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Vicini di casa, diritto di passaggio e autorizzazione ai lavori

22 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Dicembre 2018



Sono proprietaria di una casa al piano terra di una villetta a schiera che ha come pertinenza un garage al piano interrato. La casa sita al 1^ piano della medesima villetta (con accesso tramite scala esterna) ha come pertinenza il giardino circostante. Al momento della vendita è stato incluso il diritto di accesso tramite cancello principale, pertanto accedo a casa da un’entrata secondaria laterale solo pedonale. Il proprietario del 1^ piano ha da poco costruito senza dar avviso una scala alternativa, dal 1^ piano appunto al giardino, davanti la mia portafinestra e vuole costruire una recinzione che delimiti le proprietà. Secondo quale norma dovrebbe prima ricevere il mio consenso per dar inizio ai lavori, senza il quale non può procedere? Preciso di non voler contribuire in alcun modo in quanto a mio parere tali lavori rovinano la proprietà. È  davvero vendibile il diritto di accesso privandomi della servitù di passaggio dell’ingresso principale? Temo abusivismo e lesione dei miei diritti.

Il vicino del lettore non può – di propria iniziativa – eseguire opere che danneggino il diritto di passaggio del lettore sull’ingresso principale.

La norma di riferimento è l’art.1067 del codice civile il quale stabilisce che il proprietario del fondo servente (cioè il vicino del lettore) non può compiere alcuna cosa che tenda a diminuire l’esercizio della servitù o a renderlo più incomodo.

È per tale motivo che il proprietario del I piano dovrebbe per legge chiedere l’autorizzazione al lettore ad eseguire tali lavori; infatti, spetterà solo al lettore, quale titolare di un diritto reale (la servitù di passaggio), decidere se rinunciare o meno al suo diritto.

Pertanto, nel momento che il diritto del lettore è riconosciuto nell’atto di compravendita, nulla gli potrà violare quel passaggio, senza il suo consenso.

Come nessuno lo potrà costringere ad esborsare delle somme per dei lavori che non sono necessari, bensì frutto dell’arbitrarietà del suo vicino.

Anche con riguardo alla costruzione della scala e alla distanza con la portafinestra del lettore si denota una violazione di legge in termini di luci e vedute.

Difatti, la costruzione di tale struttura, se producente un danno al lettore e al suo diritto di affaccio (o d’uscita), non può essere avallata da nessun tecnico al mondo.

E, quindi, una sua realizzazione non potrebbe che provocare un abuso edilizio e/o una responsabilità dell’ente comunale e del direttore dei lavori.

Ovviamente, quanto riferito è da confermarsi con l’analisi della documentazione fotografica.

Ad ogni modo, nel caso in cui la situazione prospettata dovesse essere confermata, quello che si consiglia al lettore  è di agire stragiudizialmente con una lettera di un legale, intimando l’interruzione e/o la demolizione di qualsiasi opera non autorizzata.

Nel caso in cui l’intimazione non dovesse sortire alcun effetto, non resterebbe che l’azione giudiziaria e, in particolare, la domanda di riduzione in pristino per aggravamento di servitù esistente, con la quale si prospetta al Giudice un’alterazione dei luoghi compiuta dal titolare di una servitù prediale.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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