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Gratuito patrocinio revocato se migliora la situazione patrimoniale

11 Marzo 2013
Gratuito patrocinio revocato se migliora la situazione patrimoniale

Il cittadino ammesso al patrocinio a spese dello Stato può decadere da questo beneficio quando, nel corso della causa, la sua situazione patrimoniale migliora.

 

Chi non può permettersi un avvocato, qualora abbia la necessità di essere assistita in un processo, può nominarne uno a propria scelta senza doverlo pagare: il legale, infatti, sarà compensato direttamente dallo Stato. Si chiama “gratuito patrocinio” e, per ottenerlo, bisogna avere determinati requisiti (ne abbiamo già parlato qua “Gratuito patrocinio: requisiti e condizioni”).

Non tutti possono accedere al gratuito patrocinio: il requisito per l’ammissione è il possesso di un reddito annuo, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a euro 10.776,33 lordi. A tale fine si prendono in considerazione e si sommano tutti i redditi imponibili, quelli esenti e quelli assoggettati a ritenuta alla fonte, percepiti nell’ultimo anno dall’interessato, cui si sommano i redditi dei familiari conviventi (leggi: “Gratuito patrocinio più difficile: sommati i redditi dei conviventi”).

In pratica, per l’ammissione al gratuito patrocinio bisogna far riferimento al reddito risultante dalla dichiarazione dell’anno precedente alla richiesta.

Il giudice della causa, tuttavia, anche dopo che sia avvenuta l’ammissione al gratuito patrocinio, può revocare tale beneficio [1]. A riguardo, una recente sentenza della Cassazione [2] ha spiegato che il giudice ha questo potere quando, da una valutazione complessiva di tutto il periodo in cui il gratuito patrocinio ha operato, la situazione economica del beneficiario è mutata a causa di nuove disponibilità incompatibili con la concessione del beneficio.

La revoca, comunque, riguarda solo l’attività difensiva svolta nel periodo successivo al mutamento della situazione reddituale. Quindi, tutto ciò che è stato eseguito dal professionista prima di tale momento rimane a spese dello Stato.

di BIAGIO FRANCESCO RIZZO


Chi è ammesso al gratuito patrocinio può vedersi revocato il beneficio (e quindi le spese dell’Avvocato saranno a suo carico) se la sua situazione economica migliora e il suo reddito supera i limiti stabiliti dalla legge.

In ogni caso, le spettanze dell’avvocato riferite al periodo precedente alla modifica del reddito continuano a essere a carico dello Stato.

note

[1] Il potere di revoca d’ufficio è previsto dall’art. 112 comma 1 lett d) D.P.R. 30.05.2002 n. 115: ”Il magistrato, con decreto motivato, revoca l’ammissione d’ufficio o su richiesta dell’ufficio finanziario competente presentata in ogni momento e, comunque, non oltre cinque anni dalla definizione del processo, se risulta provata la mancanza, originaria o sopravvenuta, delle condizioni di reddito di cui agli articoli 76 e 92.”

[2] Cass. sez. IV pen., sent. 7 marzo 2013 n. 10661.


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2 Commenti

  1. a chi va comunicata l’eventuale variazione di reddito per chi beneficia del gratuito patrocinio?

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