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Cosa fare in caso di incidente sul lavoro?

25 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Dicembre 2018



Come devono comportarsi il lavoratore dipendente, il datore di lavoro ed il medico nel caso di un infortunio sul posto di lavoro

Le cronache quotidiane riportano, purtroppo, frequentissimi casi di infortuni sul lavoro. Costituisce una vera e propria piaga sociale quella degli incidenti che centinaia di lavoratori subordinati (e non solo) subiscono in occasione dello svolgimento delle mansioni lavorative. Non di rado, purtroppo, questi incidenti risultano mortali (si parla in questo caso di moti bianche) ed ogni volta, da più parti, ci si ripromette che sarà l’ultima. Ed invece, puntualmente, nuovi incidenti ed anche nuovi eventi luttuosi tornano a funestare le giornate di lavoro nelle più disparate parti d’Italia. Che fare allora? Certamente più controlli, ma anche maggiore consapevolezza da parte dei datori di lavoro e dei lavoratori stessi della necessità di conoscere ed applicare scrupolosamente tutte le norme e le connesse precauzioni che sono in grado di salvare vite umane e di evitare infortuni con i conseguenti dolorosi strascichi. Fino al giorno in cui gli infortuni sul lavoro risulteranno drasticamente ridotti occorre, però, che i lavoratori, e non solo loro, sappiano cosa fare in caso di incidente sul lavoro, cioè come comportarsi in caso di incidente (non mortale) per sveltire le pratiche necessarie per ottenere dall’istituto preposto (cioè l’Inail) il risarcimento: altrettanto importante è che sappiano come agire anche il datore di lavoro ed il medico che per primo ha prestato assistenza. In questo articolo ci soffermeremo in particolare sugli obblighi di denuncia che incombono sui soggetti citati.

Cos’è l’incidente sul lavoro?

Per incidente, o infortunio, sul lavoro si intende un evento traumatico occorso sul luogo di lavoro o in occasione di lavoro per una causa violenta.

Questo evento di tipo traumatico, per dar luogo all’intervento anche risarcitorio dell’Inail (l’ente pubblico preposto a garantire la copertura assicurativa ai lavoratori [1]), deve aver provocato l’impossibilità per il lavoratore di svolgere le proprie mansioni per un periodo di tempo superiore ai tre giorni.

Chiaramente l’infortunio sul posto di lavoro potrà anche dare il via ad una procedura amministrativa e/o penale a carico del datore di lavoro nel caso in cui l’incidente sia stato causato da una sua dolosa o colposa mancata attuazione delle misure di prevenzione.

In ogni caso, la copertura assicurativa obbligatoria prevista dalla legge garantisce il lavoratore anche per gli incidenti avvenuti in itinere, cioè nel tragitto necessario per raggiungere da casa il posto di lavoro e nel tragitto di ritorno.

Più in dettaglio l’infortunio sul lavoro è, come abbiamo detto, un evento provocato da una causa violenta in occasione del lavoro (quindi, ad esempio, è un infortunio coperto dalla assicurazione obbligatoria non solo quello avvenuto durante lo svolgimento delle mansioni lavorative, ma anche quello occorso durante le pause lavoro, durante il tragitto da e per casa ecc.) e dal quale deriva come conseguenza una lesione o una malattia del corpo che impone l’astensione dal lavoro per un periodo superiore a tre giorni.

Pertanto se sussiste:

– un evento traumatico che provoca una lesione o una malattia, ivi compresa la morte;

– un nesso di causa – effetto tra l’evento traumatico ed il lavoro (non solo inteso come svolgimento delle mansioni lavorative);

– una impossibilità di svolgimento delle mansioni di lavoro per un periodo superiore a tre giorni;

– una causa violenta, cioè un’azione intensa e concentrata nel tempo che causa le lesioni o la morte del lavoratore (ad esempio il distacco di un attrezzo di lavoro che colpisca il lavoratore o la caduta improvvisa per il fondo scivoloso),

ebbene, in presenza di questi presupposti, c’è infortunio sul lavoro ed è previsto l’intervento dell’Inail e, quindi, dell’assicurazione obbligatoria (che provvede ad indennizzare il lavoratore e a garantirgli cure).

L’incidente su lavoro comprende anche gli infortuni avvenuti nel tragitto casa – luogo di lavoro

Che deve fare il lavoratore, il datore e il medico se c’è infortunio?

La normativa vigente prevede, in caso di infortunio sul lavoro, distinti obblighi a carico del lavoratore, del datore di lavoro e del medico che presti la prima assistenza al lavoratore infortunato.

Infatti, a carico del lavoratore, la legge [2] pone l’obbligo di dare immediata notizia al datore di lavoro di qualsiasi infortunio che gli accada, anche se di lieve entità.

Se il lavoratore omette di dare immediatamente avviso dell’infortunio che ha subito al proprio datore di lavoro e il datore di lavoro, a sua volta, non avendo avuto in altro modo notizia dell’infortunio occorso al proprio dipendente, non fa denuncia dell’infortunio all’Inail (entro il termine di due giorni previsto a suo carico), in questo caso il lavoratore perde l’indennità relativa ai giorni precedenti a quello in cui il datore ha avuto concretamente notizia dell’infortunio.

A carico del datore di lavoro, invece, la legge [3] impone l’obbligo di denunciare all’Inail (come accennavamo poco sopra) l’infortunio occorso al proprio dipendente entro due giorni da quello in cui ne abbia avuto notizia (normalmente a seguito dell’immediata denuncia che il lavoratore è tenuto a fargli).

L’obbligo di denuncia per il datore di lavoro sussiste per gli infortuni che sono stati prognosticati non guaribili entro tre giorni; alla denuncia del datore devono essere allegati gli estremi del certificato medico che deve essere già stato trasmesso all’Inail direttamente dal medico che ha prestato soccorso (oppure dalla struttura sanitaria che l’ha rilasciato).

Il medico, infine, che abbia prestato la prima assistenza ad un lavoratore infortunato è obbligato [4], a rilasciare al lavoratore il certificato medico (al quale certificato poi il datore di lavoro dovrà fare riferimento per assolvere al suo obbligo di denuncia) ed è tenuto – lui o la struttura sanitaria competente al rilascio – anche a trasmetterlo all’Inail, esclusivamente per via telematica, nello stesso momento in cui lo compila.

In sintesi:

  • il medico che ha prestato la prima assistenza deve compilare il certificato medico e, contestualmente alla sua compilazione, deve trasmetterlo – direttamente lui o la struttura sanitaria competente al rilascio – telematicamente all’Inail;
  • il lavoratore deve immediatamente dare notizia dell’infortunio al proprio datore di lavoro;
  • il datore di lavoro, entro due giorni dal momento in cui ha avuto notizia dell’infortunio (normalmente dal suo lavoratore), deve denunciare all’Inail gli infortuni che sono stati prognosticati non guaribili entro tre giorni, allegando alla denuncia il certificato che il medico ha compilato quando è intervenuto per dare la prima assistenza al lavoratore (certificato che il medico deve aver già trasmesso all’Inail contestualmente alla compilazione, cioè nello stesso momento in cui lo ha compilato).

La legge [5] prevede ammende (cioè sanzioni economiche, in realtà assai modeste come entità) per il datore di lavoro e/o per il medico che abbia prestato la prima assistenza che non abbiano rispettato gli obblighi, a loro imposti, di denuncia e/o di compilazione e trasmissione del certificato medico.

Il lavoratore deve denunciare subito l’infortunio al proprio datore di lavoro

note

[1] D.p.r. n. 1165/1964.

[2] Art. 52 d.p.r. n. 1165/1964.

[3] Art. 53 d.p.r. n. 1165/1964.

[4] Art. 53 d.p.r. n. 1165/1964.

[5] Art. 53 d.p.r. n. 1165/1964.


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