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Registrazione per documentare il pagamento in nero: è valida?

24 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Dicembre 2018



Abito in una casa in affitto da 8 anni, con regolare contratto registrato e ricevute d’affitto da 200 euro al mese, anche se in realtà pago 600 euro al mese in contanti. Una registrazione audio\video fatta da me stesso, nella mia casa, senza estranei presenti, che inequivocabilmente riporta la conversazione in cui la proprietaria mi fa intendere “il nero”, con date,cifre,etc. avrebbe valore di prova certa in una eventuale causa civile intentata per ottenere la restituzione delle somme pagate in nero come da art. 1 comma 59 legge 208\2015?

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27.424 del 2014, ha chiarito che:

– la registrazione fonografica o audiovisiva di un colloquio o di una conversazione che si siano svolti tra persone presenti e che sia stata realizzata da un soggetto che abbia partecipato al colloquio (o alla conversazione) costituisce una prova documentale che può essere utilizzata in un processo civile anche se eseguita all’insaputa di una delle persone coinvolte nel colloquio;

– affinché la registrazione realizzata all’insaputa dell’interlocutore possa essere prodotta ed utilizzata in una causa è necessario che chi produce ed intende utilizzare in giudizio la registrazione lo faccia per l’esigenza di tutelare o vedersi riconosciuto un proprio diritto (e nel caso specifico questa esigenza ci sarebbe) e che l’uso delle registrazioni avvenga esclusivamente per il periodo di tempo necessario a soddisfare quella esigenza di tutela.

Dunque è possibile produrre ed utilizzare in giudizio anche registrazioni audiovisive le quali potranno avere valore di prova documentale dei fatti che esse mostrano.

Tuttavia bisogna precisare che:

– come ha stabilito la stessa Corte di Cassazione con sentenza n. 9.526 del 2000, la persona contro cui si intende utilizzare la videoregistrazione come prova (cioè, nel caso di specie, la proprietaria di casa) può, attraverso il suo difensore, disconoscere il contenuto della registrazione audio – video; ciò significa che il difensore della proprietaria di casa potrà dimostrare, se ne ha le prove, che i fatti che la registrazione mostra non corrispondono alla realtà (ed il cosiddetto disconoscimento dovrà obbligatoriamente avvenire nella prima udienza o nella prima risposta successiva al momento in cui la video registrazione viene acquisita tra i documenti del processo);

– per quanto riguarda la prova della data in cui la video registrazione viene eseguita occorre dire che anche questa prova è carico di chi intende utilizzare la video registrazione a proprio favore: per dimostrare la data precisa in cui la video registrazione è stata eseguita occorrerà fornire al giudice elementi precisi e solidi in tal senso (ad esempio inserendo nella registrazione un quotidiano oppure un frammento di un programma televisivo che dia la dimostrazione del giorno in cui la ripresa viene eseguita);

– la video registrazione, in ogni caso, per poter essere davvero utile dovrà poi dimostrare in modo inequivocabile l’importo preciso che viene pagato, per quale motivo avviene il pagamento (canone di locazione), quale sia l’immobile per il quale il pagamento viene eseguito e, chiaramente, dovrà anche non suscitare dubbi sull’identità delle persone che

vengono filmate.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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