Diritto e Fisco | Editoriale

Truffe su acquisti online: ecco chi è il giudice competente

13 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Novembre 2018



Quale giudice è competente a decidere sulla colpevolezza (o meno) dell’autore di una truffa quando è realizzata attraverso acquisti online.

Hai acquistato una macchina fotografica, un cellulare, un computer o qualsiasi altro oggetto su un sito internet, hai pagato la somma richiesta tramite la ricarica di una carta postepay ma la merce non ti è mai stata consegnata? Sei vittima di una truffa contrattuale telematica. Ma cos’è la truffa su acquisti online e, in particolare, chi è il giudice competente? La truffa è un reato previsto e disciplinato dal nostro ordinamento  ed è punito (in caso di truffa semplice) con la reclusione da sei mesi a tre anni (più multa), in caso di truffa aggravata con la reclusione da uno a cinque anni di reclusione (oltre alla multa). La truffa si realizza quando una persona con l’inganno (tramite artifizi o raggiri) ti induce a compiere un’azione (di qualsiasi tipo) che comporti una diminuzione del tuo patrimonio con corrispondente profitto ingiusto del truffatore o di un altro soggetto a lui collegato. La truffa può essere semplice o aggravata e affinchè integri il reato non è necessario che sia realizzata secondo schemi particolari (in quanto può essere commessa in qualsiasi modo). Negli ultimi tempi, in cui la tecnologia ha preso il sopravvento, le truffe maggiormente realizzate sono quelle online; quante volte per velocizzare i tempi hai acquistato online regali di natale o accessori per la casa o per la macchina? Devi stare attento a dove e da chi acquisti, a prescindere dal sito perché le truffe online sono ormai sempre più diffuse. Analizziamo insieme l’istituto della truffa e vediamo in caso di truffe su acquisti online chi è il giudice competente. In parole semplici, se subisci una truffa online in quale tribunale sarà svolto il processo a carico del truffatore? Andiamo con ordine

Cos’è la truffa?

Come già detto, la truffa è un reato previsto e disciplinato dal nostro ordinamento che vuole punire chiunque:

  • con artifizi o raggiri;
  • inducendo taluno in errore;
  • procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno. [1]

L’elemento principale del delitto in esame è l’inganno con il quale una persona viene indotta a compiere un atto, di qualsiasi tipo, che comporta una diminuzione del proprio patrimonio con corrispondente profitto ingiusto dell’agente o di un altro soggetto (il truffatore). L’inganno si realizza tramite artifizi o raggiri (trasfigurazione e distrosione della realtà, simulazione di ciò che non esiste, menzogne) che inducono in errore il malcapitato che darà origine ad una disposizione patrimoniale a proprio danno. Proprio come nell’esempio che abbiamo fatto. Non sono previste modalità specifiche per la realizzazione del reato di truffa che può essere compiuto bussando alla porta (immaginiamo chi ti vende una collezione di libri che non ti consegnerà mai), per telefono oppure online. La truffa può essere semplice o aggravata; ci troviamo di fronte al secondo tipo quando:

  • il fatto è commesso a danno dello stato o di un altro ente pubblico o col preteso di far esonerare taluno dal servizio militare;
  • il fatto è commesso ingenerando nella vittima il timore di un pericolo immaginario o l’erroneo convincimento di dovere eseguire un ordine dell’Autorità;
  • il fatto è commesso profittando di circostanze di tempo, luogo o persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa [2].

Le pene previste per la truffa.

Chi commette il reato di truffa sarà soggetto ad un processo penale che culminerà (in caso di accertamento della responsabilità) con l’irrogazione di una sanzione (appunto) penale.

La sanzione è:

  • in caso di truffa semplice, della reclusione da un minimo di sei mesi ad un massimo di tre anni e multa da 51 a 1.032 euro;
  • in caso di truffa aggravata, della reclusione da uno a cinque anni e della multa da 309 a 1.549 euro.

La querela per truffa

Se sei vittima di una truffa online (come di qualsiasi altro tipo di truffa) devi denunciare (tramite querela, entro tre mesi dalla commissione o dalla conoscenza del reato) l’accaduto alla autorità giudiziaria. La truffa è, infatti, un reato procedibile a querela di parte, salvo che ricorra una delle circostanze aggravanti sopra elencate ovvero delle circostanze aggravanti previste dal codice penale. Dopo la denuncia- querela, gli inquirenti inizieranno le loro indagini e, al termine, sarà fissata un’udienza dinanzi al tribunale penale; ma chi è il giudice competente in caso di truffe online?

Il giudice competente per le truffe on line

Ritorniamo al nostro esempio: hai acquistato un prodotto online, l’hai pagato tramite postepay ma non lo hai mai ricevuto. Quereli il colpevole e attendi la fissazione dell’udienza dinanzi al giudice penale; sai che dovrai presentarti anche tu per rendere testimonianza e ti chiedi allora chi è il giudice competente. La Cassazione di recente [2] ha statuito che nelle truffe on line il luogo di consumazione del reato va individuato laddove la carta postepay viene ricaricata. Cerchiamo di capire. Immaginiamo che tu vivi a Napoli ed acquisti un oggetto da una persona che vive a Milano; per inviargli la somma procedi al versamento del denaro sulla carta (a Napoli, dove vivi) e tale somma sarà accreditata al venditore che ne otterrà la immediata disponibilità lì a Milano dove vive. In quale tribunale si terrà il processo, a Napoli o Milano; quale sarà il giudice competente? Secondo il nuovo principio il processo si svolgerà dinanzi ad un giudice del tribunale di Napoli.

note

[1] Art. 640 cod. pen.

[2] Art. 61, co. 5 cod. pen.

[3] Cass. Sent.n. 49988 del 17.10.2018


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