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Infortunio in luogo pubblico

15 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Novembre 2018



Si può chiedere il risarcimento nel caso di infortunio in luogo pubblico? Chi è responsabile? Cosa fare per gli infortuni in luogo aperto al pubblico?

«Attento allo scalino!»: ma è troppo tardi. Quante volte ci è successo (oppure è capitato ad altri davanti ai nostri occhi) di inciampare e di cadere rovinosamente a terra mentre eravamo in giro per le strade della città? Un gradino infido, un rilievo non segnalato, una mattonella instabile, un tombino non sistemato: basta poco per attentare alla nostra integrità fisica. Fortunatamente, la maggior parte delle volte non accade nulla di serio: ci si rialza un po’ doloranti e si riprende il cammino. In altre circostanze, però, a farne le spese possono essere persone particolarmente fragili, malate o anziane, le quali rischiano di riportare seri danni. In questi casi, devi sapere che l’infortunio in luogo pubblico può essere risarcito, anche se sei caduto in piazza o per strada. Lo stesso dicasi se il tuo incidente è avvenuto in un ristorante, in un cinema o al pub: in questo caso, ovviamente, si tratterà di un luogo aperto al pubblico, per cui il risarcimento andrà chiesto a soggetto diverso rispetto all’infortunio accaduto in luogo pubblico. Diverso invece è il caso di chi subisce un danno mentre si trova in un luogo pubblico, ma il pregiudizio gli deriva dal comportamento altrui: ad esempio, il sinistro che avviene in una pubblica via deve essere risarcito dall’autore, non dall’ente pubblico (a meno che quest’ultimo non ne sia responsabile). In pratica, potrai chiedere il risarcimento per infortunio in luogo pubblico solamente se il tuo danno deriva proprio dalla “cosa pubblica”, non da terzi. Se anche a te è capitato qualcosa del genere e non sai come procedere, allora ti consiglio di proseguire nella lettura di questo articolo: ti dirò tutto ciò che c’è da sapere sull’infortunio in luogo pubblico.

Infortunio: cosa dice la legge?

Prima di entrare nel vivo e di dirti cosa fare in caso di infortunio in luogo pubblico, vediamo cosa dice la legge. Devi sapere che il nostro codice civile non disciplina solamente i casi in cui una persona danneggia (volontariamente o meno) un’altra oppure quelli in cui si rende inadempiente ai propri obblighi contrattuali (ad esempio, il debitore che non restituisce i soldi al creditore, il conduttore che non paga l’affitto, ecc.), ma anche le ipotesi di danno cagionato da cose o animali. Hai capito bene: anche se il tuo infortunio deriva non dal comportamento diretto di una persona, ma da un oggetto oppure da un animale, hai diritto al risarcimento del danno patito. In questa ipotesi, ovviamente, il pagamento dovrà essere effettuato da quella persona che avrebbe dovuto far sì che il tuo infortunio non si verificasse.

Infortunio cagionato da cose in custodia: cos’è?

In genere, un infortunio in luogo pubblico deriva da una negligenza: la propria, se non è stata prestata la dovuta attenzione (se cadi in un tombino aperto che, però, era stato opportunamente segnalato, la responsabilità è solamente tua) oppure si è stati incauti o imprudenti (ad esempio, se corri e fai acrobazie per strada e inciampi sarà difficile dare la colpa ad altri); ovvero quella di altri, quando l’infortunio deriva dalla colpa di chi avrebbe dovuto sorvegliare sul luogo pubblico.

Mi spiego meglio: la legge dice che ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito [1]. Cosa significa? Vuol dire che, se parcheggi la tua auto in salita e dimentichi il freno a mano e questa, dopo un po’, si mette in movimento impattando contro la vetrina di un negozio o, peggio ancora, investendo qualcuno, del danno sarai responsabile tu, anche se in quel momento non eri in macchina oppure se la vettura non era tua: questo perché, nel momento in cui l’hai utilizzata, ne eri tu il responsabile; in qualche modo, ne avevi tu la custodia.

L’esempio fatto per l’automobile vale per qualsiasi altro bene, anche per le strade: in pratica, se sei vittima di un infortunio in luogo pubblico cagionato da una mattonella dissestata, dal manto stradale imperfetto, da lavori non segnalati, allora potrai chiedere il risarcimento del danno a chi aveva in custodia la strada.

Infortunio in luogo pubblico: chi è il responsabile?

Ti ho spiegato che anche l’infortunio in luogo pubblico può essere risarcito. Ma da chi? Se cadi in strada a causa di una buca non segnalata, a chi potrai rivolgerti per ottenere il risarcimento del danno? Semplice: alla pubblica amministrazione, cioè all’ente che ha in gestione le strade. In sintesi: se subisci un infortunio in luogo pubblico, e questo non è a te imputabile, potrai rivalerti sull’ente che ha la responsabilità di manutenere quel luogo.

Quindi: per gli infortuni capitati in strada, sarà responsabile il Comune, la Provincia o l’ente che ha in gestione il tratto incriminato (questo vale sia per i sinistri a bordo di veicoli che per quelli occorsi in veste di semplice pedone); lo stesso accade se l’infortunio è dovuto ad altro bene appartenente alla pubblica amministrazione: pensa al ramo di un albero che, a causa del vento, si stacchi e cada a terra, colpendoti oppure danneggiando la tua vettura.

In buona sostanza, perciò, puoi stare tranquillo: nel caso di infortunio in luogo pubblico, potrai sempre chiedere il risarcimento del danno patito, purché, ovviamente ne ricorrano gli estremi.

Infortunio in luogo pubblico: quando c’è responsabilità?

L’infortunio in luogo pubblico ti dà il diritto a chiedere il risarcimento dei danni nei confronti di colui, normalmente persona giuridica (ente pubblico o società), che ha in custodia il bene. Il codice civile ha strutturato questa forma di responsabilità in maniera un po’ particolare, in quanto grava sul custode l’incombenza di dimostrare che il danno patito dalla persona sia dipeso dal caso fortuito. Questo significa due cose:

  1. che, eccezionalmente, dovrà essere il chiamato in causa a dimostrare la propria estraneità ad ogni forma di responsabilità, dovendo il danneggiato dimostrare solamente che l’infortunio sia dipeso direttamente dalla cattiva custodia del bene;
  2. l’unica prova che può liberare da responsabilità il custode della cosa pubblica è il caso fortuito, cioè un evento assolutamente imprevedibile e inevitabile. In pratica, il caso fortuito è una fatalità, come può esserlo, ad esempio, una frana assolutamente improvvisa, un terremoto, ecc.

in buona sostanza, quindi, se sei vittima di un infortunio in luogo pubblico e vuoi chiedere il risarcimento del danno, tutto ciò che dovrai fare è dimostrare che il tuo incidente è direttamente collegabile alla cosa in custodia: ad esempio, se ti fratturi una gamba perché sei caduto in una buca non segnalata, dovrai semplicemente dimostrare che il tuo infortunio è dipeso dalla caduta. Fatto ciò, toccherà al custode dimostrare che l’infortunio non è dipeso da una negligenza nel controllo o nella manutenzione della cosa, ma da una tua precisa negligenza (ad esempio, la buca, pur non essendo debitamente segnalata, era facilmente visibile da chiunque) ovvero dal caso fortuito (ad esempio, un fulmine era caduto su quel tratto di strada lasciando una fossa, proprio poco prima che tu passassi e ci inciampassi).

Infortunio in strada o autostrada

Classico esempio di infortunio in luogo pubblico è quello che avviene sulle strade o autostrade. Si tratta di episodi ben noti agli avvocati civilisti, i quali si confrontano ogni giorno con cadute dovute al manto stradale in pessime condizioni, ovvero, nei casi più gravi, con veri e propri sinistri che coinvolgono le automobili.

La giurisprudenza della Corte di Cassazione è praticamente unanime nell’attribuire all’Anas, in qualità di ente gestore,la responsabilità dei sinistri occorsi nei tratti stradali e autostradali di sua competenza, quando l’azienda non riesca a provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno e che lo stesso sia provocato da un evento inevitabile. Si tratta, come sopra ricordato, di una forma di responsabilità oggettiva.

Secondo una sentenza della Suprema Corte, «perché tale responsabilità possa configurarsi in concreto, è sufficiente che sussista il nesso causale tra la cosa stessa e il danno arrecato, senza che rilevi al riguardo la condotta del custode e l’osservanza o meno di un obbligo di vigilanza, in quanto la nozione di custodia non presuppone, né implica uno specifico obbligo di custodire, analogo a quello previsto per il depositario; funzione della norma è, in tal senso, quella di imputare la responsabilità a chi si trova nelle condizioni di controllare i rischi inerenti alla cosa stessa.Si deve, pertanto, considerare custode chi di fatto controlla le modalità d’uso e di conservazione della cosa. Ne consegue che tale tipo di responsabilità è esclusa solamente dal caso fortuito, fattore che attiene non già ad un comportamento del responsabile, bensì al profilo causale dell’evento, riconducibile non alla cosa che ne è fonte immediata, ma ad un elemento esterno » [2].

La sentenza riportata si pone nel solco di consolidata giurisprudenza: l’attore che agisce per il riconoscimento del danno ha l’onere di provare soltanto l’esistenza del nesso causale tra la cosa e l’evento lesivo, mentre il custode convenuto deve provare l’esistenza di un fattore estraneo alla sua sfera soggettiva, idoneo ad interrompere quel nesso causale [3].

Infortunio in luogo aperto al pubblico: cos’è?

Spero che ti sia chiaro ciò che ho detto in merito all’infortunio in luogo pubblico. Ora, però, voglia fare chiarezza su un altro aspetto: il luogo pubblico è cosa differente dal luogo aperto al pubblico. Mentre il primo è accessibile a tutti in qualsiasi momento (salvo eccezioni: si pensi ad una zona pubblica blindata dalla polizia per un evento straordinario), tipo una strada, una via o una piazza, il luogo aperto al pubblico è accessibile solamente a determinate condizioni. Ti faccio un esempio che ti chiarirà subito il concetto: il cinema è un luogo aperto al pubblico perché chiunque può entrarvi, purché però paghi il biglietto; lo stesso accade per il museo, il teatro, ecc.

Ora, una cosa è subire un infortunio in luogo pubblico, altra è patirlo in un luogo aperto al pubblico: la differenza, seppur sottile, è sostanziale, in quanto l’eventuale risarcimento dovrà essere chiesto ad altri soggetti. Vediamo come fare.

Infortunio in luogo aperto al pubblico: cosa fare?

Nel caso di infortunio in luogo aperto al pubblico sarà ugualmente possibile chiedere il risarcimento dei danni patiti: chi ne dovrà rispondere sarà ovviamente il titolare del luogo ove è avvenuto l’incidente. Così, se scivoli in un negozio, in un ristorante o inciampi nei gradini del cinema, sarà tuo diritto far valere le tue ragioni, purché l’infortunio non sia attribuibile a te stesso. In altre parole, se cadi e ti fai male perché stai sempre incollato con lo sguardo al tuo smartphone, sicuramente non potrai prendertela con il gestore del luogo aperto al pubblico; lo stesso se rovini a terra per colpa di una chiazza d’acqua o di qualche altro oggetto scivoloso ben visibile sul pavimento del locale [4].

Al di fuori di queste ipotesi, se ritieni che il tuo infortunio non sia affatto dipeso da te, allora potrai rivalerti sul proprietario o sul gestore del luogo aperto al pubblico: come ogni custode, anche il proprietario del locale (sia esso un negozio, un ristorante, un cinema, un supermercato, un hotel, ecc.) risponde, in linea generale, di tutti i danni procurati a terzi dai beni posti sotto la propria vigilanza. Egli deve fare in modo che il bene (un pavimento, una scalinata, una vetrata, ecc.) non presenti fonti di pericolo tali da danneggiare eventuali avventori: questo, ad esempio, vale per un pavimento scivoloso su cui è stata passata la cera, senza il cartello con l’avviso al pubblico, o per un gradino traballante sulla scalinata.

In ipotesi come queste, se cadi e ti fai male puoi chiedere il risarcimento al titolare del locale, invocando lo stesso tipo di responsabilità vista sopra per l’infortunio in luogo pubblico: la norma che pone una responsabilità aggravata in capo a chi ha la custodia di beni, infatti, si applica anche nei rapporti tra privati, non solamente tra cittadino e pubblica amministrazione negligente.

Infortunio: quando c’è risarcimento?

Che si tratti di infortunio in luogo pubblico ovvero di danno subito in un luogo aperto al pubblico, per poter chiedere il risarcimento occorre sempre che tu fornisca prova del nesso di causalità (cioè, del legame) tra l’infortunio e la cosa che avrebbe dovuto essere oggetto di custodia da parte di chi ne aveva la relativa responsabilità. Inoltre, dovrai dimostrare che il danno non sia derivato da una tua leggerezza, da un comportamento imprudente o sconsiderato: ad esempio, se giochi con il carrello della spesa a fare lo slalom tra gli scaffali del supermercato e poi inciampi, non potrai prendertela con nessuno; anzi, se avrai rotto qualcosa sarai proprio tu il responsabile.

note

[1] Art. 2051 cod. civ.

[2] Cass., sent. n. 295/2015 del 13.01.2015.

[3] Cass., sent. n. 8229/2010 del 07.08.2010; Cass., sent. n. 1106/2011 del 19/05/2011.

[4] C. App. Aquila, sent. n. 852 del 24.06.2014.

Autore immagine: Pixabay.com


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