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Tradimento e separazione dei coniugi: cosa succede se lui o lei tradisce

25 Marzo 2013
Tradimento e separazione dei coniugi: cosa succede se lui o lei tradisce

Non sempre l’infedeltà di uno dei due coniugi comporta il diritto per l’altro di ottenere la separazione con addebito.

 

Quando la rottura del legame tra i coniugi è determinato dalla condotta colpevole di uno dei due, il giudice dichiara, nei confronti di quest’ultimo, la cosiddetta “imputazione di addebito”, ossia gli accolla le responsabilità della separazione, il che ha effetti anche sulle successive condizioni economiche della separazione stessa decise dal giudice.

L’addebito viene imputato quando uno dei due non adempia agli obblighi di assistenza morale e materiale, di conforto spirituale, in caso di abbandono del tetto coniugale, di atti oppressivi, di rifiuto ingiustificato ad avere rapporti sessuali, ecc.

Anche l’infedeltà è una di tali condotte che possono portare all’imputazione di addebito. Ma non lo è automaticamente. Lo è solo se il giudice accerta che il tradimento è stato la vera causa della rottura del matrimonio; non lo è invece se il tradimento è solo la conseguenza di una crisi coniugale preesistente [1]. Quindi, nel caso in cui i coniugi litighino già da tempo e uno dei due, dopo che la convivenza è già divenuta intollerabile per incompatibilità caratteriali, si trovi una nuova compagna, il suo comportamento non è considerato colpevole.

L’obbligo di fedeltà va inteso non solo come astensione da relazioni sessuali extraconiugali, ma anche come impegno di non tradire la fiducia reciproca. Per ciò, è considerata infedeltà anche un rapporto non fisico con un’altra persona, come nel caso di una relazione intrattenuta tramite internet [2].

Può essere causa di addebito il comportamento con cui si ingenera, nella collettività, l’impressione di avere una relazione con un’altra persona, anche se poi non corrisponda a verità o non si traduca in un atto fisico. Infatti il semplice sospetto di infedeltà, anche se non diventi adulterio, comporta una offesa alla dignità e all’onore dell’altro coniuge [3].

La foto del presente articolo è un’opera artistica di Dantemanuele De Santis, DS Photostudio. Ogni riproduzione riservata.


note

[1] Cass. S.U., sent. n. 2494 del 23.4.1982; Trib. Milano sent. n. 4774/2011.

[2] Cass. sent. n. 283 del 9.01.2009.

[3] Cass. sent. n. 15557 del 11.06.2008.


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