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Calcolo arretrati assegni familiari

25 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Marzo 2019



Come si calcolano gli assegni familiari arretrati chiesti negli anni successivi al periodo di spettanza: nucleo familiare, tabelle, come risalire agli importi.

Ti sei accorto, dopo anni, che avresti avuto diritto agli assegni al nucleo familiare (Anf) a carico dell’Inps, ma tu non li hai richiesti al datore di lavoro? Forse non tutto è perduto: devi infatti sapere che è possibile chiedere gli assegni familiari arretrati, ma entro 5 anni, prima che si verifichi la prescrizione.

Gli assegni, con la nuova procedura in vigore dal 1° aprile 2019, vanno richiesti online presso il sito dell’Inps (seguendo la stessa procedura valida per gli assegni familiari ordinari), poi sono liquidati dal datore di lavoro, sulla base delle comunicazioni dell’istituto.

In nessun caso puoi richiedere gli assegni arretrati, relativi a periodi lavorati in un’altra impresa, al nuovo datore di lavoro.

Gli Anf arretrati si prescrivono in 5 anni: a questo proposito, ricorda che il periodo di spettanza degli assegni familiari parte il 1° luglio di ogni anno per terminare il 30 giugno.

Ma come funziona il calcolo degli assegni familiari arretrati?

L’ammontare spettante dipende dal reddito dell’intero nucleo familiare e dalla composizione del nucleo stesso: ogni anno sono previsti importi diversi collegati a una determinata composizione del nucleo familiare, al numero dei componenti e alla fascia di reddito diverse del nucleo.

Devi comunque essere sicuro che questi emolumenti ti spettino, verificando i requisiti per gli assegni al nucleo familiare. Tieni presente che, con la nuova procedura, è l’Inps a dover fare i conteggi, che poi comunica al datore di lavoro. Il datore stabilisce quanto spetta nel concreto, in base all’orario ed alle giornate di assenza.

Puoi chiedere gli assegni familiari arretrati direttamente all’Inps:

  • qualora nonostante la richiesta presentata al datore di lavoro quest’ultimo non possa erogare gli assegni familiari per motivata impossibilità;
  • qualora tu richieda gli arretrati di quegli assegni familiari maturati sulla disoccupazione, sulla pensione o sulle integrazioni salariali.

Ma procediamo per ordine.

Come si calcola il reddito del nucleo familiare?

Il diritto agli assegni familiari dipende dal reddito complessivo del nucleo familiare, che non deve superare i limiti annui indicati dalla legge e che deve essere composto per almeno il 70% da redditi derivanti da lavoro dipendente o assimilati. I limiti di reddito familiare hanno valore dal 1° luglio di ogni anno al 30 giugno dell’anno successivo: sono stabiliti dalla legge e rivalutati ogni anno.

I redditi del nucleo familiare che rilevano ai fini Anf, nel dettaglio, sono:

  • quelli assoggettabili all’Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche), al lordo delle detrazioni d’imposta, degli oneri deducibili e delle ritenute erariali;
  • i redditi esenti da imposta;
  • i redditi soggetti alla ritenuta alla fonte a titolo di imposta o imposta sostitutiva (se superiori complessivamente a 1.032,91 euro).

Devono essere considerati i redditi prodotti nell’anno precedente il periodo di validità: ad esempio, per gli assegni il cui periodo di validità parte dal 1° luglio 2018, si considerano i redditi del 2017. Per gli arretrati il cui periodo di validità parte dal 1° luglio 2017, si considerano i redditi del 2016, per quelli il cui periodo di validità parte dal 1° luglio 2016, si considerano i redditi del 2015 e così via.

Il reddito del nucleo ha valore fino al 30 giugno dell’anno successivo: in parole semplici, per gli Anf corrisposti dal 1° luglio 2018 al 30 giugno 2019 si considerano i redditi del nucleo familiare prodotti nel 2017.

Non devono essere dichiarati tra i redditi:

  • i trattamenti di fine rapporto comunque denominati e le anticipazioni sui trattamenti di fine rapporto;
  • i trattamenti di famiglia, comunque denominati, dovuti per legge;
  • le rendite vitalizie erogate dall’Inail, le pensioni di guerra e le pensioni tabellari ai militari di leva vittime di infortunio;
  • le indennità di accompagnamento agli invalidi civili, ai ciechi civili assoluti, ai minori invalidi che non possono camminare e ai pensionati di inabilità;
  • le indennità di comunicazione per sordi e le indennità speciali per i ciechi parziali;
  • gli indennizzi per danni irreversibili da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati;
  • gli arretrati di cassa integrazione riferiti ad anni precedenti quello di erogazione;
  • l’indennità di trasferta per la parte non assoggettabile a imposizione fiscale;
  • gli assegni di mantenimento percepiti dal coniuge legalmente separato a carico del/della richiedente e destinati al mantenimento dei figli.

Perché si abbia diritto agli assegni familiari, ad ogni modo, il reddito complessivo del nucleo familiare deve essere composto, per almeno il 70%, da reddito derivante da lavoro dipendente e assimilato.

Quali sono le tabelle di riferimento per gli assegni familiari?

Hanno diritto agli Anf solo i dipendenti che appartengono a nuclei familiari con una composizione specifica, indicata nelle seguenti tabelle:

  • Tabella 11: riguarda i nuclei con entrambi i genitori e almeno un figlio minore (non sono presenti componenti inabili)
  • Tabella 12: riguarda i nuclei con un solo genitore e almeno un figlio minore (non sono presenti componenti inabili)
  • Tabella 13: riguarda i nuclei con solo minori non inabili;
  • Tabella 14: riguarda i nuclei con entrambi i genitori, senza figli minori e almeno un figlio maggiorenne inabile, oppure con almeno un figlio minore e almeno un componente inabile;
  • Tabella 15: riguarda i nuclei con un solo genitore e almeno un figlio minore (e almeno un componente inabile), oppure senza figli minori e almeno un figlio maggiorenne inabile;
  • Tabella 16: riguarda i nuclei orfanili con almeno un minore e almeno un inabile;
  • Tabella 19: riguarda i nuclei orfanili con solo maggiorenni inabili;
  • Tabella 20 A: riguarda i nuclei con entrambi i coniugi e senza figli ed almeno un fratello, sorella o nipote inabile;
  • Tabella 20 B: riguarda i nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli (e almeno un fratello, sorella o nipote inabile);
  • Tabella 21 A: riguarda i nuclei senza figli, con i soli coniugi o con entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote senza componenti inabili;
  • Tabella 21 B: riguarda i nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli e con almeno un fratello, sorella o nipote, senza componenti inabili;
  • Tabella 21 C: riguarda i nuclei senza figli, con i soli coniugi o con entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote (almeno un coniuge inabile e nessun altro componente inabile);
  • Tabella 21 D: riguarda i nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli e con almeno un fratello, sorella o nipote, nei quali solo il richiedente è inabile.

Come si calcolano gli assegni familiari?

L’assegno familiare mensile spettante varia a seconda della tabella, del numero dei componenti del nucleo e del reddito del nucleo.

Nello specifico, per stabilire l’importo Anf spettante, si devono prendere in considerazione le tabelle pubblicate annualmente dall’Inps, che hanno validità dal 1° luglio di un determinato anno al 30 giugno dell’anno successivo: individuata la tabella di riferimento (come abbiamo osservato, dalla 11 alla 21D), è necessario individuare la fascia in cui si colloca il reddito del nucleo familiare, nella colonna che corrisponde al numero dei componenti della famiglia, e verificare qual è l’assegno corrispondente indicato dall’Inps.

Quest’operazione è effettuata automaticamente dai datori di lavoro, attraverso i principali software paghe.

Esempio di calcolo assegni familiari

Di seguito, osserviamo come varia l’importo mensile degli assegni familiari, a seconda delle tabelle, del numero dei componenti del nucleo e del reddito.

Prendiamo, ad esempio, la Tabella 11, dedicata ai nuclei con entrambi i genitori e almeno un figlio minore, senza componenti inabili.

Per i redditi annui del nucleo fino a 14.541,49 euro, nell’anno 2018 l’importo dell’Anf è pari a:

  • 137,50 euro mensili, per 3 componenti;
  • 258,33 euro mensili, per 4 componenti;
  • 375 euro mensili, per 5 componenti;
  • 500 euro mensili, per 6 componenti;
  • 725 euro mensili, per 7 componenti;
  • 773,75 euro mensili, per 8 componenti;
  • 922,5 euro mensili, per 9 componenti;
  • 1.071,25 euro mensili, per 10 componenti;
  • 1.220 euro mensili, per 11 componenti;
  • 1.368,75 euro mensili, per 12 componenti.

Invece, per i redditi da (prendiamo una fascia di reddito a caso) 39.436,77 euro a 39.553,10, l’importo dell’assegno mensile ammonta a:

  • 44,21 euro mensili, per 3 componenti;
  • 75,83 euro mensili, per 4 componenti;
  • 168,96 euro mensili, per 5 componenti;
  • 352,21 euro mensili, per 6 componenti;
  • 451,17 euro mensili, per 7 componenti;
  • 574,19 euro mensili, per 8 componenti;
  • 696,91 euro mensili, per 9 componenti;
  • 819,63 euro mensili, per 10 componenti;
  • 942,35 euro mensili, per 11 componenti;
  • 1.065,01 euro mensili, per 12 componenti.

Gli importi completi, suddivisi per tabella, sono allegati a una circolare Inps pubblicata ogni anno [1].

Per gli assegni familiari arretrati bisogna dunque prendere come riferimento al tabella riferita a quel determinato anno di validità.

Come si richiedono gli assegni familiari?

Gli assegni familiari, per essere riconosciuti, devono essere richiesti esplicitamente dal lavoratore all’Inps, compilando online un apposito modulo di domanda, il modello Anf Dip. Per sapere come compilarlo: Come si compila la domanda di assegni familiari?

Gli assegni devono essere richiesti ogni anno, secondo il loro periodo di validità: ogni periodo parte dal primo luglio, per terminare il 30 giugno dell’anno successivo. Di conseguenza, è necessario che il lavoratore consegni la domanda Anf al proprio datore di lavoro entro il 30 giugno di ciascun anno.

Le domande già presentate al datore di lavoro fino alla data del 31 marzo 2019 con il modello cartaceo “Anf Dip”, per il periodo compreso tra il 1° luglio 2018 ed il 30 giugno 2019 o a valere sugli anni precedenti, non devono essere reiterate, ma saranno gestite dai datori di lavoro sino al 30 giugno 2019.

Le domande presentate in via telematica all’Inps, a decorrere dal 1° aprile 2019, sono istruite dall’istituto per la definizione del diritto e della misura della prestazione familiare richiesta.

Il datore di lavoro deve poi individuare gli importi giornalieri e mensili teoricamente spettanti in riferimento alla tipologia del nucleo familiare e del reddito conseguito negli anni precedenti.

Nel caso in cui il lavoratore si trovi in situazioni particolari (nucleo con coniugi separati o divorziati, genitori conviventi non coniugati, etc.), per inserire determinati familiari nel nucleo è necessaria un’autorizzazione preventiva dell’Inps, Anf 43, che deve essere richiesta presentando il modello di domanda Anf 42.

Per approfondire: assegni al nucleo familiare, cosa sapere

Come si richiedono gli assegni familiari arretrati?

Se il lavoratore ha diritto agli assegni al nucleo familiare arretrati, deve seguire la stessa procedura e completare la stessa procedura online Anf Dip: deve indicare, però, i redditi riferiti all’anno precedente rispetto a quello del periodo di spettanza (ad esempio, se spettano gli arretrati per il periodo da luglio 2017 a giugno 2018, si devono indicare i redditi dell’anno 2016).

La richiesta va dunque inviata all’Inps, ma il datore di lavoro a cui vanno richiesti gli assegni è quello presso il quale si è prestato servizio nel periodo di spettanza degli assegni stessi, anche se l’attività è cessata: solo in caso di accertata impossibilità, per la ditta, di anticipare gli assegni, gli stessi dovranno essere richiesti direttamente all’Inps (seguendo la stessa procedura illustrata nel precedente paragrafo), oppure se si richiedono gli arretrati degli assegni familiari sulla disoccupazione, sulla pensione o sulle integrazioni salariali.

In nessun caso è possibile richiedere gli assegni arretrati, relativi a periodi lavorati in un’altra impresa, al nuovo datore di lavoro. Gli Anf arretrati si prescrivono in 5 anni.


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