Rimborsate le cartelle esattoriali pagate dopo la nuova sanatoria

28 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Novembre 2018



Diritto al rimborso delle cartelle per chi ha pagato i ruoli sino al 2010 inferiori a mille euro dopo la data di entrata in vigore del decreto fiscale.

Pagare o non pagare, questo è il dilemma relativo alla nuova sanatoria delle cartelle esattoriali. Il decreto fiscale, difatti, annulla automaticamente tutti i ruoli inferiori ai mille euro (comprensivi di sanzioni e interessi) affidati all’agente della riscossione nel periodo che va dal 2000 al 2010.

In parole semplici, se hai un debito, derivante da un singolo ruolo, che non supera i mille euro, comprensivi di sanzioni ed interessi, e se il ruolo è stato affidato a Equitalia o a un altro agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2010, questo debito viene automaticamente cancellato, senza che tu debba fare alcuna domanda.

Attenzione, parliamo di ruoli e non di cartelle: ciò significa che può esserti stata notificata anche una cartella d’importo superiore ai mille euro, ma se è composta da più ruoli inferiori ai mille euro, compresi sanzioni ed interessi, la cartella deve essere cancellata, nonostante l’importo complessivo risulti più elevato di mille euro.

Ma che cosa succede a chi ha già richiesto la rottamazione delle cartelle, e attualmente sta pagando la cosiddetta rottamazione bis? Ed a chi ha già pagato uno o più ruoli che devono essere cancellati? Ed a chi sta pagando una dilazione? Che cosa si deve fare, si deve chiedere il rimborso? La questione non è semplicissima, soprattutto per quanto riguarda chi ha una rottamazione o una dilazione in corso: in questi casi, difatti, non si pagano i singoli ruoli volta per volta, ma ogni rata corrisponde a una parte del ruolo. La possibilità di chiedere il rimborso delle cartelle, poi, dipende anche dalla data in cui i ruoli da cancellare sono stati pagati.

Ma procediamo per ordine, e cerchiamo di capire a chi saranno rimborsate le cartelle esattoriali pagate dopo la nuova sanatoria.

Chi ha diritto al rimborso delle cartelle esattoriali?

Il rimborso dei ruoli inferiori a mille euro, affidati all’agente della riscossione tra il 2000 ed il 2010, spetta a chi ha saldato questi ruoli successivamente alla data di entrata in vigore del decreto fiscale, il 24 ottobre 2018.

In pratica, le somme relative ai ruoli eventualmente già versate alla data del 24 ottobre 2018 non vengono rimborsate, mentre gli importi versati successivamente sono imputati alle rate di altri debiti scaduti o in scadenza. Se non risulta nulla da pagare, le somme vengono rimborsate.

Chi non ha diritto al rimborso delle cartelle esattoriali?

Dall’annullamento dei ruoli, quindi dal diritto al rimborso, sono esclusi i debiti relativi al recupero di aiuti di Stato, quelli che derivano da pronunce di condanna della corte dei conti, e le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna. Sono esclusi anche I debiti relativi all’Iva riscossa all’importazione.

Come appena osservato, non ha diritto al rimborso delle cartelle esattoriali anche chi ha pagato i ruoli da annullare prima della data di entrata in vigore del decreto fiscale. Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, peggio per chi ha avuto fretta di pagare. Ma che cosa succede se ad essere state versate prima dell’entrata in vigore del decreto fiscale sono semplicemente alcune rate riferite ai ruoli da annullare, e non l’intero ruolo?

Pagamento parziale delle cartelle da annullare prima dell’entrata in vigore del decreto fiscale

In molti hanno pagato solo una parte dei ruoli sino a mille euro che saranno annullati: è il caso, ad esempio, di chi ha già pagato le rate di una dilazione, oppure di chi ha pagato le rate della cosiddetta rottamazione bis.

In questi casi la situazione si complica, perché ogni rata si riferisce a più ruoli differenti. In pratica, in queste ipotesi i ruoli da annullare sono stati pagati in parte. Che cosa succede dunque? Se questi pagamenti parziali sono stati effettuati sino alla data di entrata in vigore del decreto, non vengono rimborsati. Dovrebbe però essere annullata la quota ancora da saldare riferita ai ruoli sino al 2010 sotto i mille euro. In pratica, dovrebbero essere rideterminate le rate della dilazione o della rottamazione, stornando la parte restante riferita ai ruoli annullati.

Ad esempio, ipotizziamo che Maria, nella dilazione, abbia un ruolo sotto i mille euro da annullare, d’importo pari a 800 euro. Ipotizziamo anche che tra le rate della dilazione già pagate prima del 24 ottobre 2018 ci siano 200 euro riferiti al ruolo da annullare. Questi 200 euro non le vengono né restituiti, né imputati ad altri pagamenti. Devono esserle annullati, però, i 600 euro restanti, quindi la rateazione deve essere rideterminata.

Ma come capire, per ogni singola rata della dilazione e della rottamazione, quali importi sono riferiti ai ruoli da annullare e quali no? Questo non è stato reso noto, in quanto è l’Agenzia entrate riscossione a dover rideterminare le rate, ed eventualmente a stornare o rimborsare gli importi. Il contribuente non può procedere autonomamente.

Pagamento parziale delle cartelle da annullare dopo l’entrata in vigore del decreto fiscale

Se i pagamenti parziali sono effettuati dopo la data di entrata in vigore del decreto, invece, sono imputati alle rate relative agli altri debiti ancora da saldare. Se non ci sono debiti da saldare, i pagamenti vengono rimborsati.

Torniamo al nostro esempio, per capire meglio: abbiamo detto che Maria, nella dilazione, ha un ruolo sotto i mille euro da annullare, d’importo pari a 800 euro. Ipotizziamo anche che tra le rate della dilazione già pagate, ma dopo il 24 ottobre 2018, ci siano 200 euro riferiti al ruolo da annullare. Questi 200 euro sono imputati ad altri pagamenti. Solo se non ci sono altri debiti, le vengono restituiti. Devono esserle annullati, in ogni caso, i 600 euro restanti.

Per chiedere l’annullamento delle cartelle bisogna inviare una domanda?

Per quanto riguarda l’annullamento dei ruoli sotto i mille euro sino al 2010 non sarà necessario, come precisato nel decreto fiscale, inoltrare un’apposita domanda, ma l’annullamento sarà automatico.

Per chi ha una rottamazione o una dilazione in corso, quindi, le rate dovrebbero essere automaticamente rideterminate. Per quanto riguarda la rottamazione bis, ad ogni modo, l’agenzia delle entrate riscossione provvederà, entro il 30 giugno 2019, a inviare una nuova comunicazione con gli importi rideterminati delle rate da saldare.

Le rate restanti e rideterminate saranno 18, dilazionate in cinque anni, in quanto gli aderenti alla seconda rottamazione in regola con i pagamenti in scadenza sino al 31 ottobre 2018 (c’è tempo sino al 7 dicembre 2018 per versare le rate scadute sino al 31 ottobre 2018), confluiscono automaticamente nella rottamazione ter.


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