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Ape volontario 2019

16 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 novembre 2018



Via libera all’anticipo pensionistico volontario anche per chi matura i requisiti nel 2019: domande sino al 31 dicembre del prossimo anno.

L’Ape volontario sarà prorogato al 2019 come l’Ape sociale? In realtà, l’Ape volontario, anche se non è una misura permanente, era già stato prorogato al 2019 da tempo. Via libera dunque, sino al 31 dicembre 2019, alle domande di prestito pensionistico per ottenere l’Ape volontario, l’assegno di accompagnamento alla pensione per i lavoratori più anziani.

Ma che cos’è l’Ape volontario? Come funziona? A quali vantaggi dà diritto?

Si tratta di una prestazione che può essere richiesta da chi è vicino all’età pensionabile (non devono mancare più di 3 anni e 7 mesi al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia e si devono possedere almeno 20 anni di contributi), ottenuta grazie a un prestito bancario: grazie alla prestazione, è possibile uscire prima dal lavoro.

L’Ape, comunque, può essere richiesto anche da chi continua a lavorare, per integrare il reddito, ed è cumulabile con l’indennità di disoccupazione, con l’Ape sociale e con la rendita integrativa anticipata Rita.

Non tutti i lavoratori che possiedono i contributi richiesti ed hanno compiuto l’età minima possono, però, ottenere l’Ape, anche se i costi sono a carico del contribuente: la futura pensione deve essere superiore a 1,4 volte il trattamento minimo (che ammonta a 507,42 euro nel 2018), e la rata di restituzione del prestito pensionistico non può essere superiore al 30% della pensione, da solo o assieme ad altri debiti che gravano sul trattamento. Non possono chiedere il prestito pensionistico, poi, i protestati, cattivi pagatori, chi ha pignoramenti in corso o problematiche simili; per conoscere l’elenco completo degli esclusi dalla misura: Niente Ape per chi ha debiti.

I costi dell’Ape volontario sono, in ogni caso, tutt’altro che leggeri (si veda la nostra guida al simulatore Inps dei costi dell’Ape sull’argomento), anche se le condizioni del finanziamento sono generalmente migliori rispetto alla maggior parte dei prestiti bancari: l’Ape, in pratica, deve essere trattato come una somma presa in prestito, che deve essere dunque restituita.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto della situazione sull’Ape volontario 2019.

Come funziona l’Ape volontario?

L’Ape, sigla che sa per anticipo pensionistico, è una prestazione, da non confondere con la pensione anticipata, che consente al lavoratore di anticipare la pensione di vecchiaia sino a un massimo di 3 anni e 7 mesi.

Considerando che l’età per la pensione di vecchiaia, dal 2019, sarà elevata a 67 anni, l’età minima richiesta per l’Ape è pari a 63 anni e 5 mesi; in caso di futuri adeguamenti alla speranza di vita nel 2021, il decreto sull’Ape volontario prevede la concessione dell’Ape supplementare, ossia un allungamento del periodo in cui l’assegno viene riconosciuto.

L’Ape volontario è ottenuto grazie a un prestito bancario, il cosiddetto prestito pensionistico, un finanziamento che deve essere restituito in 20 anni, una volta perfezionati i requisiti per la pensione.

Il trattamento è esentasse: ciò significa che l’assegno ricevuto mensilmente a titolo di Ape non ha trattenute tributarie, non essendo gravato dalle imposte.

A quanto ammonta l’Ape volontario?

L’Ape volontario, al contrario dell’Ape sociale, non è uguale alla futura pensione (con il tetto massimo di 1500 euro), ma può arrivare:

  • al 75% dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’Ape è superiore a 36 mesi;
  • all’80% dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’Ape è superiore a 24 e pari o inferiore a 36 mesi;
  • all’85% dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’Ape è compresa tra 12 e 24 mesi;
  • al 90% dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’Ape è inferiore a 12 mesi.

L’Ape volontario determina un taglio della futura pensione: la penalizzazione non è soltanto dovuta ai costi di restituzione di prestito pensionistico, ma anche all’assicurazione obbligatoria per il rischio di premorienza e al contributo per il fondo di garanzia.

Domanda Ape volontario 2019

Per chiedere l’Ape volontario nel 2019, la procedura sarà la stessa utilizzata nel 2018. Cerchiamo di riassumere i passaggi necessari per inoltrare la domanda di Ape volontario.

Come si accede al sito dell’Inps per chiedere l’Ape volontario?

Per presentare la domanda di Ape volontario, è necessario procurarsi le apposite credenziali per poter accedere ai servizi web dell’Inps: il decreto attuativo sull’Ape volontario, in particolare, richiede per l’accesso alla procedura l’identità unica digitale Spid almeno di secondo livello. Al sito dell’Inps si può comunque accedere con pin dispositivo o con carta nazionale dei servizi.

In alternativa, è possibile farsi assistere da un patronato.

Come si chiede la certificazione Inps del diritto all’Ape volontario?

Ottenute le credenziali web, non si può chiedere subito l’Ape, ma è necessario, innanzitutto, richiedere la certificazione del diritto alla prestazione. Nello specifico, bisogna accedere al sito web dell’Inps e seguire il percorso per richiedere la certificazione del diritto all’Ape: “Domanda di prestazione pensionistica: pensione, ricostituzione, ratei maturati e non riscossi, certificazione del diritto a pensione”; si deve poi cliccare su “Nuova domanda” nella colonna di sinistra e compilare l’apposito form online.

All’interno del formulario online si deve dichiarare di aver preso visione del proprio estratto conto previdenziale e di non aver riscontrato anomalie.

L’Inps, entro 60 giorni, comunica:

  • il diritto all’Ape, quindi a chiedere il prestito pensionistico, se accerta il possesso dei requisiti;
  • la data di maturazione dei requisiti di età per la domanda di Ape;
  • gli importi minimi e massimi della quota mensile di Ape ottenibile (dal 75% al 90% della pensione);
  • il rigetto della domanda, se non è accertato il possesso dei requisiti e delle condizioni che danno diritto all’anticipo pensionistico.

L’Inps certifica il diritto all’Ape tenendo conto delle disposizioni e condizioni vigenti al momento della domanda di certificazione, sulla base degli elementi e delle informazioni presenti nei suoi archivi.

Come si presenta la domanda di Ape volontario

Terminata la fase relativa alla certificazione dei requisiti, è possibile presentare la domanda di Ape volontario. Per inviare la domanda di prestito pensionistico– Ape volontario, in particolare, si deve nuovamente accedere al sito dell’Inps con le proprie credenziali. Bisogna poi sottoscrivere e inviare la domanda di prestito pensionistico, scegliere la banca che erogherà il prestito (al momento è possibile scegliere soltanto Intesa San paolo) e l’assicurazione contro il rischio di premorienza (allo stato attuale si può scegliere solo tra Allianz e Unipol) e chiedere l’accesso al fondo di garanzia.

Nella domanda di Ape volontario sono infatti incluse:

  • la proposta del contratto di finanziamento, con indicazione della banca prescelta;
  • la proposta di contratto di assicurazione contro il rischio di premorienza, con indicazione dell’impresa assicuratrice prescelta;
  • la domanda di accesso al fondo di garanzia.

Contestualmente alla domanda di Ape volontario, è necessario presentare all’Inps anche la domanda di pensione di vecchiaia.

Ci sono comunque 14 giorni di tempo per recedere: in particolare, in caso di recesso dal contratto di assicurazione o di finanziamento, la domanda di Ape, il contratto di finanziamento, la domanda di pensione di vecchiaia e l’istanza di accesso al fondo di garanzia sono inefficaci.

Per sottoscrivere validamente la domanda di Ape, la proposta del contratto di finanziamento e la proposta del contratto di assicurazione, l’identificazione è effettuata dall’Inps attraverso le credenziali assegnate.

Nella domanda di prestito pensionistico Ape bisogna inoltre indicare:

  • di voler accedere o meno al finanziamento supplementare per poter garantire l’erogazione dell’Ape fino all’effettiva età di pensionamento, nel caso in cui i requisiti per la pensione di vecchiaia aumentino a causa dell’adeguamento all’aspettativa di vita;
  • l’ammontare della quota mensile di Ape, nei limiti dell’importo minimo e dell’importo massimo;
  • l’importo di eventuali rate per debiti con l’erario;
  • l’importo di eventuali rate per prestiti, con periodo di ammortamento residuo superiore alla durata di erogazione dell’Ape;
  • l’importo di eventuali assegni divorzili, di mantenimento dei figli e di assegni stabiliti in sede di separazione tra i coniugi;
  • di non avere nei confronti delle banche o dì altri operatori finanziari, esposizioni per debiti scaduti o sconfinanti e non pagati da oltre 90 giorni;
  • di non essere a conoscenza di essere attualmente registrato negli archivi della centrale dei rischi gestita dalla Banca d’Italia e non aver ricevuto comunicazioni relative all’iscrizione in un sistema di informazioni creditizie gestito da soggetti privati, per l’inadempimento di uno o più prestiti, quali mutui, finanziamenti o altre forme di indebitamento;
  • di non aver avviato o essere oggetto di procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento;
  • di non avere pignoramenti in corso o estinti senza integrale soddisfazione dei creditori;
  • di non avere protesti a proprio carico e non essere registrato nell’archivio degli assegni bancari e postali e delle carte dì pagamento irregolari istituito presso la Banca d’Italia, denominato centrale di allarme interbancaria Cat.

L’indicazione dell’esistenza di debiti che possono gravare sulla futura pensione è indispensabile, in quanto l’Ape non può essere concesso, come già esposto, se la sua rata, assieme ad ulteriori debiti, supera il 30% della prestazione.

Come si trasmette la domanda di Ape volontario alla banca e all’assicurazione?

Una volta presentata la domanda di Ape volontario all’Inps, l’istituto la inoltra alla banca prescelta, mediante flusso telematico, assieme alla proposta di contratto di finanziamento e con evidenza dell’importo della commissione di accesso al fondo di garanzia; l’lnps trasmette poi la proposta di contratto di assicurazione contro il rischio di premorienza all’impresa assicuratrice scelta dal richiedente. L’interessato non deve dunque fare nulla, in questa fase.

Quando si riceve l’approvazione dell’Ape volontario?

Ricevuta la domanda di prestito pensionistico Ape, la banca trasmette sia all’interessato che all’Inps, con un flusso telematico, l’accettazione della proposta di contratto di finanziamento, oppure l’eventuale comunicazione di mancata accettazione della stessa. In quest’ultimo caso, la domanda di prestito pensionistico, il contratto di assicurazione e la domanda di pensione sono privi di effetti.

In caso di risposta positiva da parte della banca, L’Inps mette a disposizione dell’impresa assicuratrice dal richiedente prescelta l’accettazione della proposta di contratto di finanziamento.

L’impresa assicuratrice deve allora accettare la proposta di assicurazione e trasmetterla all’Inps e al richiedente.

Quando si perfeziona l’Ape volontario?

L’Ape si perfeziona alla data in cui sono pubblicate in formato elettronico, nella propria sezione riservata sul sito dell’Inps, l’accettazione del contratto di prestito e l’accettazione della proposta di assicurazione.

Che cos’è il prestito Ape supplementare?

Se nella fase di liquidazione dell’Ape interviene l’adeguamento dei requisiti pensionistici all’aspettativa dì vita, l’ammontare del finanziamento e la relativa durata devono essere rideterminati: ci si potrebbe dunque trovare a pagare di più, a meno che non sia stata espressa, in sede di domanda di prestito pensionistico, la volontà di non voler accedere al prestito supplementare.


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