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Se il padrone di casa non dichiara l’affitto, che rischi?

15 novembre 2018


Se il padrone di casa non dichiara l’affitto, che rischi?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 novembre 2018



Accertamento fiscale in caso di affitto in nero: la responsabilità solidale è sia del locatore che del conduttore, ma solo per l’imposta di registro.

Il padrone della casa in cui vivi in affitto non ha dichiarato il contratto al fisco? Vuoi sapere che che rischi? Te lo spieghiamo in pochi secondi in questo articolo. Ti diremo, per filo e per segno, quali sono i diritti dell’inquilino in nero e chi deve effettuare la registrazione della locazione; andremo a elencare gli effetti della scrittura privata non registrata e quali sono le conseguenze se tale adempimento viene posto in ritardo (ossia dopo 30 giorni dalla sua firma). Ma procediamo con ordine e vediamo che rischi se il padrone di casa non dichiara l’affitto.

Mancato pagamento imposta di registro: responsabilità solidale

Tu magari credi che l’evasione fiscale è un problema solo di chi la compie. Nel tuo caso non è così. Il contratto di locazione in nero, ossia quello che non è stato registrato all’Agenzia delle Entrate, è sì nullo, ma la responsabilità per il mancato versamento dell’imposta di registro è sia tua che del locatore. In termini tecnici siete “responsabili in solido”. Questo significa che il fisco può venirti a chiedere i soldi e, se non li versi, notificarti una cartella esattoriale.

Ecco perché, se vuoi, puoi sempre andare a registrare l’affitto qualora non lo faccia il locatore. Quest’ultimo, è vero, ha 30 giorni dalla firma del contratto per procedere alla registrazione. Di recente la Cassazione ha anche detto che è possibile una registrazione tardiva che sanerà la nullità e, da un punto di vista fiscale, grazie al ravvedimento operoso, può comportare una riduzione delle sanzioni (ma è necessario che l’adempimento sia effettuato al più non oltre un anno dopo).

Mancato pagamento imposte sui canoni di locazione

Quanto poi all’evasione dei singoli canoni di affitto che non sono stati dichiarati, quello è affare del locatore: se non dichiara infatti il contratto subirà un accertamento anche sull’Irpef da parte dell’Agenzia delle Entrate e tu, in qualità di inquilino, non rischierai nulla.

Registrazione affitto con prezzo inferiore rispetto a quello pagato mensilmente

Anche la registrazione di un affitto con un prezzo inferiore rispetto a quello effettivamente versato è vietata per legge. Tu in questo caso puoi limitarti a pagare il canone riportato sul contratto, senza rischiare sfratti o decreti ingiuntivi (è valido solo il canone che risulta sul contratto registrato). E per ciò che hai pagato in più in passato puoi chiedere la restituzione entro 6 mesi da quando lasci l’appartamento.

Diritti dell’inquilino “in nero”

Se l’affitto resta in nero è vero che sei corresponsabile per l’evasione dell’imposta di registro (al più ti può arrivare una richiesta di pagamento da parte dell’Agenzia delle entrate e, se non adempi, una cartella), ma hai più di un punto di forza che puoi giocare a tuo favore. Difatti la nullità del contratto si ripercuote solo a danno del proprietario e non dell’affittuario. Sai che significa in termini pratici? Che tu non sei tenuto a rispettare le varie clausole della scrittura privata mentre il locatore sì. Facciamo qualche esempio.

Avete convenuto un canone di locazione? Ebbene, se tu non paghi il locatore non può intimarti un decreto ingiuntivo, e ciò perché gli manca una valida prova scritta (che non è certo il contratto di locazione non registrato).

Vuoi andartene via in qualsiasi momento? Puoi farlo, senza giusta causa e senza preavviso, perché il termine di scadenza previsto nel contratto può anch’esso non essere rispettato.

Ed ancora: il contratto è scaduto e tu non te ne vai di casa? Il proprietario non può sfrattarti perché la procedura è prevista solo per gli affitti registrati. Dovrà farti una lunga e costosa causa.

Insomma… come dire… Parigi val bene una cartella esattoriale.


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