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Come abbassare la glicemia

15 Gennaio 2019 | Autore:


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Cos’è l’iperglicemia? Perché è importante abbassare la glicemia alta? In questo articolo troverai le risposte a queste e a tante altre domande.

Cos’è la glicemia? Come può variare l’indice glicemico negli alimenti? Secondo uno studio svolto dai ricercatori del Jean Mayer USDA Human Nutrition Research Center on Aging (USDA HRNCA) alla Tufts University di Medford (Massachusetts), pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, l’indice glicemico può variare del 20% nello stesso soggetto in base a diverse circostanze, come l’aver praticato attività fisica prima di un pasto o meno, e può cambiare del 25% tra diversi individui con riferimento agli stessi alimenti. In che modo ciò che si mangia influenza la glicemia? Non è sufficiente la conta dei carboidrati a tavola, in quanto in base al tipo di alimenti in cui essi sono presenti possono verificarsi effetti differenti sulla glicemia. Pertanto, si consiglia di evitare zuccheri, dolci, patate, pane bianco, bibite zuccherate, carboidrati semplici che presentano un alto indice glicemico e privilegiare carboidrati complessi come la pasta di semola di grano duro. C’è da aggiungere che anche la cottura delle pietanze può incidere sull’indice glicemico. In particolare, a parità di quantità a crudo, un piatto di pasta al dente ha un indice glicemico inferiore rispetto ad un piatto di pasta scotta. Perché l’automonitoraggio glicemico è importante nei casi di diabete tipo 1 e di tipo 2? Come abbassare la glicemia? Prosegui nella lettura del mio articolo. Cercherò di darti maggiori informazioni sull’argomento.

Cosa dice la legge?

Sono numerose le leggi sul diabete, ma tra le più importanti troviamo la legge sulle “Disposizioni per la prevenzione e la cura del diabete mellito” [1] che definisce il diabete come una patologia di alto interesse sociale e tra gli obiettivi da realizzare individua:

  • la prevenzione e la diagnosi precoce della malattia diabetica;
  • il miglioramento delle modalità di cura dei cittadini diabetici;
  • la prevenzione delle complicanze;
  • l’agevolazione dell’inserimento dei diabetici nelle attività scolastiche, sportive e lavorative;
  • l’agevolazione del reinserimento sociale dei cittadini colpiti da gravi complicanze post-diabetiche;
  • il miglioramento dell’educazione e della coscienza sociale generale per la profilassi della malattia diabetica;
  • la preparazione e l’aggiornamento professionale del personale sanitario addetto ai servizi.

Per saperne di più sul diabete, leggi l’articolo diabete: cos’è e come prevenirlo?.

Cos’è la glicemia?

La glicemia è la concentrazione di glucosio nel sangue. Il glucosio è fondamentale per il nostro organismo, in quanto corrisponde al nutriente essenziale per tutte le cellule che lo prelevano direttamente dal sangue. Qual è la principale fonte di glucosio? Gli alimenti. Tuttavia, esso può essere sintetizzato da protidi e lipidi presenti nell’organismo. Il nostro corpo ha un sistema di regolazione intrinseco che, grazie a specifici ormoni, consente di mantenere costante la glicemia nel corso della giornata.

Questi ormoni si distinguono in:

  • ipoglicemizzanti: abbassano la glicemia;
  • iperglicemizzanti: innalzano la glicemia.

Il principale ormone ipoglicemizzante è l’insulina, prodotta dal pancreas. Essa è fondamentale per il metabolismo degli zuccheri. Nei casi in cui l’insulina è prodotta in quantità non sufficiente o le cellule dell’organismo non rispondono alla sua presenza, i livelli di glucosio nel sangue saranno più alti del normale, dunque saremo in presenza di iperglicemia e si verificheranno le condizioni favorevoli per la comparsa del diabete.

Perché è importante l’automonitoraggio glicemico?

Nell’arco della giornata, per un diabetico è necessario mantenere la glicemia sottocontrollo ed eseguire l’automonitoraggio quotidiano dei livelli di glucosio nel sangue. Il monitoraggio glicemico a casa può essere effettuato attraverso il glucometro, strumento che si adatta alle esigenze del paziente e consente di ricevere informazioni necessarie per poter intervenire nel modo più appropriato possibile, riportando o mantenendo i livelli di glicemia in linea con i valori di riferimento.

Come si può abbassare la glicemia? Per saperne di più su, abbiamo intervistato la diabetologa Francesca Faggiano, coordinatrice della branca di diabetologia dell’Asp (Azienda sanitaria provinciale) di Cosenza.

Iperglicemia: cause e sintomi

Iperglicemia (livello di glicemia elevato): caratterizza un gruppo di disturbi metabolici rappresentati dal diabete mellito (DM). Esistono diversi tipi di DM causati dall’interazione di fattori genetici, ambientali e immunologici che possono contribuire all’insorgenza di iperglicemia attraverso diversi meccanismi:

  • riduzione della secrezione d’insulina;
  • riduzione dell’utilizzo del glucosio;
  • incremento della produzione di glucosio;
  • distruzione delle cellule beta pancreatiche.

Quando si ha la glicemia alta occorre bere molta acqua e rivolgersi al proprio medico curante e/o allo specialista diabetologo che ci ha preso in carico.

Come si può abbassare la glicemia?

La glicemia si può abbassare soltanto con l’insulina esogena nel DM tipo1 che insorge in giovane età ed è caratterizzato da mancanza assoluta d’insulina per distruzione delle cellule beta pancreatiche. Nel caso, invece, del più comune DM tipo 2 (90% dei casi di questa malattia) la glicemia alta si può abbassare facendo esercizio fisico, seguendo un regime alimentare corretto e, quando necessario, con i farmaci normoglicemizzanti.

Perché è importante abbassare la glicemia? Quali sono le conseguenze della glicemia alta?

È importante abbassare la glicemia, ma ancora di più ripristinare l’equilibrio glicemico circadiano, ossia evitare sbalzi glicemici nell’arco delle 24h. È stato infatti dimostrato dalla comunità scientifica nazionale ed internazionale che la variabilità glicemica (valori di glicemia alti e bassi) fa aumentare il rischio d’insorgenza delle complicanze micro e macrovascolari del DM.

E’ possibile abbassare la glicemia velocemente?

Non è mai corretto abbassare il livello glicemico repentinamente ed occorre sempre seguire il piano terapeutico prescritto dallo specialista diabetologo. Si parla di personalizzazione della terapia che deve essere sartoriale, cioè tagliata su misura per ogni paziente.

Quali sono i rimedi naturali per abbassare la glicemia?

Eventuali rimedi naturali non sono stati ancora sdoganati ufficialmente dalla ricerca scientifica. Si sa che l’iperglicemia “ossida” i nostri vasi sanguigni e nervi, per cui qualsiasi rimedio e/o cibo contenente sostanze antiossidanti (per es. la vitamina C) può avere un’azione benefica, ma mai terapeutica sul DM.

Come si può prevenire la glicemia alta?

La glicemia alta si può prevenire nelle persone non diabetiche, ma con familiarità per il DM o malattie epatiche croniche oppure sovrappeso e/o obese, modificando lo stile di vita, quindi camminando 30 minuti al giorno e seguendo un regime alimentare corretto.

Con quale frequenza occorre effettuare i controlli della glicemia?

Ogni anno, tutti devono fare le analisi del sangue. In particolare, per scoprire e diagnosticare precocemente la malattia diabetica, la popolazione a rischio deve fare ogni 5 anni un test: l’OGTT (Test Orale di Tolleranza al Glucosio ).

Come agisce l’attività fisica sulla glicemia?

L’esercizio fisico agisce abbassando la glicemia in modo immediato e duraturo (fino a 48 ore dopo l’attività fisica). Tuttavia, va programmato insieme allo specialista se si è già diabetici. Altrimenti basta camminare tutti i giorni e/o fare semplicemente le scale a piedi se si ha poco tempo. La sedentarietà è attualmente considerata il nuovo fumo.

Lo stress può influenzare i livelli di zucchero nel sangue?

Qualsiasi tipo di stress psicofisico può elevare il livello di glicemia, così come accade per la pressione arteriosa, perché vengono immessi in circolo gli ormoni surrenalici quali adrenalina, noradrenalina e cortisolo che appunto fanno alzare la glicemia.

Come combattere a tavola la glicemia alta?

È importante seguire una corretta alimentazione sia se si è già diabetici sia se si hanno fattori di rischio. È stato dimostrato dalle ricerche fatte dall’Health City Institute che il 100% delle malattie croniche non trasmissibili sono dovute ad una cattiva alimentazione e che una corretta alimentazione può quindi prevenire il 100% delle malattie croniche non trasmissibili. In generale, bisogna mangiare di meno e muoversi di più. Se si è già diabetici si devono preferire i carboidrati integrali, i legumi e le verdure, che vengono digerite più lentamente e non provocano quindi un picco di glicemia alta, ma un rialzo glicemico post-prandiale più graduale. Se si fa terapia insulinica è necessario imparare a fare la conta dei carboidrati per evitare di fare troppe unità d’insulina o troppo poche. Bisogna perciò scegliere preferibilmente gli alimenti con un più basso indice glicemico. L’indice glicemico indica la capacità e la velocità di un dato alimento di fare alzare il valore della glicemia. Più un alimento è digeribile (per es. il riso bianco con il quale non a caso si incomincia lo svezzamento dei neonati) più avrò un picco elevato ed immediato di glicemia post-prandiale. Sui siti della SID (Società Italiana Diabetologia) e dell’AMD (Associazione Medici Diabetologi) per esempio si possono trovare delle tabelle molto esaustive.

Altri consigli e informazioni utili

Evitare di navigare indiscriminatamente su internet per cercare notizie sul diabete o altro, perché spesso non sono veritiere, non essendo supportate da evidenze scientifiche. Il consiglio è di consultare sempre i siti delle società scientifiche più accreditate ed a questo proposito è appena stato pubblicato un elenco di queste proprio dal Ministero della Salute.


note

[1] L. n. 115 del 16.03.1987.


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5 Commenti

  1. Non conosco la persona che lo ha scritto,però penso che non conosca abbastanza il diabete perché lo ha descritto in maniera molto generica,mi spiego quale diabete si può controllare bene? Il tipo 1 o il tipo 2,cosa può mangiare la persona affetta dal tipo 1 e cosa non deve mangiare.
    Prima di iniziare a scrivere cercate di informarvi bene per evitare di dire delle cavolate.

    1. Buongiorno. Proprio per cercare di approfondire questo tema e fornire il parere specializzato di un medico, ho intervistato la diabetologa Faggiano che spiega: “La glicemia si può abbassare soltanto con l’insulina esogena nel DM tipo1 (diabete tipo 1) che insorge in giovane età ed è caratterizzato dalla mancanza assoluta d’insulina per distruzione delle cellule beta pancreatiche. Nel caso, invece, del più comune DM tipo 2 (90% dei casi di questa malattia) la glicemia alta si può abbassare facendo esercizio fisico, seguendo un regime alimentare corretto e, quando necessario, con i farmaci normoglicemizzanti.”

      Riguardo cosa può mangiare o meno il diabetico, consiglio la visione del video a fine intervista e la lettura di questo articolo “Diabete: quali cibi?” https://www.laleggepertutti.it/224510_diabete-quali-cibi.

  2. Trovo sempre molto utili e chiari i vostri articoli.
    La mia compagna è incinta ed è preoccupata perché ha sentito parlare del diabete durante la gestazione. Vorrei farvi qualche domanda. Quali possono essere le cause del diabete gestazionale e le eventuali conseguenze? E se ci dovessero essere conseguenze, queste sarebbero solo per la futura mamma oppure si estenderebbero anche al neonato? Vi ringrazio per l’attenzione e per il tempo che potrete dedicare alla risposta.

    1. Buonasera Mario! Il diabete mellito rappresenta una gravissima emergenza sociale a livello globale. In tutto il mondo, ne sono colpite oltre 285 milioni di persone. Nell’arco di un ventennio, il diabete ha raddoppiato la propria incidenza in Europa e riguarda sempre più giovani e bambini. Ogni anno, nel nostro Paese, persone con diabete subiscono un infarto o un ictus; vanno incontro a cecità o ad insufficienza renale cronica; devono essere sottoposte all’amputazione degli arti inferiori; nei casi più gravi muoiono. Ogni forma di diabete deriva dall’incapacità dell’organismo di produrre o utilizzare l’insulina. Puoi trovare tutte le informazioni sul diabete gestazionale nel mio articolo: Diabete: cos’è e come prevenirlo? https://www.laleggepertutti.it/236665_diabete-cose-e-come-prevenirlo
      Secondo la dr.ssa Faggiano: “Durante la gestazione, il livello di glucosio nel sangue aumenta in risposta agli ormoni della gravidanza e, in alcune donne, il pancreas può non soddisfare la domanda d’insulina supplementare necessaria per mantenere in equilibrio il livello di zucchero nel sangue. Spesso le donne che hanno sofferto di diabete gestazionale partoriscono bambini sovrappeso. Il glucosio in eccesso che circola nel sangue materno attraversa la placenta in direzione del feto, che risponde producendo una quantità maggiore d’insulina. La combinazione di un eccesso di glucosio da un lato (nella mamma) e di uno d’insulina (nel feto) può far crescere troppo il feto e, dopo la nascita, può esistere il rischio di ipoglicemia, ovvero di livello glicemico troppo basso. Anche se il diabete gestazionale si risolve in genere dopo il parto, per le donne che lo hanno avuto sussiste un rischio maggiore di sviluppare il diabete di tipo 2 rispetto al resto della popolazione. La gestione clinica del diabete gestazionale è basata su terapia medica nutrizionale personalizzata, programma di attività fisica e autocontrollo glicemico con misurazioni quotidiane, da incominciare immediatamente dopo la diagnosi.”

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