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Affitto in nero: si può chiamare la guardia di finanza?

15 Novembre 2018


Affitto in nero: si può chiamare la guardia di finanza?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Novembre 2018



È possibile denunciare un affitto non registrato al fisco a condizione che avvenga in forma non anonima. 

Chi mai può essere interessato a chiamare la guardia di finanza per l’affitto in nero? Forse un condomino dello stesso palazzo, infastidito dal fatto che, in uno degli appartamenti del proprio stabile, viva gente poco raccomandabile, a volte più numerosa rispetto alla capienza dell’immobile, magari rumorosa e poco rispettosa del regolamento. Potrebbe essere lo stesso amministratore se il padrone di casa si rifiuta di fornire i dati dei nuovi condomini per l’anagrafe condominiale, dichiarando che si tratta di semplici ospiti. O potrebbe essere lo stesso affittuario che, sapendo a quali conseguenze va incontro in caso di omessa registrazione dell’affitto, teme che un giorno l’Agenzia delle Entrate possa chiedergli il versamento dell’imposta di registro non saldata dal proprietario. Insomma, ci sono tante ragioni per denunciare il proprietario che non dichiara al fisco il contratto di locazione. Ma, al di là di quelle che possono essere la motivazioni individuali, la domanda che ci si può fare è se la legge contempla tale possibilità, ossia se si può chiamare la guardia di finanza per l’affitto in nero.

Una cosa è certa: chi lo fa, verosimilmente preferirà restare anonimo. E questo è un aspetto di non poco conto visto che le fiamme gialle non sono tenute ad accettare segnalazioni non firmate dal dichiarante. Anche se in passato l’Agenzia delle Entrate ha effettuato diversi controlli scaturiti da lettere anonime, la Cassazione ha detto che, in questi casi, la verifica non è obbligatoria e, comunque, non può comportare l’impiego di alcuni poteri tipici del fisco come ad esempio il sequestro delle carte.

Indagini a casa: quali poteri ha il fisco?

L’Agenzia delle Entrate ha il potere di disporre delle indagini all’interno della casa dei contribuenti ma nel rispetto di alcune garanzie previste dalla legge. Innanzitutto è necessaria la sussistenza di gravi indizi di violazioni delle norme sulle imposte sui redditi; in secondo luogo c’è bisogno dell’autorizzazione del pubblico ministero (il quale appunto verifica la sussistenza di tali indizi). È il caso, ad esempio, oltre che dell’abitazione del contribuente e dei suoi familiari, anche di garage, cantine e altri luoghi non di pertinenza aziendale.

Tali indizi devono essere esplicitati nella richiesta che i verificatori avanzano al magistrato. Quest’ultimo, se li ritiene sussistenti, concede l’autorizzazione all’accesso. L’inosservanza di queste prescrizioni comporta per giurisprudenza di legittimità ormai consolidata l’inutilizzabilità degli atti compiuti e quindi la nullità del successivo avviso di accertamento.

È evidente che la nullità dell’accertamento può discendere sia dalla totale assenza di autorizzazione da parte dei verificatori, sia dalla mancanza dei requisiti (gravi indizi di violazioni) legittimanti la richiesta.

Guardia di Finanza: come denunciare?

Qualsiasi cittadino ha il diritto di sporgere denuncia di un’evasione fiscale alla Guardia di Finanza. Si tratta di un atto molto semplice: non è prevista alcuna modalità particolare. Lo si può fare anche attraverso la compilazione di appositi moduli scaricabili dal sito della GdF. Con la denuncia l’interessato mette a conoscenza l’autorità di un illecito tributario di cui ha contezza, ma resta un atto volontario, non obbligatorio. Anche l’amministratore di condominio, consapevole che in un determinato appartamento vivono “inquilini in nero” non ha il dovere di segnalare l’episodio all’Agenzia delle Entrate o alla Finanza.

La denuncia da parte dei privati può essere sia orale che scritta. Nel primo caso sarà l’agente a redigere il verbale. Non è previsto un contenuto formale tipico e il denunciante può limitarsi alla semplice esposizione del fatto.

Proprio per queste ragioni non è possibile una denuncia anonima. Nel senso che, se una persona si presenta alla Finanza e chiede di non firmare l’atto di denuncia, quest’ultima non può accettare la dichiarazione.

Questo non toglie però, che chiunque possa mandare una lettera alla Finanza o all’Agenzia delle Entrate, senza firmarla, denunciando un’evasione fiscale. Lo può fare anche chiamando il numero gratuito 117.

L’unica differenza però è che, in caso di denuncia anonima, le autorità non sono obbligate né a dare una risposta, né ad avviare le indagini. In più, come chiarito dalla Cassazione e da noi spiegato in Denuncia alla guardia di finanza in anonimo, il pm non può concedere un’autorizzazione a eseguire la verifica fiscale a casa del contribuente quando il procedimento è partito solo da informazioni anonime. Difatti, come abbiamo anticipato, l’accesso domiciliare è consentito solo se ricorrono gravi indizi di violazione delle norme tributarie. E di certo una segnalazione anonima non è un indizio, tantomeno grave, perché si fonda solo su una dichiarazione di un soggetto rimasto sconosciuto. Insomma, non ci sono prove.

Affitto in nero: comunicarlo alla Finanza o all’Agenzia Entrate

Questo significa che se anche si può denunciare alla Finanza un affitto in nero, e a farlo può essere chiunque, quest’ultima non potrà fare un accesso nell’abitazione se la segnalazione è anonima (ma ciò non toglie che possa ugualmente avviare delle indagini). Viceversa, se il denunciante viene generalizzato, l’accesso sarà possibile ma sempre previa l’autorizzazione del pm.

L’inquilino può denunciare all’Agenzia delle Entrate di trovarsi in un affitto non registrato perché il padrone di casa non ha voluto dichiarare il contratto. Egli sarà allora tenuto a versare l’imposta di registro per conto del primo e scomputarla dal successivo canone. Non certo per questo il locatore potrà sfrattarlo, ma anzi sarà tenuto a esigere il canone indicato nel contratto registrato e non più uno maggiore.

Dichiarare l’affitto al fisco consente all’inquilino di evitare la responsabilità solidale per il versamento dell’imposta di registro.


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