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Locazione e contratto transitorio per studenti universitari

22 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Dicembre 2018



Sono in procinto di affittare un appartamento per uso transitorio ad un laureato specializzando vincitore di borsa di studio non residente nella città in cui è ubicato l’appartamento, peraltro arredato. Posso stipulare un contratto di natura transitoria a canone libero analogamente a quanto avviene per i classici contratti 4+ 4? Oppure il contratto transitorio mi obbliga necessariamente al contratto a canone concordato in cui il canone è stabilito in base agli accordi territoriali vigenti nel comune in cui vivo? Nel contratto di affitto libero classico 4 + 4 è possibile inserire una clausola che prevede la risoluzione anticipata del contratto o recesso? 

Il contratto transitorio per studenti universitari è una particolare tipologia di contratto di locazione, espressamente prevista e regolamentata dalla legge per soddisfare le esigenze abitative dei conduttori iscritti ad un corso di laurea o di formazione post laurea (master, dottorati, specializzazioni o perfezionamenti) in un Comune diverso da quello di residenza. 

Il canone di locazione nei contratti di locazione abitativa degli studenti universitari segue regole diverse da quelle previste per i contratti 4+4 e 3+2. Per legge, il canone è definito da appositi accordi locali sulla base dei valori per aree omogenee ed eventuali zone stabiliti negli accordi territoriali di riferimento. Si consiglia pertanto al lettore di verificare cosa prevede l’accordo locale, il quale può individuare misure di aumento o diminuzione dei valori dei canoni in relazione alla durata contrattuale. Di conseguenza egli potrà prevedere un canone mensile rientrante nei limiti fissati negli accordi di cui sopra. 

Il contratto transitorio per studenti universitari deve essere stipulato necessariamente seguendo il modello ministeriale aggiornato (che può trovare all’allegato C del D.M. 16 gennaio 2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.62 del 15.03.2017). 

Tale modello, con riguardo al canone, prevede la seguente clausola: “Il canone annuo di locazione, secondo quanto stabilito dall’Accordo territoriale definito tra ………………………………………………… e depositato il …………. presso il Comune di ………………………………………., ovvero dell’accordo integrativo sottoscritto tra …… in data ……., è convenuto in euro ………………….. , che il conduttore si obbliga a corrispondere nel domicilio del locatore ovvero a mezzo di bonifico bancario, ovvero………………………….., in n. ……… rate eguali anticipate di euro ……………… ciascuna, alle seguenti date: …………………………………………………”. 

È inoltre prevista la clausola disciplinante il diritto di recesso del conduttore, la quale deve essere così riportata nel contratto: “Il conduttore ha facoltà di recedere dal contratto per gravi motivi, previo avviso da recapitarsi mediante lettera raccomandata almeno tre mesi prima. Tale facoltà è consentita anche ad uno o più dei conduttori firmatari ed in tal caso, dal mese dell’intervenuto recesso, la locazione prosegue nei confronti degli altri, ferma restando la solidarietà del conduttore recedente per i pregressi periodi di conduzione. Le modalità di subentro sono così concordate tra le parti: …………………………………..”. 

Al fine di tutelare l’esigenza abitativa transitoria dello studente universitario, non è invece previsto il diritto di recesso del locatore. Non è quindi possibile inserire una clausola che disciplini il diritto di recesso o la risoluzione anticipata da parte di quest’ultimo. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv.  Maria Monteleone


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