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Ue: la pubblicità discrimina la donna come oggetto di sesso. Porno condannato

11 Marzo 2013 | Autore:
Ue: la pubblicità discrimina la donna come oggetto di sesso. Porno condannato

Il Parlamento Europeo si schiera contro il porno: “l’immagine della donna non deve essere sfruttato solo per il suo richiamo all’eros; la cultura della nostra società è troppo incline alla pornografia”. Rivolta nel mondo dell’Eros. Sito Ue a rischio attacco di hackers.

Sono parole forti e decise quelle contenute nella mozione che il Parlamento Europeo voterà martedì prossimo. Si tratta, in particolare, di un atto “non vincolante” [1], ma che già ha diviso l’opinione pubblica. Il nome la dice tutta sul suo contenuto: “Mozione per l’eliminazione degli stereotipi di genere nell’Ue” ed è una netta presa di posizione contro lo sfruttamento del corpo della donna nella pubblicità e contro ogni forma di pornografia in genere. Con molta probabilità, i membri del Parlamento la voteranno con maggioranza.

I giovani – riferisce la mozione (pubblicata solo in lingua inglese, francese e tedesco) – sono sempre più colpiti dalla nuova condizione culturale della pornografia; la pornografia sta scivolando nella nostra vita quotidiana, sempre più accettata, addirittura idealizzata; si manifesta in particolare, nella televisione per giovani, nello stile di vita, nei video musicali, negli spot pubblicitari mirati ai ragazzi [2].

Insomma, viviamo una cultura di immagini dove il nudo e il richiamo all’eros sono diventati unico elemento per catturare l’emozione dei giovani e, anche, degli adulti.

Non si può dire che l’Unione europea abbia fatto la scoperta del secolo, né tantomeno che gli strumenti a sua disposizione le consentano un ampio e risolutivo intervento sul costume sociale.

Nella risoluzione, l’Ue promette di intraprendere azioni concrete per evitare la discriminazione della donna nella pubblicità, per attuare il divieto [3] di tutte le forme di pornografia nei mezzi di comunicazione e sulla pubblicità del turismo sessuale; a studiare i legami tra pornografia infantile e pornografia per adulti, sugli impatti che ha il porno su ragazze, donne, ragazzi e uomini [4], nonché – forse la parte più interessante – sui possibili legami tra pornografia e violenza sessuale.

In verità, il conflitto con la sempre più estesa libertà di espressione e di manifestazione del pensiero da un lato, e i forti interessi economici connessi alla pornografia dall’altro, confinano gli interventi istituzionali dell’Ue alle sole situazioni di illegalità. Non bisogna dimenticare, infatti, la forte spinta che l’eros ha dato alla rete e tutt’ora la muove (con il filesharing, i portali di video e i siti di incontri). Anche le immagini ricorrentemente pubblicate, condivise e autoprodotte sui social network hanno continui richiami al sesso. La stessa prostituzione oggi ha raggiunto reti di contatti come Linkedin e Facebook, alla ricerca di maggiore clientela, affrancata peraltro della mediazione “commerciale” dello sfruttatore.

Il corpo – femminile e, oggi, anche quello maschile – è sempre stato utilizzato nei messaggi commerciali, facile richiamo per l’istinto ed esaltazione della perfezione cui il prodotto stesso vuole associarsi.

Ciò nonostante, quando si diffonde un allarme, è facile gridare piuttosto che approfondire. “L’Unione europea vuole vietare il porno” titolano, in questi giorni, i giornali e la stessa Ansa. Come prevedibile, è scattata la rivolta online. In soli tre giorni, oltre 600 mila email di protesta sono state inviate al Parlamento europeo; si paventano anche attacchi hacker ai siti istituzionali.

Parole troppo generiche, quelle contenute nella risoluzione, per giustificare simili timori. Il porno vivrà, come ha sempre vissuto. E i costumi sociali, così come la moralità di un popolo, non potranno essere indirizzati da una legge sempre più laica.


note

[1] Mozione n. 2012/2116 (INI)

[2] (…) Whereas young women and men are most affected by pornography’s new cultural status; whereas the ‘mainstreaming of pornography’, i.e. the current cultural process whereby pornography is slipping into our everyday lives as an evermore universally accepted, often idealised, cultural element, manifests itself particularly clearly within youth culture: from teenage television and lifestyle magazines to music videos and commercials targeted at the young.

[3] Divieto già contenuto nella risoluzione del 16 settembre 1997.

[4] (…) Calls on the EU and its Member States to take concrete action on its resolution of 16 September 1997 on discrimination against women in advertising, which called for a ban on all forms of pornography in the media and on the advertising of sex tourism(10);

Calls on the EU to conduct research into the links between child pornography and adult pornography and the impacts on girls, women, boys and men, as well as the relationship between pornography and sexual violence.


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2 Commenti

  1. Porno pe web:
    Ca femeie, mama, persona, fiica de o civilizatie lipsita de respect eu il CONDAMN!
    UNDE ESTE INTEGRITATEA /VALOAREA MORALA A CIVILIZATIEI UMANE?
    Cum ne educam fii nostri, viitorul societatii de maine?
    Cum oprim/inlaturam VIOLENTA ASUPRA FEMEILOR?
    Cum construim RESPECTUL PENTRU FEMEI, MAME, FIICE SI FII?
    ——–.
    O nevoie fizica trebuie sa aiba bun simt si sa fie construita pe respect pentru cei ce o folosesc, noi insine ca specie dotati de gandire intre toate speciile de pe Planeta Pamint!
    Altfel trebuie sa renuntam si la imbracaminte pentru a merge goi/nuzi in viata ca si in suflet!
    FEMEILE SI OAMENII TREBUIE SA AIBA RESPECT PENTRU PROPRIILE GENERATII SI INTRE EI INSASI!

  2. Viorica Grecu ha condiviso lo stato di L’Adige – Quotidiano indipendente del Trentino Alto Adige.
    circa un minuto fa
    ———————————————————————–
    Il porno sul web:
    Come donna, mamma, persona, figlia di una civiltà mancata di rispetto io lo CONDANNO
    DOVE E’ L’INTEGRITA’ MORALE DELLA CIVILTA’ UMANA?
    Come ci prendiamo cura dei nostri figli, futuro della società di domani?
    Come fermiamo le VIOLENZE CONTRO LE DONNE?
    Come coltiveremo RISPETTO PER LE DONNE, MAMME, FIGLIE E FIGLI?
    ———,
    Un bisogno fisico deve avere il suo pudore e coltivarlo per rispetto di chi ne faccia uso, noi stessi come specie che possiede pensiero tra tutte le specie da Pianeta Terra!
    Altrimenti dobbiamo rinunciare anche agli abiti per andare nudi nella vita come nell’ anima!
    LE DONNE E GLI UOMINI DEBBONO AVERE RISPETTO PER LE PROPRIE GENERAZIONI E TRA SE STESSI!
    ———-.

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