parassiti.

Moltiplicazione della pianta

Il metodo più semplice per generare nuove piante di ficus è sicuramente la moltiplicazione per talea: essa prevede il prelievo di una porzione della pianta (generalmente un ramo), che verrà riposta in un vaso diverso da quello di origine per il tempo necessario allo sviluppo di nuove radici.

Il taglio deve essere effettuato al di sotto del cosiddetto “nodo”, ossia al di sotto di un qualsiasi punto del ramo da cui spuntano le foglie; è proprio in corrispondenza di questi punti, infatti, che nasceranno le nuove radici.

Il periodo ideale per la moltiplicazione della pianta di ficus è quello compreso tra l’inizio della primavera e la fine dell’estate. Gli accorgimenti da adottare sono leggermente diversi a seconda del mese scelto: tra marzo e giugno, infatti, il calore e l’umidità necessarie allo sviluppo delle radici devono essere aumentate disponendo la pianta in un contenitore trasparente (di plastica o di vetro), in modo da ricreare una piccola serra.

Tra luglio e settembre, invece, non ci sarà bisogno del contenitore per aumentare la temperatura, ma basterà vaporizzare spesso la talea per garantirle il corretto grado di umidità.

Curiosità

È proprio una varietà di ficus – la Benjamina Starlight – ad essersi aggiudicata il prestigoso “Award of garden merit” dalla Società di orticoltura reale di Londra.

Al di là dei riconoscimenti ottenuti, vale la pena ricordare i numerosi benefici della pianta di ficus. Essa, infatti, purifica l’aria da sostanze potenzialmente dannose per l’organismo (come quelle presenti nel fumo di sigaretta) e combatte i cattivi odori. Inoltre, costituisce un vero e proprio umidificatore naturale e le sue qualità estetiche la rendono un complemento d’arredo ideale sia per la casa che per l’ufficio.


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