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Acquisto e-commerce: la commissione sul pagamento è dovuta?

15 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Novembre 2018



Se paghi con carta di credito devi versare una commissione al venditore? In questo caso, è lecito richiedere una maggiorazione quando compri online?

Oramai sempre più frequentemente, acquistiamo i prodotti di cui abbiamo bisogno utilizzando la rete internet ed i beni ed i servizi offerti per il suo tramite. A parte coloro che ancora non hanno dimestichezza con la navigazione, quasi tutti procediamo regolarmente con questo tipo di acquisto. Fatta eccezione per alcuni prodotti, per i quali è ancora fondamentale visionarli personalmente prima di procedere con il pagamento, per molti altri, invece, il cosiddetto e-commerce è una vera e propria comodità che, in molti casi, si rivela persino più conveniente rispetto all’acquisto con il metodo tradizionale (cioè recandosi presso un negozio sul territorio). Il compratore, infatti, facilmente da casa, mediante il proprio pc, oppure dovunque si trovi, attraverso il proprio smartphone, cerca, visiona e confronta con altro siti, il prodotto/bene di cui ha bisogno e, se convinto dalle caratteristiche e dal prezzo del medesimo, procede con l’acquisto ed il successivo pagamento, restando quindi in attesa della spedizione del prodotto. Ebbene, in alcuni casi, per te che abitualmente compri su internet, la situazione appena descritta presenta un aspetto non poco fastidioso. Spesso, infatti, incontri siti di e-commerce che, per determinati strumenti di pagamento, pretendono una commissione in aggiunta al prezzo fissato per il bene che hai acquistato. In sostanza una vera e propria percentuale sulla somma dovuta, visto che vorresti utilizzare la tua carta di credito per l’acquisto: ma è regolare? Quando acquisto tramite e-commerce, la commissione sul pagamento è dovuta?

Strumenti di pagamento: è dovuta la commissione?

Quando ti rechi nel negozio vicino casa per acquistare il tuo bel televisore nuovo oppure se scegli di comprare la cover anti urto del tuo smartphone online, devi sapere che sei tutelato nei tuoi diritti dalla legge. A questo proposito, avrai sicuramente sentito parlare del cosiddetto codice del consumatore e se dovesse essere così, sappi che si tratta del tuo principale riferimento in materia [1]. Ebbene, la legge appena citata, tra le sue tante previsioni, contempla anche il tuo caso. Avevi, infatti, scelto il tablet, trovando il tuo modello preferito sul sito e-commerce Tal dei Tali, ritenendo molto conveniente il prezzo offerto. Una volta andato sul cosiddetto carrello per concludere l’acquisto e procedere con l’ordine, hai però riscontrato questa anomalia: il sito ti ha chiesto una commissione per lo strumento di pagamento prescelto (ad esempio, il 2% per il pagamento con carta di credito): lo possono fare? Secondo il codice del consumo, la risposta è negativa [2]. Non è possibile, infatti, addebitare qualsivoglia commissione per lo strumento di pagamento prescelto. Sia che ti trovi nel negozio sotto casa sia se hai deciso di comprare il bene sul sito online, il venditore non può maggiorarti il prezzo di acquisto di una commissione, indebitamente richiesta in base allo strumento di pagamento da te utilizzato. E se nonostante ciò, ti venisse chiesta la commissione, cosa succede?

Commissione per lo strumento di pagamento: quali conseguenze?

La prima conseguenza che il sito e-commerce potrebbe avere dall’imporre delle commissioni non dovute per lo strumento di pagamento prescelto dal compratore è sicuramente quella che il medesimo cambia sito. Anzi, a questo riguardo il miglior consiglio da darti è proprio quello di cambiare shop online e dimenticarsi di questo venditore furbacchione. La seconda conseguenza, è invece quella del rimborso: il consumatore/compratore può pretenderlo dal proprio istituto di credito, visto che ha dovuto pagare una cifra in più, seppur minima, rispetto a quella che avrebbe dovuto versare senza alcun’indebita commissione. La terza, infine, è quella delle sanzioni imposte dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Si tratta dell’organismo di controllo in materia che, per una circostanza come quella appena esaminata, potrebbe sanzione il rivenditore poco rispettoso della legge [3].

Commissione per lo strumento di pagamento: eccezioni

Hai notato che per pagare con carta di credito il prodotto scelto, devi anche corrispondere una commissione e quindi vorresti chiedere spiegazioni al venditore. Ebbene, se interpelli il sito e-commerce a riguardo e ti dice che la commissione è legittima, se è pari a quella che egli paga al proprio istituto di credito, ti sta dicendo una mezza verità. Infatti è vero che la legge ammette questa eccezione, ma dice anche che ciò potrebbe avvenire in circostanze ben determinate dalla legge stessa. Ed allora, come precisato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sappi che non sono ancora state individuate queste eccezioni [4], pertanto, anche in questo caso, non ti potrà essere addebitata alcuna commissione.

Commissione per lo strumento di pagamento: consigli

Se hai trovato il prodotto di tuo gradimento su un sito e-commerce che impone il versamento di una commissione aggiuntiva sul prezzo dovuto e in relazione al pagamento con carta di credito o in relazione ad un altro strumento di pagamento (ad esempio, paypal), la cosa migliore da fare e rivolgersi ad un rivenditore più corretto. Onestamente avviare una procedura di rimborso per pochi euro non sarebbe proprio il massimo, mentre invece potrebbe essere interessante per bloccare queste iniziative in futuro, segnalare la cosa all’Autorità Garante. 

note

[1] Dlvo 206/2005.

[2] Art. 62 Dlvo 206/2005 – Dlvo 21/2014.

[3] Art. 3 co. 4 – 4bis Dlvo 11/2010.

[4] Agcm provv. n. 26183 – 26184 del 29.09.2016.


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