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La febbre nei bambini: falsi miti e giusto trattamento

31 Dicembre 2018


La febbre nei bambini: falsi miti e giusto trattamento

> Salute e benessere Pubblicato il 31 Dicembre 2018



La febbre in un bambino è sempre causa di grande ansia. Quali sono i comportamenti da tenere e quali quelli da evitare?

Se hai dei bambini piccoli conosci bene uno degli incubi ricorrenti di ogni genitore: la febbre del piccolo di casa che non diminuisce. Se non sei un medico, cominci subito a preoccuparti e a chiederti se non si tratti del sintomo di una malattia grave, se non sia il caso di chiamare il pediatra o addirittura di portarlo al pronto soccorso. Nel frattempo fai ricerche affannose su Google e ti spaventi ancora di più. Niente di più sbagliato: devi, al contrario, rimanere calmo e procedere seguendo i consigli che la Società Pediatrica Italiana ha riunito nelle indicazioni che fornisce annualmente. Da genitore ansioso non ti sarà facile, ma devi cercare di sfatare le leggende che si tramandano di generazione in generazione e utilizzare le soluzioni che ti consigliano i medici. Continuando a leggere troverai informazioni sulle caratteristiche che ha la febbre nei bambini: falsi miti e giusto trattamento per un disturbo che non è una malattia ma ne può rappresentare il sintomo.

Miti e leggende metropolitane

La cura dei bambini e le necessarie attenzioni alla loro salute si basano su raccomandazioni e consigli che si tramandano. Chi non ha una mamma, una nonna, una suocera che è convinta di sapere, in nome della propria esperienza, che cosa sia meglio fare in caso di febbre del bambino? A volte i consigli ricevuti derivano dal buon senso e danno ottimi risultati, altre volte, invece, sono falsi miti che è necessario sfatare.

Il caso del malessere di un bambino si presta bene alla generazione di leggende metropolitane poiché una preoccupazione molto sentita, come quella per il proprio figlio che sta male, porta ad accettare e fare propri tutti i comportamenti che si ritiene possano essere utili. Ma occorre sempre fare molta attenzione perché alcuni possono essere non soltanto inutili, ma anche pericolosi. Vediamo quali sono i falsi miti sulla febbre nei bambini e sui metodi per fare abbassare rapidamente la temperatura corporea.

Valori della temperatura

Si sente spesso dire che se la temperatura corporea raggiunge i 37 gradi centigradi comincia la febbre. Non è sempre così. La temperatura corporea può essere influenzata da alcuni fattori, non necessariamente patologici, cioè sintomo di malattie. Secondo l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, si può parlare di febbre solo quando si superano i 37,5 gradi considerando che un lieve rialzo termico può anche essere dovuto ad esempio ad uno sforzo fisico o a una leggera disidratazione, condizioni entrambe che si verificano facilmente nei bambini.

Chiamiamo subito il medico

Accade spesso che l’ansia nei genitori provochi l’esigenza di sentire immediatamente il giudizio di un esperto. Ogni pediatra mantiene generalmente un certo comportamento in caso di chiamate: c’è chi cerca di rispondere a tutte e chi cerca di selezionare le più gravi, rimandando le altre a un appuntamento in ambulatorio.

Se sei curioso di conoscere quali siano i doveri del medico o pediatra di base per ciò che riguarda i rapporti con i pazienti, trovi le informazioni qui: Medico di base: senza appuntamento si può.

Se il tuo bambino ha meno di tre mesi non esitare a rivolgerti al tuo medico o al pronto soccorso dell’ospedale più vicino per qualsiasi episodio di aumento della temperatura; nei neonati il sistema immunitario non è ancora completamente sviluppato e qualsiasi infezione può essere pericolosa. Se è un po’ più grande puoi aspettare un paio di giorni somministrandogli i principi farmacologici generici per abbassare la febbre.

A qualsiasi età non attendere troppo se il bambino presenta segni evidenti di sofferenza, se è irritabile o se ha reazioni rallentate, se si mostra assonnato e confuso, se ha irritazioni cutanee o se la febbre è veramente alta.

Il bambino deve stare al caldo e sudare

Il tuo bambino febbricitante non deve essere tenuto per forza avvolto in pesanti coperte: l’ambiente deve avere la giusta temperatura per permettere l’evaporazione del sudore e deve essere areato. L’ambiente non deve avere l’aria troppo secca in modo da consentire una respirazione agevole.

Generalmente, quando la febbre è ancora nella fase iniziale di aumento il tuo bambino ha i brividi e puoi coprirlo un po’, ma quando la febbre è già alta o comincia a scendere fagli indossare un abbigliamento che sia leggero e traspirante. Se non è piccolissimo, non confinarlo a letto se non ne sente la necessità. Se possibile lascia che sia lui a scegliere dove stare.

Spugnature tiepide, impacchi di ghiaccio e massaggi con alcool

Se è appena arrivata la nonna con in mano alcool e spugna per effettuare il tradizionale massaggio antipiretico, ringraziala ma non cedere.

I mezzi fisici, molto utilizzati in passato come terapia della febbre nei bambini, come i massaggi con alcool, il bagno in acqua fresca, l’applicazione della borsa del ghiaccio o l’esposizione a correnti d’aria sono inutili se non addirittura sconsigliati. Si tratta infatti di meccanismi che determinano la dispersione del calore, ma lo fanno a livello superficiale mentre, in qualche caso, la temperatura interna degli organi potrebbe anche aumentare.

Nel caso dei massaggi con alcool, inoltre, devi anche tener presente che si tratta di una sostanza irritante assolutamente inadatta alle pelli più sensibili e delicate.

La febbre deve essere o “affamata” o “saziata”

Se il bambino, nonostante la sua temperatura più elevata del normale, dimostra appetito, offrigli cibi leggeri e digeribili ma sostanziosi, come riso e pasta, e soprattutto incoraggialo a bere molti liquidi, acqua, ma anche succhi di frutta per la presenza di vitamine e di sali.

La febbre non deve essere “affamata”, se il bambino è abbastanza grande da decidere da solo lascia che mangi la quantità di cibo che desidera, anche se ti dovesse sembrare abbondante per le sue condizioni. Nel caso opposto di un bambino inappetente dimentica gli aeroplanini con il cucchiaio: quasi sempre il tuo bambino è in grado di regolarsi benissimo in autonomia. Forzarlo troppo, in un senso o nell’altro, non è consigliabile.

Quali sono i trattamenti corretti per la febbre nei bambini?

Vediamo adesso quali sono i trattamenti corretti da applicare e i consigli migliori da seguire per affrontare un sintomo che così tante preoccupazioni desta nei genitori.

Metodi di misurazione della febbre

La febbre non è una malattia, ma ne costituisce un sintomo. Consiste nell’aumento della temperatura del corpo ed è la reazione che il corpo mette in atto quando subisce l’attacco da parte di virus o batteri. In pratica, l’organismo rende l’ambiente inospitale per i microbi, stimolato ad agire dal sistema immunitario.

La temperatura del nostro corpo è stabile, rimane sempre fissa o quasi, qualsiasi sia quella ambientale. Puoi trovarti al Polo Nord o nel deserto del Nevada, ma la tua temperatura, salvo piccoli sbalzi, sarà generalmente compresa tra i 35,5 e i 37,5 gradi. Per misurare la temperatura si ricorre a degli strumenti di precisione, i termometri.

Se il tuo bambino è molto piccolo, diciamo fino alle 4 settimane di vita, dovrai effettuare una misurazione ascellare utilizzando esclusivamente un termometro elettronico. I moderni termometri digitali sono molto affidabili per ciò che riguarda la precisione e richiedono un tempo di misurazione di pochi secondi.

Se il tuo bambino è più grande puoi usare il termometro a infrarossi timpanico, cioè quello che appoggiato all’inizio del canale auricolare consente di misurare il calore della membrana del timpano e della zona circostante.

Tieni presente che, in caso di infezione all’orecchio la misurazione può essere falsata così come lo è facilmente anche quella del termometro orale. La misurazione rettale, spesso considerata quella da effettuare di routine, è da sconsigliare perché è invasiva e crea disagio.

Farmaci antipiretici consigliati

I farmaci antipiretici sono quelli che hanno l’effetto di far abbassare la temperatura corporea. I principi da utilizzare in età pediatrica sono il paracetamolo e l’ibuprofene. Questi sono due principi analgesici, cioè contro il dolore, quindi essi riducono i sintomi e concedono il sollievo necessario. Non utilizzare i due principi combinati perché non esistono ricerche che attestino la sicurezza della loro associazione e segui il consiglio del pediatra nella scelta del più adatto.

Non devi dare al bambino l’acido acetilsalicilico, cioè la normale Aspirina, perché essa può avere gravi controindicazioni nei più piccoli. In ogni caso, devi somministrare al tuo bambino questi farmaci solo se in effetti c’è uno stato di malessere generale: evita di dargli subito un farmaco se la sua temperatura è di 37,5 gradi e sta tranquillamente giocando.

I pediatri consigliano la somministrazione per bocca rispetto alla tradizionale supposta perché l’assorbimento è più costante e la dose più facilmente controllabile. Ricorda anche che la dose deve sempre essere modulata sul peso del bambino e non sulla sua età.

Antibiotici e febbre 

Gli antibiotici meritano una riflessione a parte.

Uno dei miti falsi sul trattamento della febbre sostiene che nel caso di febbre alta venga prescritto il trattamento con antibiotici. Non è mai abbastanza ripetere che questi farmaci agiscono solo contro i batteri e non contro i virus; è compito del tuo pediatra indicarti in quali occasioni utilizzarli. L’uso degli antibiotici è diventato un falso mito: lo si considera il farmaco per eccellenza, quello che risolve tutto.

Il bambino ha qualche linea di febbre? Si chiede al pediatra di prescrivere questi farmaci e il medico spesso lo fa, quando non ha la certezza assoluta che l’infezione in corso non sia realmente dovuta a un batterio. Si innesca così un circolo vizioso da cui deriva, in parte, il grave problema dell’immunità che alcuni batteri stanno sviluppando nei confronti di alcuni antibiotici.

Proprio di questi ultimi giorni di novembre 2018 è la pubblicazione da parte dell’ECDC, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, di dati allarmanti sullo sviluppo da parte dei batteri di resistenza agli antibiotici relativi per altro al 2015. L’Italia ha un triste primato in Europa: è il primo paese per numero di infezioni e di morti causate da antibiotico-resistenza.


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