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Separazione: bonus prima casa e cessione della casa all’ex coniuge

22 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Dicembre 2018



Nel 2015 ho acquistato un immobile in comproprietà con l’ex coniuge al prezzo di 275.600 euro, inclusa agevolazione fiscale “bonus prima casa” con IVA applicata al 4%. A seguito di separazione consensuale nel dicembre 2017 (divenuto poi divorzio consensuale nel luglio 2018) a marzo 2018 ho venduto il 50% della proprietà all’ex coniuge per un valore di 137.800,00 euro in accordo tra le parti e senza ratifica dal tribunale, poiché l’iter di separazione è avvenuto tramite processo breve in Comune (senza avvocati e giudice). Avendo io venduto la mia parte dell’immobile all’ex coniuge in un contesto di separazione consensuale, perdo il beneficio fiscale “bonus prima casa”? Sono costretto a pagare all’Agenzia delle Entrate la differenza di imposta e le sanzioni, salvo fare un rogito per l’acquisto di un nuovo immobile entro marzo 2019?

La legge prevede, tra le cause di decadenza delle agevolazioni prima casa (con conseguente liquidazione delle maggiori imposte non versate e delle relative sanzioni), la cessione dell’immobile prima che siano decorsi 5 anni dal rogito e sempre che, entro un anno dalla cessione il contribuente non abbia acquistato, anche a titolo gratuito, un nuovo immobile da destinare a prima casa. 

L’ipotesi peculiare descritta dal lettore, riguardante il caso della cessione infra quinquennale dell’immobile all’ex coniuge, nell’ambito della regolamentazione delle condizioni di separazione coniugale, è stata specificamente trattata dalla giurisprudenza, assumendo un orientamento che può dirsi ormai consolidato. 

Secondo la Cassazione (da ultimo sent. n. 22023/2017) la cessione dell’immobile all’ex coniuge nell’ambito della separazione consensuale non comporta la decadenza delle agevolazioni prima casa, neppure qualora la cessione sia avvenuta prima del decorso del termine di cinque anni. Non è neppure richiesto al contribuente cedente di acquistare una nuova prima casa entro un anno. 

Nella citata sentenza si legge infatti: “in un quadro normativo e giurisprudenziale volto alla sempre più marcata valorizzazione dell’autonomia privata nell’ambito della disciplina dei rapporti familiari… l’attribuzione al coniuge della proprietà della casa coniugale in adempimento di una condizione inserita nell’atto di separazione consensuale non costituisce una forma di alienazione dell’immobile rilevante ai fini della decadenza dai benefici cosiddetta “prima casa”, bensì una modalità di utilivazione dello stesso per la migliore sistemazione dei rapporti fra i coniugi in vista della cessazione della loro convivenza“. 

Inoltre, la stessa Agenzia delle Entrate ha affermato, con propria circolare, il mantenimento dell’agevolazione prima casa in caso di cessione della casa coniugale nell’ambito dell’accordo di separazione consensuale, precisando che “il coniuge cedente, sia nel caso in cui trasferisca la propria quota dell’immobile all’altro coniuge sia nel caso in esame in cui ceda a terzi l’immobile e riversi il ricavato della vendita all’altro coniuge, si priva del bene posseduto a favore dell’altro e, pertanto, non appare coerente un diverso trattamento fiscale delle due operazioni. Tale soggetto non è, quindi, tenuto ad acquistare un nuovo immobile per evitare la decadenza” (Circolare n. 27/E del 2012). 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone 



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