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Assegno divorzile: come e quando si può ottenerne la revisione?

22 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Dicembre 2018



Dopo 4 anni di matrimonio mi sono separato nel 2001. Il divorzio consensuale è avvenuto 10 anni fa. Sono malato, invalido al 75% (tra pochi giorni farò la visita per l’aggravamento), non ho reddito se non 284 euro mensili di pensione d’invalidità e sono disabile al lavoro dal 74 al 99%. Ho diritto a chiedere alla mia ex moglie un aiuto economico dato che lei lavora? 

Il fatto che tra il lettore e la sua ex moglie sia intervenuto un divorzio consensuale con (può immaginarsi) rinuncia reciproca a ottenere un assegno divorzile e, quindi, di mantenimento non preclude al lettore la possibilità, in caso di intervenuta situazione di necessità, di ottenere un riconoscimento successivo da parte del Giudice. 

Infatti, la legge divorzile stabilisce che qualora sopravvengano giustificati motivi dopo la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale, in camera di consiglio può, su istanza di parte, disporre la revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli e di quelle relative alla misura e alle modalità dei contributi da corrispondere al coniuge indigente. 

Questa legge, nel consentire in ogni tempo la revisione delle condizioni di divorzio, rende evidente che in tale ambito le condizioni di divorzio siano sempre modificabili in caso di successive variazioni di fatto. 

Per cui, l’eventuale rinuncia unilaterale a mettere in discussione l’assegno divorzile è preclusa dalla nullità per illiceità della causa di un tale tipo di abdicazione, interferente sul diritto indisponibile all’assegno di divorzio, di carattere assistenziale, ed inerente a materia nella quale le decisioni del Giudice, collegate anche ad interessi di ordine generale, sono svincolate dal potere dispositivo dei contendenti (Cassazione civile, sez. I, 04/11/2010, n. 22505). 

L’assegno divorzile, anche se oggetto di rinuncia, può dunque essere revisionato se sopraggiunge uno stato di bisogno. 

Bisogna sottolineare, comunque, che la recente giurisprudenza si sta mostrando sempre meno propensa al riconoscimento dell’assegno di divorzile al coniuge economicamente più debole e, quindi, non sarà scontato ottenere quanto preteso. 

Di certo, tentar non nuoce. 

La prima strada da intraprendere è quella stragiudiziale, con lettera intestata da un legale con il quale chiedere il riconoscimento di un assegno di mantenimento, alla luce della situazione economica e fisica aggravata del lettore. 

In mancanza di riscontro (o di riscontro negativo) sarà, tuttavia, necessaria un’azione giudiziale per ottenere (si spera) quanto richiesto. 

Ovviamente, quanto appena riferito vale in astratto, in quanto occorrerebbe analizzare i documenti processuali (separazione e divorzio) per verificare la situazione in concreto e, quindi, dare una risposta più precisa. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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