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Testamento olografo, pubblicazione e testamenti successivi

22 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Dicembre 2018



Sono venuto in possesso di testamento olografo dove risulto erede universale. Il testatore, deceduto era vedovo e senza figli e genitori. Ho pubblicato subito il testamento con l’ausilio di un notaio accettando l’eredità. Non sono certo se vi possano essere testamenti successivi. Come posso avvalermi del secondo comma dell’articolo 620 del codice civile per fissare i termini alla presentazione di altri eventuali testamenti successivi? Questo allo scopo di procedere con la successione e darmi la possibilità di usufruire del patrimonio ereditato senza possibili ulteriori problemi.

Una volta avvenuta la pubblicazione del testamento olografo, con il compimento di tutti gli adempimenti notarili, quest’ultimo ha piena esecuzione ed il lettore può legittimamente godere dei beni di cui è divenuto proprietario iure hereditatis. Ne consegue che chiunque sia in possesso di un testamento avente data posteriore e che comunque preveda una diversa volontà del de cuius, prima di poterne chiedere la pubblicazione, dovrebbe contestare la validità del testamento in possesso del lettore già pubblicato. 

La ratio del ricorso ai sensi del secondo comma dell’art 620 c.c., da presentare dinanzi al Tribunale del luogo di apertura della successione (morte del de cuius), è quella di consentire la pubblicazione ed esecuzione del testamento di cui non è in possesso ma che sa essere in possesso di terze persone. 

Ciò in quanto, la pubblicazione del testamento olografo, dopo la morte del de cuius, è obbligatoria per chiunque ne sia venuto in possesso. 

Un esempio renderà più chiaro il senso della disposizione citata: supponiamo che Tizio crede di essere stato nominato da Caio erede testamentario ma non ha il testamento. Egli sa però che il testamento può trovarsi nelle mani di Sempronio, il quale non procede con la pubblicazione. Tizio può rivolgersi al Tribunale affinché fissi un termine entro il quale Sempronio deve dichiarare se è o meno in possesso di un testamento olografo di Caio, in modo da procedere con la pubblicazione (atto necessario per l’esecuzione coattiva delle disposizioni testamentarie). 

Nel caso specifico, visto che il testamento era già in possesso del lettore e questi, in adempimento all’obbligo di legge, ne ha chiesto la pubblicazione, non vi è alcun motivo per rivolgersi al Tribunale ai sensi dell’art. 620 c.c. Peraltro, si precisa quanto segue: 

a) per poter presentare ricorso, il lettore dovrebbe necessariamente individuare le persone che potrebbero essere in possesso del testamento (alle quali il ricorso verrà notificato); 

b) chiamare “in causa” altri possibili eredi testamentari andrebbe contro gli interessi del lettore. Difatti, grazie alla pubblicazione del testamento, quest’ultimo può godere pacificamente dei beni ereditati di cui è venuto legittimamente proprietario. A prescindere dall’esistenza di testamenti successivi, se questi non “vengono fuori”, si presume che la volontà del de cuius stia facendo il suo corso grazie alla pubblicazione dell’unico testamento olografo rinvenuto. 

Eventuali contestazioni da parte di terzi, dovrebbero trovare sede in una causa azionata da questi ultimi, sui quali ricade l’onere di dimostrare che il testamento in possesso del lettore è stato superato da testamenti successivi ed è incompatibile con quelli in loro possesso. 

lArticolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone 


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