Diritto e Fisco | Editoriale

Interrogatorio di garanzia: cos’è e come funziona

23 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Dicembre 2018



Cos’è l’interrogatorio di garanzia, quando è previsto dalla legge, chi deve effettuarlo ed entro quali termini.

Ti hanno applicato una misura cautelare (immaginiamo che sei stato arrestato in flagranza di reato oppure sei stato sottoposto, a seguito di fermo, agli arresti domiciliari) e ti hanno detto che sarai sottoposto ad interrogatorio di garanzia, per cui ti chiedi cos’è e come funziona? Iniziamo con il precisare che le misure cautelari sono dei provvedimenti provvisori ed immediatamente esecutivi adottati dall’autorità giudiziaria sia nel corso delle indagini preliminari, sia nella fase processuale. Le misure cautelari (personali) limitano la libertà personale del soggetto a cui vengono applicate, ovvero (quelle patrimoniali) limitano la disponibilità dei (propri) beni; entrambe le misure sono finalizzate ad evitare che il trascorrere del tempo possa provocare un pericolo per l’accertamento del reato, per l’esecuzione della sentenza, per l’aggravamento delle conseguenze del reato o, infine, per l’agevolazione di altri reati. Le misure cautelari si dividono in personali (coercitive e interdittive) e reali. Un tipico esempio di quelle personali coercitive è la custodia cautelare in carcere. Immaginiamo che stai commettendo un grosso furto in una banca, la sorveglianza chiama la polizia che ti arresta in flagranza oppure stai rapinando un imprenditore ma proprio in quel momento sta passando una volante della polizia che ti scopre e ti arresta; finisci in carcere, che succede? Nei modi e nei tempi previsti dalla legge sarai sottoposto (come atto iniziale) ad interrogatorio di garanzia. Vediamo allora insieme cos’è e come funziona l’interrogatorio di garanzia. Andiamo con ordine.

Cosa sono le misure cautelari personali?

Le misure cautelari personali sono misure di vario tipo e genere adottate dall’autorità giudiziaria, sia nel corso delle indagini preliminari sia nella fase processuale, con effetti limitativi della libertà personale (quelle reali limitano, invece, la disponibilità di beni) al fine di evitare che il tempo necessario alla conclusione del processo comprometta l’esplicazione della attività giudiziaria penale, pregiudicandone lo svolgimento e il risultato. Le misure cautelari personali si distinguono in misure cautelari coercitive e misure cautelari interdittive.

Esse sono disposte da un giudice soltanto quando si è in presenza di due requisiti indispensabili:

  • la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza [1];
  • le esigenze cautelari [2].

Per esigenze cautelari si intende il rischio di inquinamento delle prove, il rischio di fuga dell’imputato, il rischio di reiterazione del reato (cioè il concreto pericolo che il soggetto indagato commetta gravi delitti con uso di armi o di altri mezzi di violenza personale o diretti contro l’ordine costituzionale oppure delitti di criminalità organizzata, o ancora della stessa specie di quello per il quale si procede). Riguardo alla scelta della misura da applicare in concreto, il giudice deve tenere conto dell’idoneità di ciascuna in relazione alle diverse esigenze cautelari da soddisfare, osservando il principio di adeguatezza (secondo il quale la misura della custodia cautelare in carcere deve essere utilizzata solo come extrema ratio, cioè solo se le altre risultino inadeguate e motivando la ragione per la quale si ritengano inadeguate misure cautelari meno afflittive) e il principio di proporzionalità, secondo il quale la misura utilizzata deve essere proporzionata al fatto e alla sanzione che sia o che si ritiene possa essere irrogata [3].

Quali sono le misure cautelari personali coercitive?

Le misure cautelari personali coercitive sono le seguenti:

  • il divieto di espatrio [4] con il quale l’imputato non può uscire dal territorio nazionale senza l’autorizzazione del giudice;
  • l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria [5] con cui l’imputato deve presentarsi a un determinato ufficio di polizia giudiziaria in determinati giorni ed ore;
  • l’allontanamento dalla casa familiare [6] con cui l’imputato deve lasciare immediatamente la casa familiare, oppure non farvi rientro, e non può accedervi senza l’autorizzazione del giudice che procede;
  • il divieto o l’obbligo di dimora [7] con cui l’imputato non può dimorare in un determinato luogo e non può accedervi senza l’autorizzazione del giudice.

Quali sono le misure custodiali?

Le misure custodiali, invece, sono le seguenti.

  • Gli arresti domiciliari [8], con i quali il giudice prescrive all’imputato di non allontanarsi dalla propria abitazione o da altro luogo di privata dimora oppure da un luogo pubblico di cura o di assistenza.
  • La custodia cautelare in carcere [9], che costituisce la forma più intensa di privazione della libertà personale in tema di misure cautelari e può essere applicata solamente quando ogni altra misura risulti inadeguata. Con il provvedimento che dispone la custodia cautelare, il giudice ordina agli ufficiali e agli agenti di polizia giudiziaria di catturarti e di condurti immediatamente in un istituto di custodia per rimanervi a disposizione dell’autorità giudiziaria.
  • La custodia cautelare in luogo di cura [10], che si applica se la persona da sottoporre a custodia cautelare si trovi in stato di infermità di mente.

Ma che succede dopo che (come nei nostri esempi) vieni condotto in carcere?

Cos’è l’interrogatorio di garanzia?

Il primo atto che il giudice deve compiere quando deve decidere in ordine ad una misura cautelare coercitiva o restrittiva è l’interrogatorio di garanzia [11]. Quest’ultimo rappresenta il primo contatto con la persona sottoposta a misura cautelare ed il giudice a garanzia del più ampio diritto di difesa dell’indagato. L’interrogatorio di garanzia ha delle regole ben precise: deve essere compiuto nel termine massimo di cinque giorni dall’inizio della custodia in carcere e di dieci giorni dall’esecuzione del provvedimento o dalla sua notificazione, in caso di applicazione delle altre misure coercitive diverse dal carcere o di quelle interdittive; se il pubblico ministero ne fa istanza nella richiesta di custodia cautelare, l’interrogatorio deve avvenire entro il termine di 48 ore. Se il giudice non rispetta i termini la misura perde efficacia e questo significa che torni libero! Attraverso l’interrogatorio di garanzia il giudice deve valutare la permanenza delle condizioni di applicabilità della misura cautelare in atto: in caso contrario deve revocarla o sostituirla. Se vuoi, puoi decidere di non rispondere ed avvalerti di tale facoltà, oppure puoi esporre quanto ritieni utile per la tua difesa. All’interrogatorio devi essere affiancato dal tuo difensore che deve essere avvisato tempestivamente. Insomma, in caso di applicazione di misure cautelari, con l’interrogatorio di garanzia avrai il primo contatto con il giudice e potrai fornire la tua versione circa la verità dei fatti che ti sono addebitati.

note

[1] Art. 273 cod. proc. pen.

[2] Art. 274 cod. proc. pen.

[3] Art. 275 cod. proc. pen.

[4] Art. 281 cod. proc. pen.

[5] Art. 282 cod. proc. pen.

[6] Art. 282-bis cod. proc. pen.

[7] Art. 283 cod. proc. pen.

[8] Art. 284 cod. proc. pen.

[9] Art. 285 cod. proc. pen.

[10] Art. 286 cod. proc. pen.

[11] Art. 294 cod. proc. pen.


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