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Elezioni al Consiglio Ordine Avvocati: novità

19 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Novembre 2018



La donna è mobile, l’avvocatura è immobile.

Elezioni al COA: novità

In tema di elezioni al COA le leggi 247/2012 e 113/2017 hanno introdotto importanti novità al fine di garantire il rinnovamento.

Le novità sono:

  • obbligo di candidatura per gli avvocati che aspirino a essere eletti nel COA;
  • allungamento della durata del mandato da 2 a 4 anni;
  • introduzione del criterio elettivo a maggioranza semplice in luogo del precedente a maggioranza assoluta in sede di primo scrutinio;
  • il nuovo criterio di determinazione del numero dei componenti del COA;
  • il dovere di ripristinare l’equilibrio di genere;
  • l’ineleggibilità per il doppio mandato svolto.

Ma per il CNF (vedi sentenza 80/2018) le novità non possono che applicarsi tutte insieme soltanto alle elezioni svoltesi con le regole nuove e quindi non prima di otto anni.
Anche la regola del divieto del doppio mandato dunque, con la conseguente ineleggibilità di chi si trovi in tale condizione, non può che trovare applicazione per i soli mandati svolti all’esito di elezioni tenutesi con il nuovo sistema!
Nel Gattopardo di Tomasi di Lampedusa c’è ancora una verità italiana «tutto cambia perché nulla cambi» ossia se tutto cambia esteriormente, tutto rimane com’è; se tutto rimane com’è, tutto può cambiare interiormente.
Cosa fare per superare l’impasse?
Basta presentare liste con uomini e donne nuove e sostenerle con il voto.
Certo se finirà come per le elezioni in Cassa Forense è sicuro che ci ritroveremo con “i soliti noti” interiormente modificati.

Previdenza forense: numerosità e questione meridionale

Il collega Salvatore Lucignano, incrociando il rapporto Szimez 2018 e il rapporto Censis sulla avvocatura italiana 2018, ha pubblicato sui social un’analisi molto puntuale, leggibile nella pagina ARDE, che mi stimola alcune riflessioni sul punto di non ritorno in cui siamo arrivati.

Sulla numerosità e femminilizzazione. Complessivamente tra il 1995 e il 2017 il numero di iscritti all’Ordine degli avvocati è cresciuto poco meno di 160mila unità (con un tasso complessivo nel periodo pari al 192%), ma tale crescita ha riguardato in misura nettamente maggiore le donne che sono aumentate di quasi 95mila unità (con un tasso complessivo del 452%) rispetto all’incremento di 64.700 uomini (con un tasso di crescita complessivo del 104%).
Ovviamente tutto ciò ha inciso in maniera netta sull’identità e la composizione di genere della professione che è passata da essere prevalentemente maschile a essere equidistribuita (nel 1995 le donne rappresentavano il 25% del totale degli avvocati mentre oggi costituiscono il 47,8%) e, in prospettiva, qualora i tassi di crescita delle donne avvocato continuassero a essere superiori rispetto a quelli degli uomini, a prevalenza femminile.
Il giuramento dei nuovi avvocati di Trento del 12 novembre ne è la rappresentazione plastica.

note

Fonte Diritto & Giustizia, per gentile concessione dell’Autore


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