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Dieta degli astronauti: cos’è e come funziona

25 Dicembre 2018


Dieta degli astronauti: cos’è e come funziona

> Cultura e società Pubblicato il 25 Dicembre 2018



Direttamente dallo spazio arriva il regime alimentare che ti consente di perdere fino a 10 chili in due settimane: la dieta degli astronauti.

Se da sempre combatti con problemi di peso, sai benissimo che trovare la dieta giusta è molto difficile. Alcuni ti diranno che basta stare attenti, fare attività fisica ed il gioco è fatto. Purtroppo non è sempre così semplice. Alcuni soggetti faticano a perdere peso nonostante seguano regimi alimentari corretti e svolgano una vita non sedentaria. Ed ecco che direttamente dalla Nasa arriva la dieta degli astronauti: cos’è e come funziona? Pensi che una dieta che arriva dallo spazio possa essere complicata? Assolutamente no, si tratta di un regime alimentare particolarmente semplice ma allo stesso tempo abbastanza duro in quanto prevede la limitazione di carboidrati e zuccheri. Tutto parte da uno studio condotto dai nutrizionisti della Nasa per consentire agli astronauti in missione di ottimizzare l’assunzione dei nutrienti del cibo e allo stesso tempo evitare problemi di stomaco che avrebbero potuto compromettere gli equilibri nello spazio. Ben presto, però, ci si è resi conto che la dieta degli astronauti aveva anche degli ulteriori benefici: una consistente perdita di peso che poteva arrivare fino a 10 chili in due settimane.

Dieta degli astronauti: che cos’è?

La dieta degli astronauti è sostanzialmente un regime alimentare low carb che tradotto in parole povere significa a basso contenuto di carboidrati e zuccheri. Le diete che limitano zuccheri e carboidrati sono da sempre censurate da medici e scienziati a causa delle ripercussioni che possono avere sulla salute di chi le segue. E’ anche vero però che sono tra i regimi alimentari che consentono di ottenere risultati immediati quanto a perdita di peso.

Le strategie nutrizionali basate sulla riduzione dei carboidrati portano l’organismo a produrre autonomamente il glucosio necessario alla sopravvivenza andando ad attingere dalle scorte di grasso. Se sicuramente tale meccanismo porta ad una repentina perdita di peso, sappi che possono esserci delle conseguenze dannose per l’organismo e, pertanto, si sconsiglia vivamente di prolungarla oltre i 14 giorni.

Quando una dieta si definisce low carb?

Un regime alimentare si considera low carb quando l’assunzione dei carboidrati è inferiore ai 100 grammi al giorno. Relativamente alle diete low carb ci sono due correnti di pensiero: la prima, prevede che vengano consumati in grande quantità i grassi e che l’assunzione di proteine sia tutto sommato tenuta sotto controllo; la seconda, prevede che vengano eliminati quasi completamente i carboidrati e gli zuccheri e vengano consumate proteine liberamente.

La prima corrente di pensiero prevede una percentuale di alimenti che può essere così riassunta:

  • 50-60% di lipidi;
  • 20-30% di proteine;
  • < 30% di carboidrati.

La seconda corrente di pensiero prevede, invece, le seguenti percentuali:

  • 50-60% di lipidi;
  • 40% di proteine;
  • < 10% di carboidrati.

La scelta tra l’efficacia della prima e della seconda è senz’altro qualcosa che devi testare sulla tua pelle e ciò non soltanto in termini di perdita di peso ma anche e sopratutto a livello di complicazioni fisiche a cui puoi andare incontro.

Assumere una percentuale di carboidrati in misura inferiore al 10% del fabbisogno giornaliero può causarti sin dai primi giorni un forte senso di spossatezza e debolezza generalizzata. Ti consigliamo, quindi, di comunicare al tuo medico di famiglia che intendi intraprendere una dieta restrittiva sopratutto se presenti patologie che necessitano una cura dell’alimentazione particolare.

Quali sono le percentuali di grassi, zuccheri e carboidrati nella dieta dell’astronauta?

La dieta dell’Astronauta da punto di vista nutrizionale prevede l’assunzione giornaliera del 45% di grassi, dal 25% di proteine e dal 30% di carboidrati. A differenza di altre diete similari il consumo di proteine non è eccessivamente alto rispetto agli altri nutrienti mentre vengono assunti in misura superiori i grassi. Questo perché il principio su cui si basa la dieta dell’astronauta è quello secondo il quale i grassi vengono assimilati in misura ridotta se non accompagnati da una quantità elevata di carboidrati.

Perché le diete low carb facilitano la perdita di peso?

Le diete low carb consentono una perdita di peso repentina in quanto attivano una serie di fenomeni metabolici e chimici nel tuo corpo. Hai mai sentito parlare di calma insulinica? Se la risposta è no, ti spieghiamo noi in cosa consiste.

L’insulina è un ormone prodotto dal nostro organismo, a seguito dell’introduzione di cibo ed in particolare degli zuccheri e che, se prodotto in eccesso, comporta l’aumento del deposito di adipe nel tuo corpo. Riducendo la secrezione di insulina, quindi, si riduce sensibilmente la tendenza dell’accumulo di grasso. In altri termini, se riempi di zucchero il tuo caffè, se mangi un enorme piatto di pasta a pranzo o un dolce dopo cena, avrai una forte secrezione di insulina. All’inverso, scegliendo una dieta povera di zuccheri e carboidrati, otterrai quella che si definisce appunto calma insulina, riducendo sensibilmente l’accumulo di grasso.

Un altro effetto delle diete low carb è l’aumento del consumo metabolico dei grassi: quando l’apporto di carboidrati nella dieta viene drasticamente ridotto, il tuo corpo per trovare le energie necessarie ad affrontare la giornata, andrà ad attingere dalle riserve di grasso e ciò comporterà inevitabilmente una perdita di peso. Ultimo effetto derivante dalla limitazione dei carboidrati è la riduzione dell’appetito.

Eliminando i carboidrati dal tuo regime alimentare, vedrai a gran sorpresa che avrai meno fame di quando mangi un bel piatto di pasta. Ciò avviene per l’effetto anoressizzante dei corpi chetonici la cui definizione ti daremo nel proseguo del presente articolo.

Cosa si rischia seguendo una dieta low carb?

Ti abbiamo mostrato quali sono i benefici della dieta degli astronauti e più in generale delle diete low carb ma, come ogni cosa, ci sono i pro e i contro. Ti abbiamo detto prima che seguendo un regime alimentare povero di carboidrati, sentirai meno fame per la formazione dei corpi chetonici e che il tuo corpo andrà ad attingere dalle riserve di grasso presenti nel tuo corpo.

Non sentirti troppo entusiasta però: non è tutto oro quel che luccica. Vediamo, infatti, insieme in cosa consiste il fenomeno della chetosi. La chetosi è quel meccanismo che deriva dall’assenza di scorte sufficienti di glucosio e, quindi, del carburante necessario all’organismo per far funzionare gli organi vitali, quali ad esempio cervello, cuore, e muscoli.

Se il tuo organismo cerca per prima cosa il glucosio per funzionare, è inevitabile che in sua assenza, avrà bisogno di trovare un sostituto e attingerà per l’appunto ai grassi. Il tuo corpo cercherà una fonte di energia alternativa. L’utilizzo dei grassi quale fonte di energia non è, però, un meccanismo fisiologico e, pertanto, il tuo organismo dovrà trasformare i grassi nei cd. corpi chetonici. I corpi chetonici non sono altro che dei composti derivanti dalla trasformazione dei grassi in degli organismi simili agli zuccheri: tale processo viene attivato dal nostro organismo per consentire l’assunzione dei grassi che diversamente non sarebbe possibile.

Che sintomi negativi posso avere seguendo una dieta low carb?

Abbiamo cercato di spiegarti cosa sono i corpi chetonici. Ma vediamo cosa comporta la loro produzione. Ed ecco, infatti, che la formazione dei corpi chetonici ha degli effetti collatorali che possono essere anche gravi, trattandosi di un meccanismo non fisiologico. Come ti abbiamo già detto in più di un’occasione, regimi alimentari low carb non devono essere prolungati per periodi tempo particolarmente lunghi  e, in ogni caso, è meglio farsi monitorare da esperti in materia.

In particolare, la sintomalogia che potresti presentare durante un regime alimentare come quello della dieta degli astronauti è la seguente:

  • tendenza ad abbassare il pH del sangue;
  • disidratazione;
  • debolezza generale;
  • alito acido e maleodorante;
  • danneggiamento dei reni;
  • crampi;
  • aritmia cardiaca.

Esempio di schema settimanale della dieta degli astronauti

Hai deciso di provare la dieta degli astronauti ma non sai da dove iniziare?

Ecco a te uno schema settimanale che puoi seguire:

Lunedì
colazione: Un caffè amaro ed un panino piccolo di circa 60 grammi;
pranzo: Due uova con spinaci;
cena: Uno yogurt greco con frutta fresca ed una manciata di frutta secca.

Martedì
Colazione: Un caffè amaro ed un panino piccolo di circa 60 grammi;
Pranzo: 200 gr di formaggio emmenthal e qualche carota;
Cena: Insalata mista condita con un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva e 250 gr di pesce arrostito.

Mercoledì
Colazione: Un caffè amaro ed un panino piccolo di circa 60 grammi;
Pranzo: Pollo alla griglia con verdure grigliate e condite con un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva;
Cena: Due uova sode con carote

Giovedì
Colazione: Un caffè amaro ed un panino piccolo di circa 60 grammi;
Pranzo: Una bistecca ai ferri (va bene anche di seitan o di tofu) ed un’insalata mista condita con due cucchiaini di olio extra vergine d’oliva;
Cena: Uno yogurt greco con frutta di stagione e qualche manciata di frutta secca.

Venerdì
Colazione: Un caffè amaro ed un panino piccolo di circa 60 grammi;
Pranzo: Insalata di pomodori e carote con due uova sode ed un cucchiaino di olio extra vergine d’oliva;
Cena: Pesce arrostito con verdure grigliate.

Sabato
Colazione: Un caffè amaro ed un panino piccolo di circa 60 grammi;
Pranzo: insalata mista con 250 gr di prosciutto di tacchino e condita con due cucchiaini di olio extra vergine d’oliva;
Cena: Due uova sode con spinaci.

Domenica

Colazione: Un caffè amaro ed un panino piccolo di circa 60 grammi;

Pranzo libero ma senza esagerazioni;

Cena: Una bistecca ai ferri (va bene anche di seitan o di tofu) con insalata mista condita con un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva.

Esistono altre diete simili a quella degli astronauti?

Ti abbiamo mostrato come la dieta degli Astronauti rientri tra le diete low carb ed iperproteiche. Se sei curioso di conoscere altre tipologie di regimi alimentari similari, ti elenchiamo di seguito quelle più famose:

  • dieta Dukan;
  • dieta a Zona;
  • dieta Atkins;
  • dieta Plank.

Dieta degli astronauti ed effetto yo – yo

Hai deciso di iniziare la dieta dell’Astronauta o comunque una dieta a basso contenuto di carboidrati? Stai attento, però, una volta conclusa non reintrodurre in grande quantità pane, pasta e dolci. Così facendo, infatti, rischi di andare incontro al famigerato effetto yo – yo, vanificando tutti gli sforzi fatti e riprendendo con gli interessi gli sforzi fatti. Il consiglio dopo aver seguito una dieta priva di carboidrati è quello di reintrodurli gradualmente. La dieta non deve terminare improvvisamente ma deve essere seguita da un periodo di mantenimento che consenta al tuo corpo di riabituarsi dopo lo stress subito per l’ennesimo cambio di alimentazione.


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