Pace fiscale: niente condono

16 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Novembre 2018



Salta la dichiarazione integrativa per le cartelle fino a 100mila euro. Rinviato il carcere per gli evasori. Che cosa si può sanare.

Dietrofront sulla pace fiscale. Il Governo ha deciso di cancellare il condono fiscale che prevedeva la sanatoria delle cartelle fino a 100mila euro entro il 30% di ciò che era stato dichiarato all’Agenzia delle Entrate. In altre parole, salta la dichiarazione integrativa compresa nel decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio. Movimento 5 Stelle e Lega, in un vertice convocato dal premier Giuseppe Conte, hanno deciso così in virtù di un emendamento al decreto attualmente al vaglio del Senato. Ma non è l’unica novità emersa dalla riunione di Palazzo Chigi.

Pace fiscale: addio al condono

Dunque, niente condono fiscale: non ci sarà più la dichiarazione integrativa che consentiva di sanare i debiti fino a 100mila euro. Questa dichiarazione, contenuta nella pace fiscale tanto voluta dal Governo, prevedeva il pagamento di un’imposta unica del 20% senza sanzioni né interessi con alcune limitazioni:

  • non dichiarare più del 30% dell’imponibile rispetto all’anno precedente;
  • un tetto massimo di dichiarazione integrativa di 100mila euro;
  • non presentare la dichiarazione integrativa per gli ultimi periodi di imposta fino a quello dichiarato entro il 31 ottobre 2017;
  • aderire al condono entro il 31 maggio 2019;
  • pagare quanto dovuto a luglio e a settembre 2019.

Insieme alla dichiarazione integrativa salta anche (almeno per adesso) l’inasprimento delle pene per gli evasori fiscali sulle norme che prevedevano il carcere. Questo punto dovrebbe essere rimandato ad un futuro ed apposito disegno di legge.

Pace fiscale: che cosa si può sanare

Il contribuente moroso dovrà dire addio al condono fiscale, ma ci sono altri debiti che possono beneficiare della pace fiscale. Ad esempio, sarà possibile mettersi in regola per le irregolarità formali di lieve entità, vale a dire per gli errori commessi nella tenuta della contabilità o per quelli che non hanno inciso sulle imposte dovute. Come? Versando 200 euro per un massimo di periodi di imposta dal 2013 al 2017. Si potranno sanare anche gli avvisi bonari.

Per quanto riguarda le liti pendenti, è confermata la sanatoria con lo sconto del 50% per chi ha vinto in primo grado e dell’80% per chi ha avuto una sentenza favorevole in appello.

Sulle fatture elettroniche, c’è la possibilità di beneficiare per tutto il 2019 della moratoria sulle sanzioni collegate a questo nuovo sistema di fatturazione.

Al vaglio del Governo anche una sanatoria per i pagamenti omessi o tardivi purché il contribuente abbia dichiarato tutti i redditi. Un modo per dare una mano a chi non ha versato quanto dovuto perché in difficoltà economica. Cioè a chi non è evasore per vocazione ma per necessità.

Pace fiscale: più controlli

Non solo carote ma anche bastone. Il Governo intende potenziare la lotta all’evasione fiscale dando maggiori poteri di controllo alla Guardia di Finanza. Le Fiamme Gialle, infatti, avranno accesso alla Superanagrafe dei conti correnti senza bisogno di chiedere l’autorizzazione preventiva alla magistratura in modo da tenere sotto costante monitoraggio i grandi evasori fiscali.


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1 Commento

  1. UN SERVIZIO UTILE CHE COINVOLGE L’UTENTE AD APPROFONDIRE E CAUTELARSI CON L’AIUTO DELL’ESPERTO…GRAZIE

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