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Bollette del gas: in prescrizione dopo 2 anni

18 novembre 2018


Bollette del gas: in prescrizione dopo 2 anni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 novembre 2018



Riscaldamento: non solo i conguagli ma anche le bollette ordinarie sono fuori tempo massimo se arrivano dopo due anni e non ci sono, nel frattempo, lettere di diffida.

Dal 1° gennaio 2019 si pagano solo le bollette del gas più recenti. E ciò vale anche per la luce e l’acqua. Sono infatti cambiati i termini di prescrizione. Non ci sarà così più il rischio di ricevere conguagli di diverse centinaia (a volte migliaia) di euro riferiti agli ultimi cinque anni. In passato, non poche volte i consumatori sono stati messi in ginocchio dalle società fornitrici che, invece di fatturare mensilmente i consumi – come del resto previsto dalle condizioni generali di contratto – hanno inviato un’unica bolletta una richiesta di pagamento riferita a periodi molto più estesi. E così c’è stato chi è stato costretto a rateizzare il debito e chi, invece, non potendo pagare, ha dovuto cambiare fornitore. Altri ancora hanno dovuto far ricorso in tribunale per farsi cancellare il debito. Ma se, fino ad oggi, le società dell’acqua, del gas e dell’elettricità hanno avuto la legge dalla loro parte, ora la difesa diventa più difficile. Come infatti ha ricordato l’Area (l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) sul proprio sito internet, dal 2019 le bollette del gas vanno in prescrizione dopo 2 anni. E non solo quelle del gas, ma anche le bollette dell’acqua e della luce.

Bollette luce, acqua e gas: prescrizione in due anni

Per tutte le bollette relative a consumi ordinari o a conguagli per mensilità o annualità maturate dopo il 1° gennaio 2019, la società fornitrice dovrà chiedere il pagamento entro due anni. Pertanto, in caso di ritardo nella fatturazione delle bollette del gas (ma anche della luce e dell’acqua) e tale ritardo è dovuto a responsabilità del venditore o del distributore, sempre a partire dal 1° gennaio 2019 il cliente potrà eccepire la prescrizione andando a pagare solo gli importi fatturati relativi ai consumi più recenti di 2 anni.

Questo significa, tanto per fare qualche esempio, che se ricevi una bolletta con il conguaglio degli ultimi tre anni dovrai pagare solo quello degli ultimi due; se ricevi una bolletta per una mensilità che si riferisce a 4 anni prima non devi pagarla.

Insomma, se hai dimenticato di pagare il gas, gli arretrati che ti possono essere chiesti sono solo quelli degli ultimi due anni. Non più, quindi, cinque anni com’era prima della modifica operata dalla legge di bilancio 2018.

La società fornitrice è tenuta a emettere una fattura separata contenente solo gli importi per consumi risalenti a più di 2 anni. In alternativa tali importi dovranno essere evidenziati in maniera chiara e comprensibile nella fattura contenente anche gli importi per consumi più recenti di 2 anni. L’obiettivo è quello di informare il cliente della possibilità di non pagare l’ammontare di tali importi «mediante una pagina iniziale aggiuntiva contenente un format (disponibile anche sul proprio sito e presso eventuali sportelli fisici) di pronto utilizzo per eccepire la prescrizione, nonché indicare un recapito postale o fax e una mail a cui inviare tale comunicazione».

Gli importi oggetto di prescrizione dovranno essere automaticamente esclusi dai pagamenti nel caso fosse stata scelta la domiciliazione bancaria o postale o su carta di credito.

Nel caso in cui, invece, il venditore non sia direttamente responsabile del ritardo di fatturazione degli importi risalenti a più di 2 anni, dovrà assolvere obblighi informativi specifici volti a consentire comunque al cliente di comunicare la volontà di eccepire la prescrizione.

Come si calcola la prescrizione delle bollette del gas?

Attenzione però: la prescrizione si verifica solo se, nell’arco dei due anni, non hai mai ricevuto un sollecito o una diffida di pagamento con raccomandata a/r. Tanto per rimanere nell’ambito degli esempi, se cinque anni fa non hai onorato una bolletta, ma tre anni fa hai ricevuto un sollecito e l’anno scorso un altro, il debito non è caduto in prescrizione. Insomma, capire quando una bolletta va in prescrizione è facile: devono decorrere più di tre anni tra la scadenza del debito e la richiesta di pagamento ufficializzata con una raccomandata oppure tra una diffida e l’altra.


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