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Codice del consumo: chi è il consumatore?

24 Dicembre 2018 | Autore:
Codice del consumo: chi è il consumatore?

Come viene individuato dalla legge il consumatore al quale applicare tutele specifiche

L’epoca che viviamo è caratterizzata soprattutto dai consumi. Senza il consumo e senza, essenzialmente, il consumo di massa le nostre società capitalistiche collasserebbero e verrebbe meno il loro stesso senso. Ed è talmente essenziale il consumo che al cittadino si è ormai in larga parte sostituito il consumatore. L’importanza del singolo, per il sistema economico ed anche per quello politico (purtroppo), risiede ormai nella sua capacità e propensione al consumo: più consumi e più puoi consumare, più sei importante per il sistema. Anche il diritto, quindi, ha preso atto di questo e negli ultimi tre decenni, di conseguenza, si sono moltiplicate le norme che tutelano il consumatore nei contratti che stipula e nei rapporti giuridici che intrattiene con coloro i quali vendono o gli procurano beni e servizi per il consumo. Ovviamente anche l’Italia si è dotata di leggi specifiche a tutela della ormai fondamentale figura del consumatore: il Codice del consumo [1] è infatti l’altisonante nome che è stato dato a quel complesso di disposizioni che riguardano i processi di acquisto e che mirano ad assicurare un elevato livello di tutela dei consumatori. In quest’ambito è importante individuare nel Codice del consumo chi è il consumatore, cioè chi sia e come venga identificato il soggetto tutelato dalle norme a protezione dei consumatori e che può utilizzarle nel momento in cui, ad esempio, il bene o il servizio acquistato presenti un difetto. Di questo ci occuperemo nell’articolo che segue. Ma procediamo con ordine.

Chi è il consumatore per la legge?

Abbiamo detto che la legge [1] offre una particolare protezione nel momento in cui un cittadino acquista un bene o un servizio nella sua veste di consumatore.

Ma quando si può essere considerati consumatori dalla legge?

In altri termini: quand’è che la legge mi offre particolari garanzie in quanto consumatore?

Diciamo innanzitutto che è considerato consumatore (che potrà quindi avvalersi delle tutele legali previste dalla legge) il soggetto che agisce, stipulando un contratto, per scopi estranei alla propria eventuale attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale: in caso contrario, cioè se il soggetto agisce nell’esercizio della propria attività imprenditoriale ecc., il soggetto sarà considerato dalla legge un “professionista”.

In sostanza, e facendo un esempio, se acquisto da un rivenditore specializzato un computer semplicemente per divertirmi o per un mio scopo personale sarò considerato un consumatore ed al contratto di acquisto del computer potrò, se sarà il caso, chiedere (al rivenditore e poi, eventualmente, al giudice in caso di contenzioso) che siano applicate le norme che mi tutelano in quanto consumatore (quelle, ad esempio, sul diritto di recesso o sulle riparazioni o sostituzioni in caso di difetti).

Se, invece, acquisto il computer per la mia attività professionale (ad esempio per il mio studio medico o di commercialista) o imprenditoriale (per la mia azienda), artigianale (per aiutarmi nella mia attività di idraulico) o commerciale (per il mio negozio di abbigliamento), allora non sarò considerato un consumatore ma un professionista e non potrò, quindi, avvalermi delle specifiche norme a tutela dei consumatori.

Tuttavia occorre precisare che la giurisprudenza [2] ha chiarito che ciò che conta per distinguere un consumatore da un professionista (per verificare se può chiedere per sé l’applicazione delle tutele di legge) non è se il soggetto possiede già la qualifica di imprenditore o di commerciante o di artigiano  al momento in cui stipula un contratto, ma è lo scopo che il soggetto vuole raggiungere nel momento in cui conclude il contratto.

Perciò, su queste basi, la giurisprudenza considera professionista e non consumatore:

  • il soggetto che stipula un contratto che ha ad oggetto attività strumentali o accessorie rispetto a quella sua principale (ad esempio è considerato concluso da un professionista e non da un consumatore il contratto di abbonamento a riviste di settore da parte di chi esercita un’attività professionale in quello stesso settore [3]);
  • ed è anche professionista e non consumatore il soggetto che per avviare un’attività imprenditoriale o commerciale o professionale stipula contratti per procurarsi servizi o beni indispensabili per iniziare l’attività stessa [4].

Il consumatore è tutelato da norme specifiche

Sono sempre consumatore se non sono un artigiano o un commerciante?

Abbiamo detto che se acquisto un bene o un servizio per scopi estranei alla mia attività imprenditoriale, commerciale, professionale o artigianale sarò considerato dalla legge un consumatore.

Quindi se non sono attualmente né un imprenditore, né un commerciante, né un artigiano e né un professionista, sarò sempre considerato un consumatore se acquisto un bene di consumo?

In realtà non è così: in coda al paragrafo precedente abbiamo specificato che sarà considerato professionista e non consumatore il soggetto che per avviare un’attività imprenditoriale (o commerciale o artigianale o professionale) stipula contratti per procurarsi servizi o beni indispensabili per iniziare l’attività stessa.

Questo vuol dire, in sostanza, che sarà considerato un professionista e non un consumatore (ai fini dell’applicabilità delle tutele previste dalla legge) il soggetto che non svolga attualmente un’attività imprenditoriale o professionale ma che stipula un contratto con lo scopo di acquistare servizi oppure beni che siano indispensabili per poter avviare questa attività.

Per fare un esempio: se un soggetto, di sua iniziativa, sottoscrive un contratto per svolgere un corso che gli farà acquisire una qualifica professionale, quel soggetto non potrà essere considerato un consumatore e non potrà chiedere che gli siano applicate le norme che tutelano i consumatori.

Allo stesso modo, chi affida un mandato ad un’agenzia per istruire una pratica finalizzata ad ottenere un finanziamento per avviare un’attività di impresa non potrà essere considerato un consumatore e non potrà invocare le tutele che la legge assicura ai consumatori.

Bisogna aggiungere, infine, che per non essere considerati consumatori occorrerà anche:

  • che lo scopo di avviare un’attività di impresa o professionale emerga, sulla base dei dati oggettivi contenuti nel contratto, come uno scopo concreto ed attuale che il soggetto si sia impegnato a raggiungere
  • e che questo scopo il soggetto lo voglia raggiungere di sua iniziativa (senza cioè essere stato sollecitato dall’altra parte contrattuale).

Sarò considerato, invece, comunque un consumatore se lo scopo di avviare un’attività imprenditoriale o commerciale emerga dal contratto soltanto come una vaga intenzione o come uno scopo sollecitato dall’altra parte del contratto [5].

Il consumatore è chi acquista prodotti per scopi estranei alla sua attività lavorativa

note

[1] D. lgs. n. 205/2006.

[2] Cass. civ., ord. n. 24731/2013.

[3] Cass. civ., ord. n. 17466/2014.

[4] Cass. civ., ord. n. 24731/2013 e ord. n. 8904/2015.

[5] Cass. civ., ord. n. 8904/2015 e ord. n. 20175/2006.


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